Decisione della Corte Costituzionale sul personale: respinto il ricorso del CHP
La causa intentata dal CHP, che sosteneva l'incostituzionalità dell'istituzione di posti di lavoro in alcuni enti pubblici tramite decreto presidenziale, è stata respinta. La Corte Costituzionale ha stabilito che il regolamento è conforme alla Costituzione in termini di "competenza per materia".
Secondo la decisione della Corte Costituzionale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, il CHP aveva presentato ricorso alla Corte Costituzionale chiedendo l'annullamento e la sospensione di alcune disposizioni del Decreto Presidenziale n. 170 relativo all'istituzione di posti di lavoro in alcuni enti e istituzioni.
Nella petizione di ricorso, si sosteneva che "le disposizioni relative all'istituzione e alla soppressione dei posti di lavoro dei dipendenti pubblici, che svolgono compiti essenziali e permanenti richiesti dai servizi pubblici gestiti secondo i principi dell'amministrazione generale all'interno dell'integrità dell'amministrazione, dovrebbero essere regolate per legge, che le spese da sostenere per i dipendenti pubblici in relazione ai posti di lavoro e gli stanziamenti da destinare sono legati al bilancio, e che il potere di emanare decreti presidenziali è stato utilizzato al di fuori del quadro costituzionale".
"CONFORME ALLA COSTITUZIONE IN TERMINI DI COMPETENZA PER MATERIA"
Valutando il ricorso, l'Alta Corte ha deciso che le disposizioni di cui si chiedeva l'annullamento non sono contrarie alla Costituzione, respingendo quindi la richiesta di annullamento.
Nelle motivazioni dell'Alta Corte, è stato ricordato che la Corte Costituzionale ha già stabilito che le disposizioni relative all'istituzione e alla soppressione dei posti di lavoro dei ministeri e dei loro enti affiliati, delle persone giuridiche pubbliche istituite tramite decreto presidenziale, dell'organizzazione centrale della Presidenza e delle istituzioni ed enti affiliati alla Presidenza, sono conformi alla Costituzione in termini di competenza per materia.
Nelle motivazioni si legge: "Non vi è alcuna situazione che richieda di discostarsi dalle decisioni precedenti per quanto riguarda le norme che prevedono l'istituzione di posti di lavoro presso il Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali, il Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e del Cambiamento Climatico, il Ministero della Cultura e del Turismo, l'Istituto di Previdenza Sociale, l'Amministrazione per lo Sviluppo Abitativo (TOKİ), la Direzione Generale delle Fondazioni e la Presidenza degli Affari Religiosi, nonché la nomina al posto di consulente per la stampa e le pubbliche relazioni nell'organizzazione centrale della Presidenza degli Affari Religiosi, apportando quindi modifiche alla struttura organizzativa delle suddette istituzioni".
Fonte della notizia: 12punto
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