Dichiarazioni di Erdoğan su Assad: 'Non ha compreso il valore della mano tesa verso di lui'
Il Presidente e leader dell'AKP, Recep Tayyip Erdoğan, ha parlato all'8° Congresso Provinciale dell'AK Party a Gaziantep.
Erdoğan ha parlato all'8° Congresso Provinciale dell'AKP a Gaziantep. Ecco le sue dichiarazioni:
Continuiamo a deludere gli incompetenti che, dopo i terremoti del 6 febbraio, dicevano che 'Erdoğan rimarrà sotto queste macerie'. Abbiamo la determinazione e i mezzi per compensare le perdite di Antep in termini materiali. Come promesso, continueremo a lavorare senza sosta e senza riposo finché non avremo consegnato la casa anche all'ultimo dei nostri fratelli aventi diritto.
LA SIRIA DEVE RAGGIUNGERE LA PACE
Non è ovviamente possibile per la Turchia chiudere gli occhi sugli sviluppi in un Paese con cui condivide 910 km di confine. Non abbiamo mire su nemmeno un ciottolo di alcun Paese. Il nostro auspicio è che la nostra vicina Siria raggiunga la pace e la serenità che desidera da 13 anni. Così come diamo importanza al benessere di Hatay, desideriamo che Hama, Homs, Damasco e Raqqa siano al sicuro.
Potrebbero esserci confini tra noi, ma in questa geografia il nostro destino e il nostro dolore sono comuni. Continueremo a essere uniti e in armonia per secoli ancora.
In Siria esiste ormai una nuova realtà politica e diplomatica. La Siria appartiene ai siriani, con tutti i loro elementi etnici, confessionali e religiosi. Sono i siriani a dover decidere il futuro del proprio Paese.
IL REGIME DI DAMASCO NON HA COMPRESO IL VALORE DELLA MANO TESA DALLA TURCHIA
Vorrei che fosse chiaro che, come Turchia, non permetteremo alcuna mossa che metta a rischio i nostri interessi nazionali. Gli eventi degli ultimi 13 anni dovrebbero dimostrare che non si arriva da nessuna parte versando sangue, togliendo vite e facendo piovere bombe sui civili. Il territorio siriano è saturo di guerra. È saturo di sangue e lacrime.
Il regime di Damasco non ha compreso il valore della mano tesa dalla Turchia.
La Turchia si trova dalla parte giusta della storia oggi, come lo era ieri. Vogliamo vedere una Siria in cui nessuno venga escluso, nessuno subisca oppressione e dove identità diverse vivano fianco a fianco in pace.
Fonte della notizia: 12punto
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