Fatih Erbakan dà un ultimatum a Erdoğan: la sorprendente richiesta di elezioni anticipate
Il presidente del Partito del Nuovo Welfare (Yeniden Refah Partisi), Fatih Erbakan, durante un discorso a Malatya ha invocato elezioni anticipate, dichiarando che le urne dovrebbero essere presentate al popolo nella primavera del 2026.
Il presidente del Partito del Nuovo Welfare (YRP), Fatih Erbakan, ha partecipato al 3° Congresso Ordinario del suo partito a Malatya, rilasciando dichiarazioni significative. Nel suo intervento, Erbakan ha criticato l'attuale situazione in Turchia e ha lanciato un appello per elezioni anticipate.
"LE COSE NON VANNO BENE, LE ELEZIONI ANTICIPATE SONO NECESSARIE"
Nonostante abbia sostenuto il presidente Recep Tayyip Erdoğan nelle ultime elezioni generali, Erbakan ha sottolineato che le condizioni economiche e sociali in Turchia non stanno migliorando. Erbakan ha dichiarato: “Le cose in Turchia non vanno bene e non stanno migliorando. Da qui ci rivolgiamo al governo: portate le urne per le elezioni anticipate davanti a questa nazione nella primavera del 2026. La cosa migliore che potete fare è indire elezioni anticipate”.
Affermando che, a due anni e mezzo dai terremoti del 6 febbraio con epicentro a Kahramanmaraş, le ferite non sono ancora state curate come dovrebbero, Erbakan ha aggiunto: “La situazione post-terremoto è piuttosto grave. Nonostante siano passati due anni e mezzo, purtroppo non sono stati fatti i passi necessari”.
SOGLIA DI POVERTÀ A 90 MILA LIRE, SALARIO MINIMO A 22 MILA LIRE
Richiamando l'attenzione sulle difficoltà economiche, Erbakan ha sottolineato che la soglia di povertà è salita a 90 mila lire, mentre il salario minimo è di soli 22 mila lire. Affermando che la Turchia non sta gestendo il quadro economico in modo adeguato, Erbakan ha ricordato che quando l'AKP è salito al potere nel 2002, il debito della nazione verso le banche era di 6,6 miliardi di lire, ma oggi tale debito è aumentato di ben 800 volte.
"NON HANNO LASCIATO TRACCIA DI GIUSTIZIA"
Criticando i 23 anni di governo dell'AKP, Erbakan ha sostenuto che non sono stati garantiti né la giustizia né il benessere del popolo, e che negli ultimi anni ci sono state gravi carenze nella gestione dello Stato. Erbakan ha affermato: “In 23 anni non hanno lasciato traccia di giustizia in Turchia. Quando sono saliti al potere nel 2002, il debito del popolo verso le banche era di 6,6 miliardi di lire, ora quel debito è aumentato di 800 volte”.
Fonte della notizia: 12punto
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