Il leader del BBP Mustafa Destici tiene una conferenza stampa con la bandiera del Tawhid
Il presidente del Partito della Grande Unità (BBP), Mustafa Destici, ha reagito all'aggressione subita da İsmail Aydemir, colpito con un pugno durante la marcia pro-Palestina organizzata a Istanbul da associazioni e fondazioni vicine al governo per aver sventolato la bandiera del Tawhid, esponendo sia la bandiera turca che quella del Tawhid durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede del suo partito.
Il presidente del Partito della Grande Unità (BBP), Mustafa Destici, ha rilasciato una dichiarazione in merito al pestaggio di una persona che portava la bandiera del ‘Tawhid’ a seguito della marcia ‘Pietà per i nostri martiri, sostegno alla Palestina, maledizione a Israele’ organizzata a Istanbul da fondazioni e associazioni vicine all'AKP.
HA FATTO ESPORRE LA BANDIERA DEL TAWHID
Tenendo una conferenza stampa presso la sede del suo partito, Destici ha fatto esporre la bandiera del ‘Tawhid’ dichiarando: “Non rinunceremo né alla nostra bandiera rossa con la mezzaluna e la stella, né alla nostra bandiera del Tawhid”.

DICHIARAZIONI SUL SALARIO MINIMO
Riferendosi al tasso di aumento del 49% applicato al salario minimo, Destici ha affermato che tale percentuale non è sufficiente, ma che, valutando le condizioni di bilancio, essa risulta superiore all'aumento semestrale dell'inflazione annua.
Sostenendo che, oltre alla Commissione per la determinazione del salario minimo, dovrebbe essere istituita una Commissione per la determinazione del sostentamento familiare minimo, Destici ha dichiarato:
"In una famiglia di almeno 4 persone, se il salario minimo è di 17 mila lire e lavora una sola persona, lo Stato dovrebbe coprire la differenza di 3 mila lire. Se lavora un solo pensionato e percepisce 10 mila lire, lo Stato dovrebbe coprire la differenza di 10 mila lire. Questa è la soluzione. È questo il modo per non far schiacciare il nostro popolo dall'inflazione o dal carovita, e per garantire almeno standard minimi di sussistenza."

DIFESA DEL DIYANET E DI ALI ERBAŞ
Parlando anche del sermone del venerdì precedente al capodanno tenuto dalla Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet), Destici ha sostenuto che il Diyanet ha svolto il proprio dovere.
Affermando di considerare le critiche rivolte al presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş come una grande immoralità e insolenza, Destici ha aggiunto: “Inoltre, credo che si faccia confusione con i concetti. La figura di Babbo Natale è stata per anni oggetto di scontro tra islamisti e laici in Turchia. La figura di Babbo Natale non ha alcuna natura religiosa. La sua avventura, iniziata come bene commerciale, continua come oggetto della cultura popolare.”
Fonte della notizia: AA
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