Gli appunti di 28 pagine di 'Imralı' del leader dell'organizzazione terroristica PKK Öcalan: 'Ci sono paesi che dicono di non deporre le armi'
Sono emersi gli appunti di 28 pagine relativi all'incontro tenutosi a İmralı nel mese di maggio. Negli appunti sono contenute le opinioni del leader dell'organizzazione terroristica PKK, Abdullah Öcalan, sul processo di apertura. Il capo terrorista Öcalan ha affermato che ci sono paesi che chiedono di non deporre le armi.
Secondo quanto riportato dal giornalista Aytunç Erkin, gli appunti di 28 pagine emersi dopo l'incontro di İmralı tenutosi a maggio contengono dettagli importanti sul cosiddetto processo di disarmo dell'organizzazione terroristica PKK.
Negli appunti dell'incontro, attirano l'attenzione le parole pronunciate dal terrorista Abdullah Öcalan riguardo al processo di risoluzione. Öcalan, precisando che la parte restante del processo è del 5 percento e che questa parte spetta ai politici, ha utilizzato le seguenti espressioni: “Dovete dirlo, dovete dirlo ai politici, come fate a non riuscire a fare il 5 percento?”. Si afferma che queste parole siano state interpretate come un appello ai politici per il completamento del processo.
Nell'incontro di İmralı, si indica che alcuni attori internazionali avrebbero suggerito al PKK di "non deporre le armi". Nell'incontro si menziona anche che sono state fatte pressioni riguardo alla richiesta di una federazione nel Rojava e che si persegue l'obiettivo di stabilire un contatto strategico con Qandil. Il leader del PKK Öcalan, valutando questi sviluppi, ha rilasciato una dichiarazione in questi termini: “Non sono forse le ali di America, Israele e Iran? Guardate, vedetelo. Vi dico di capirlo e di trarne le conclusioni. Guardate, il fatto che questa carta sia stata tolta dalle loro mani li ha spaventati”.
Aytunç Erkin ha riportato quanto segue riguardo agli appunti:
"Nell'incontro di İmralı, sempre secondo le affermazioni, è degna di nota l'enfasi di Öcalan sul fatto che 'La politica deve risolvere questa questione e manca il 5 percento':
'Dovete essere più profondi. Al compagno Sabri in teleconferenza ho detto: 'Non sapete né vivere né combattere'. Persino le autorità si sono sorprese. Mantiene ancora la sua validità. Lo scioglimento del PKK è il 50 percento, la rinuncia alla linea di liberazione nazionale è il 25 percento, il fatto che sia stato fatto l'appello è il 10 percento. In totale fa l'85 percento. Se consideriamo anche i lavori pratici che voi (riferendosi alle autorità) avete fatto e portato avanti come un 10 percento. Significa un totale del 95 percento. Ciò che resta è il 5 percento e questa è la parte che spetta ai politici. Guardate! Fate un putiferio. Dovete dirlo. Dovete dire ai politici come fate a non riuscire a fare il 5 percento.'"
"I Paesi che dicono 'Non deponete le armi'"
Negli appunti dell'incontro, dopo le frasi di Öcalan sul processo 'Ci sono quelli che vogliono mettere i bastoni tra le ruote. Secondo me questo tavolo e le cose dette sono storici. Avrà successo al cento per cento? Questo non è possibile. Ci sono dei sabotatori', la seguente constatazione della delegazione è sorprendente:
'A quanto pare ci sono quelli che vogliono sabotare dall'esterno. Secondo quanto affermato da Qandil, dopo l'appello intervengono forze influenti. Vogliono incontrarsi con loro. Dicono 'Non deponete le armi'. Dicono 'Perché non volete una federazione nel Rojava?'. L'ONU e altre forze dicono di sostenere il processo. Ma di nascosto entrano in contatto e dicono 'non deponete le armi'. Quelli che finora esitavano a salutare vogliono incontrarsi con Qandil. Vogliono sviluppare relazioni strategiche ad alto livello. Hanno la tendenza a sostenere il movimento.'
Guardiamo la risposta data da Öcalan a queste informazioni:
'Cioè lo dicono adesso. Interessante. Fino ad oggi non lo hanno detto. Lo dicono adesso. Non sono forse le ali di America, Israele e Iran? (Si rivolge alla delegazione) Guardate, vedetelo. Vi dico di capirlo e di trarne le conclusioni. Guardate, il fatto che questa carta sia stata tolta dalle loro mani li ha spaventati. Allora cosa facciamo? Per favore, parlate liberamente come se stessimo facendo una riunione segreta. Esprimete le vostre opinioni in modo chiaro.'"
Fonte della notizia : 12punto
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