Cosa sta succedendo 'ai piani alti'? L'indiscrezione sulla reazione di Ali Erbaş all'appello di Bahçeli su 'Öcalan'
L'appello di Bahçeli su Öcalan ha creato malumori in alcuni settori della maggioranza. Dopo il titolo di Yeni Şafak "Il posto di Öcalan è İmralı", è emerso che anche il capo del Diyanet, Ali Erbaş, avrebbe definito l'appello "inaccettabile". È arrivata una dichiarazione del Diyanet in merito al nostro articolo.
NAGİHAN YILKIN /12punto.com.tr/ ESCLUSIVA
L'appello del leader dell'MHP Bahçeli su Öcalan ha provocato reazioni contrarie all'interno di Yeni Şafak, testata di riferimento della maggioranza, e in alcuni settori della burocrazia. Dopo il titolo di Yeni Şafak "Il posto di Öcalan è İmralı", si sostiene che anche il presidente degli Affari Religiosi (Diyanet), Ali Erbaş, abbia preso posizione definendo l'appello inaccettabile.
Il fratello del genero di Ali Erbaş è, tra l'altro, il direttore editoriale del quotidiano Yeni Şafak.
Dopo l'appello di Bahçeli riguardante il leader dell'organizzazione terroristica PKK, Abdullah Öcalan, il quotidiano Yeni Şafak, noto per la sua vicinanza al governo, aveva risposto con un titolo che ha fatto discutere.
Mentre i giornali vicini al governo titolavano parlando di una "storica chiamata", Yeni Şafak, che fa capo al gruppo Albayrak, è uscito il 23 ottobre con il titolo: "Il posto di Öcalan è İmralı".
Il giornale, dando risalto a un sondaggio di Areda, ha affermato che il 65% della popolazione ritiene sbagliato portare Öcalan in Parlamento.

Dopo il titolo del giornale, il sindaco di Ankara Mansur Yavaş ha commentato: "Anche il quotidiano Yeni Şafak ha pubblicato un titolo opposto alle dichiarazioni del signor Bahçeli. Stanno succedendo cose interessanti ai piani alti. Vedremo tutti insieme".
Mentre gli occhi sono puntati su 'cosa stia succedendo ai piani alti' dopo il titolo del quotidiano del gruppo Albayrak, nei corridoi della politica continua a far discutere l'uscita di Bahçeli su 'Öcalan'.
"NON È ATTUABILE"
È stato inoltre ipotizzato che siano giunte reazioni all'uscita di Bahçeli anche dal Diyanet, descritto da alcuni burocrati interni come il 'cortile sul retro della politica'.
Si afferma che il presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş condivida la stessa opinione del giornale diretto da Hüseyin Likoğlu, che è il fratello del genero (a sua volta mufti) di Erbaş.
Si sostiene che il presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş abbia detto alla sua cerchia ristretta che "quanto detto da Bahçeli non è attuabile".

CHE GRANDE CONTRADDIZIONE
D'altra parte, anche il post sui social media pubblicato dal direttore editoriale di Yeni Şafak, Hüseyin Likoğlu, dopo l'appello di Bahçeli del 22 ottobre, ha creato confusione.
Likoğlu, in un post pubblicato prima del titolo del suo giornale "Il posto di Öcalan è İmralı", aveva scritto:
"Le dichiarazioni del signor Devlet Bahçeli hanno spaventato qualcuno. Presto circoleranno commenti del tipo 'i curdi ci stanno vendendo'. Chi usa il PKK per far combattere i figli dei curdi per i propri interessi è nel panico. I cripto-turchi dall'aspetto di 'turchi bianchi' sono preoccupati..."

È arrivata una dichiarazione del Diyanet in merito al nostro articolo.
Il consulente stampa della Presidenza degli Affari Religiosi, Burak Orhan, ha dichiarato a 12punto: "Il nostro presidente degli Affari Religiosi, il prof. dr. Ali Erbaş, non ha rilasciato una tale dichiarazione come sostenuto nell'articolo; si tratta di una menzogna e di una calunnia. La Presidenza degli Affari Religiosi è un'istituzione al di fuori della politica".
Fonte della notizia: Nagihan Yılkın
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