Continua la polemica su 'Imralı' tra Erbakan e l'MHP
Il presidente del Partito del Nuovo Welfare (Yeniden Refah Partisi), Fatih Erbakan, ha risposto alle critiche giunte dal fronte dell'MHP in seguito alle sue dichiarazioni su Imralı. Erbakan ha affermato: "Se andare a Imralı è una cosa così negativa, perché il signor Bahçeli chiede da mesi che 'si vada a Imralı e si tengano colloqui'?"
Il presidente del Partito del Nuovo Welfare, Fatih Erbakan, ha incontrato il presidente del Partito della Felicità (Saadet Partisi), Mahmut Arıkan. L'incontro, tenutosi presso la sede centrale del partito, è iniziato con una riunione tra le delegazioni. Successivamente, i due leader hanno avuto un colloquio a porte chiuse. Nella conferenza stampa congiunta tenutasi dopo l'incontro, sono state fatte valutazioni sulla politica interna ed estera.
“LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE SONO AL MASSIMO LIVELLO”
Fatih Erbakan, soffermandosi sui temi trattati durante l'incontro, ha dichiarato: "Abbiamo tenuto il nostro colloquio in un clima estremamente cordiale. Sono state messe sul tavolo le condizioni economiche in Turchia, i problemi legati alla giustizia e gli sviluppi nella politica estera. Le difficoltà economiche sono al massimo livello, così come i problemi legati alla giustizia. Anche in politica estera, i problemi che si verificano sia a Gaza che in altre aree geografiche musulmane sono evidenti".
Erbakan, sottolineando la necessità di costruire una forza politica alternativa contro i problemi attuali, ha affermato: "Abbiamo raggiunto un consenso sulla necessità di intraprendere iniziative che diano speranza agli elettori contro l'attuale governo. Come Partito della Felicità e Partito del Nuovo Welfare, abbiamo deciso di mantenere i nostri contatti più stretti nel prossimo periodo".
"I CONTATTI IN VISTA DELLE ELEZIONI SI INTENSIFICHERANNO"
Erbakan, alla domanda "Un'alleanza elettorale è nella vostra agenda?", ha risposto così:
"Manca ancora molto alle elezioni. L'agenda in Turchia cambia molto rapidamente. Non sarebbe corretto dire oggi 'facciamo o non facciamo un'alleanza'. Tuttavia, abbiamo deciso che, nel periodo pre-elettorale, i colloqui tra i due partiti su cosa si possa fare sia in Parlamento che in altri ambiti continueranno in modo più frequente e intenso".
"FACCIAMO FATICA A COMPRENDERE LE REAZIONI DELL'MHP"
Fatih Erbakan, in merito alle dichiarazioni rilasciate nei suoi confronti dal vicepresidente dell'MHP Semih Yalçın, ha affermato: "Facciamo fatica a comprendere le reazioni che arrivano dal fronte dell'MHP. Se andare a Imralı e tenere colloqui è una cosa così negativa, perché il signor Bahçeli chiede da mesi che 'si vada a Imralı e si tengano colloqui'? Se non è una cosa negativa, ed è necessaria e ragionevole, qual è il motivo di queste reazioni?".
Erbakan, precisando che le sue dichiarazioni rientravano nei limiti della cortesia, ha detto: "Abbiamo solo espresso che potrebbe essere opportuno che il signor Bahçeli si rechi a fare questo colloquio. Siamo fermi su quanto abbiamo detto".
Erbakan, toccando anche le discussioni sulla grandezza dei partiti, ha dichiarato: "Come Partito del Nuovo Welfare, con 652 mila iscritti, siamo in una posizione più avanzata rispetto all'MHP. Anche il tasso di voti del 7% ottenuto nelle elezioni del 31 marzo ne è la dimostrazione".
ACCENNO A GAZA
Facendo una valutazione anche sul Vertice di Pace di Sharm el-Sheikh tenutosi in Egitto, Erbakan ha affermato: "La vera soluzione ai problemi di Gaza è un'Unione Islamica da istituire sotto la guida della Turchia. Come paesi islamici, dobbiamo utilizzare le risorse di gas naturale, petrolio e acqua che possediamo come potere di sanzione".
Erbakan ha sottolineato che bisogna approcciarsi con cautela anche al piano di pace guidato dall'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump:
"Il piano di Trump mira a rimuovere i musulmani da Gaza e a trasformare la regione in un centro di immoralità. Per questo motivo, è necessario prestare attenzione a tali iniziative".
"LA QUESTIONE DELL'AMNISTIA SIA SOTTOPOSTA A REFERENDUM"
Fatih Erbakan ha toccato anche le discussioni sull'amnistia all'ordine del giorno. "Per quanto riguarda l'amnistia, la fratellanza turco-curda è un principio che il Milli Görüş sostiene da 50 anni. Nel quadro della fratellanza islamica, diamo importanza al concetto di una sola patria, una sola nazione, una sola bandiera e un solo Stato", ha detto Erbakan, aggiungendo:
"È necessario che le armi tacciano e che si stabiliscano la pace e la fratellanza. Tuttavia, non è corretto compiere passi che possano offuscare la memoria dei nostri martiri o addolorare i nostri veterani. Nel processo relativo alle amnistie da emanare, si dovrebbe ricorrere a un referendum. Non si dovrebbe compiere alcun passo che non sia approvato dalla nazione e dalle famiglie dei martiri".
Fonte della notizia: 12punto
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