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L'affondo di İmamoğlu sui "rivali": "Generi, figli, ministri..."

Il candidato alla presidenza detenuto Ekrem İmamoğlu ha risposto a una domanda sui possibili candidati presidenziali dell'AKP. İmamoğlu ha dichiarato: "Noi non scegliamo i nostri rivali. Si parla di generi, figli, ministri. Sono affari loro".

L'affondo di İmamoğlu sui

Il candidato alla presidenza Ekrem İmamoğlu, detenuto nel carcere di Silivri, ha risposto alle domande della giornalista del quotidiano Cumhuriyet, İklim Öngel. İmamoğlu ha rilasciato dichiarazioni significative in merito alla domanda su chi vorrebbe vedere come avversario nelle elezioni presidenziali.

ELEZIONI 2028 E DIBATTITO SULLA CANDIDATURA

Mentre si sottolinea che, secondo le normative vigenti, il Presidente Recep Tayyip Erdoğan non potrà ricandidarsi alle elezioni presidenziali previste per il 2028 secondo il calendario ordinario, continuano le discussioni su chi candideranno l'AKP e l'MHP.

Mentre nei corridoi di Ankara emergono di tanto in tanto i nomi di Bilal Erdoğan, Hakan Fidan e Selçuk Bayraktar, tra gli scenari presi in considerazione vi è anche quello di un possibile anticipo delle elezioni per permettere a Erdoğan di ricandidarsi.

Sul fronte del CHP, viene ribadito che il candidato alla presidenza è Ekrem İmamoğlu e che questa decisione non cambierà fino all'ultimo momento. In questo processo, viene sottolineato che la decisione che scaturirà dal caso giudiziario aperto da İmamoğlu contro l'annullamento del suo diploma sarà determinante.

"CHI VORRESTE VEDERE COME RIVALE?"

İmamoğlu, detenuto nel carcere di Silivri dal 23 marzo, continua a rilasciare interviste alla stampa nazionale e internazionale.

A İmamoğlu, che ha parlato con il quotidiano Cumhuriyet, è stata posta la domanda: "Chi vorrebbe vedere come rivale?"

İmamoğlu ha risposto così:

"Noi non scegliamo i nostri rivali. Perché per noi le elezioni non sono competizione, logoramento dell'avversario o ostilità; sono l'occasione per spiegare i nostri progetti alla nazione, condividere le visioni che nutriamo per la Turchia e sottoporle all'approvazione del nostro popolo. Vogliamo che si parli di fatti, non di parole. Per questo motivo, ci concentriamo su ciò che faremo per la Turchia, non su chi avremo di fronte".

"IL MIO DIPLOMA E LA MIA DETENZIONE SONO LEGATI ALLA PAURA DELLE ELEZIONI"

Nel prosieguo della sua dichiarazione, İmamoğlu ha fatto valutazioni anche sul processo giudiziario a suo carico.

"Tuttavia, chi è al potere non può fare a meno di scegliere i propri rivali. L'unica preoccupazione di coloro che cercano di sottrarmi il diploma e che sono la causa della mia detenzione a Silivri da dieci mesi, è la paura di perdere le elezioni contro Ekrem İmamoğlu, che la nostra nazione ha reso candidato alla presidenza", ha affermato.

"ATTACCANO IL RIVALE"

Sostenendo che il governo stia cercando di eliminare i propri avversari con metodi extragiudiziali, İmamoğlu ha espresso la seguente valutazione:

"La Turchia si trova di fronte a un governo così lontano dalla realtà, pieno di menzogne e calunnie, che ha perso le proprie capacità di gestione e soffre di problemi di merito e competenza, che la loro unica preoccupazione è attaccare i rivali attuando una strategia per eliminarli con metodi illegali quando non riescono a vincere le elezioni".

L'ENFASI SULLA "LOTTA PER IL TRONO"

In merito alle discussioni sui possibili nomi dei candidati, İmamoğlu ha dichiarato:

"Chiunque candidino, non importa. Noi gareggeremo e spiegheremo i nostri progetti alla nostra nazione. Vorremmo che di fronte a noi ci fosse un rivale che non danneggi la democrazia e la giustizia e che pensi realmente al nostro Paese. Ma purtroppo non sembra possibile. Si parla di generi, figli, ministri. Sono affari loro. Tuttavia, nessuno abbia dubbi sul fatto che, se dovessero tentare di danneggiare il Paese per una 'lotta per il trono', ci troveranno sempre di fronte. Tutti sappiano che non permetteremo a questo Stato di vivere ancora una volta un periodo di interregno".


Fonte della notizia: 12punto

Ekrem İmamoğlu