Dichiarazione della Corte Costituzionale sul decreto-legge (KHK): annullate alcune norme del decreto n. 703
La Corte Costituzionale ha emesso la sua sentenza in merito all'annullamento del decreto-legge (KHK) n. 703, presentato il 7 dicembre 2023 con la firma del presidente del CHP Özgür Özel, di Engin Özkoç, Engin Altay e 135 parlamentari. Nella dichiarazione relativa ai decreti-legge si legge: "La Corte Costituzionale ha stabilito che alcune norme sono contrarie alla Costituzione e ne ha disposto l'annullamento".
La Corte Costituzionale ha emesso la sua sentenza in merito ai decreti-legge (KHK) introdotti con il Sistema di Governo Presidenziale.
Il 7 dicembre 2023, il presidente del CHP Özgür Özel, Engin Özkoç, Engin Altay e 135 parlamentari avevano presentato ricorso per l'annullamento dell'"intero" contenuto delle disposizioni del decreto-legge.
Nel comunicato stampa della Corte Costituzionale intitolato "Annullamento di alcune norme del decreto-legge n. 703", sono state incluse le seguenti dichiarazioni:
SENTENZA DI ANNULLAMENTO PER MOLTI ARTICOLI
"Il controllo di costituzionalità dei decreti-legge è diverso dal controllo delle leggi. L'articolo 11 della Costituzione stabilisce che 'le leggi non possono essere contrarie alla Costituzione'. Per questo motivo, nel controllo delle leggi, si verifica solo se esse siano conformi alle norme costituzionali. I decreti-legge, invece, devono essere conformi sia alla legge di delega su cui si basano, sia alla Costituzione per quanto riguarda oggetto, scopo, ambito e principi.
Nell'abrogato articolo 91 della Costituzione, era vietato regolare alcune materie tramite decreti-legge. Allo stesso modo, nell'abrogato articolo 163 della Costituzione, veniva specificato che al Consiglio dei Ministri non poteva essere conferito il potere di modificare il bilancio tramite decreto-legge. In conformità con queste norme, la Grande Assemblea Nazionale Turca può conferire al Consiglio dei Ministri il potere di emanare decreti-legge solo su materie che non rientrano in quelle vietate.
Di conseguenza, durante il controllo di costituzionalità, qualora venga accertato che una norma del decreto-legge non sia conforme alla legge di delega per oggetto, scopo, ambito e principi, o che regoli una materia vietata, sarà necessario annullarla ai sensi dell'abrogato articolo 91 della Costituzione. Durante il controllo di una norma del decreto-legge rispetto all'abrogato articolo 91, non esiste un rapporto di priorità tra le questioni menzionate. L'accertamento di una violazione rispetto a uno qualsiasi di questi punti renderà la norma del decreto-legge incostituzionale.
D'altra parte, nel controllo giudiziario, il fatto che un decreto-legge sia considerato conforme alla Costituzione rispetto ai criteri dell'abrogato articolo 91 non è sufficiente per completare il suo controllo di costituzionalità. In altre parole, è necessario determinare separatamente se i decreti-legge, ritenuti conformi alla Costituzione secondo i criteri dell'abrogato articolo 91, siano conformi alla Costituzione anche nel merito durante lo stesso controllo.
La Corte Costituzionale, nell'esame condotto nel quadro sopra indicato, ha annullato alcune norme del decreto-legge n. 703 perché non rientravano nell'ambito della legge n. 7142 (tra i molti esempi, si vedano l'articolo 34, modificato insieme al titolo della legge n. 3289 dalla lettera (o) dell'articolo 12 del decreto, e l'articolo 7, modificato insieme al titolo della legge n. 4059 dalla lettera (b) dell'articolo 16 del decreto), alcune perché incompatibili con lo scopo della legge n. 7142 (tra i molti esempi, si vedano i commi (7), (8), (9), (10), (11), (12), (13) e (14) aggiunti dopo il comma (6) dell'articolo 26 della legge n. 6446 dalla lettera (e) dell'articolo 9 del decreto), alcune perché non rientravano nell'ambito né erano compatibili con lo scopo della legge n. 7142 (tra i molti esempi, si vedano l'articolo aggiuntivo 1 aggiunto alla legge n. 5253 dalla lettera (b) dell'articolo 19 del decreto, e la parte dell'articolo 13, modificato insieme al titolo del decreto-legge n. 652 dalla lettera (b) dell'articolo 22 del decreto, ad eccezione dell'espressione 'dal Ministero dell'Educazione Nazionale' nella seconda frase e dell'espressione 'il Ministero esercita questo potere' nella terza frase), e altre ancora perché contenevano disposizioni relative a diritti e libertà che è vietato regolare tramite decreto-legge (tra i molti esempi, si vedano l'articolo 8, modificato insieme al titolo della legge n. 6004 dalla lettera (b) dell'articolo 6 del decreto, e l'articolo 11, modificato insieme al titolo della legge n. 351 dalla lettera (c) dell'articolo 11 del decreto).
La Corte Costituzionale ha inoltre annullato alcune norme ritenendole incostituzionali nel merito (tra i molti esempi, si veda la modifica dell'espressione 'decreto congiunto previo parere del Consiglio di Stato' nella seconda frase del quinto comma dell'articolo 4 della legge n. 5393 in 'decisione del Presidente', e dell'espressione 'decreto congiunto su proposta del Ministero dell'Interno' nel sesto comma in 'con decisione del Presidente', tramite la lettera (a) dell'articolo 200 del decreto).
Fonte della notizia: 12punto
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