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Atto d'accusa di 862 pagine: richiesta di condanna al carcere per Bozbey ed Erdem

L'atto d'accusa di 862 pagine, preparato contro 63 imputati tra cui Mustafa Bozbey, rimosso temporaneamente dall'incarico di sindaco della municipalità metropolitana di Bursa dal Ministero dell'Interno, è stato accettato dal tribunale. Nell'atto d'accusa si sostiene che due distinte organizzazioni criminali operassero sotto la guida di Bozbey e Turgay Erdem, e vengono avanzate numerose accuse riguardanti corruzione, irregolarità edilizie, riciclaggio di denaro e struttura organizzativa criminale.

Atto d'accusa di 862 pagine: richiesta di condanna al carcere per Bozbey ed Erdem

Nell'atto d'accusa di 862 pagine, preparato nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bursa e accettato dal 2° Tribunale Penale Pesante di Bursa, sono state mosse diverse accuse contro 63 imputati, tra cui il sindaco della municipalità metropolitana di Bursa rimosso dall'incarico, Mustafa Bozbey.

Nel fascicolo, che comprende un totale di 63 imputati, viene indicato che 37 di essi sono in stato di fermo, e sono contenute valutazioni dettagliate in merito alle accuse di "costituzione e direzione di un'organizzazione a delinquere", "partecipazione ad associazione a delinquere", "corruzione", "riciclaggio di proventi di reato" e "causazione di degrado urbanistico".

L'ACCUSA DI DUE DISTINTE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

Nell'atto d'accusa viene descritta la struttura e il funzionamento di due distinte organizzazioni criminali che si sostiene operassero sotto la guida di Mustafa Bozbey e dell'allora vicesindaco di Nilüfer, Turgay Erdem.

Nel fascicolo si sostiene che l'allora sindaco di Nilüfer, Mustafa Bozbey, avesse creato una specifica struttura organizzativa, che la continuità di tale struttura fosse garantita attraverso l'uso del potere pubblico e che i proventi derivanti dai reati venissero riciclati tramite familiari.

Tra le accuse figura inoltre l'impartizione di ordini illegali a persone che si sostiene fossero membri dell'organizzazione.

LICENZE E FASCICOLI EDILIZI SOTTO LA LENTE D'INGRANDIMENTO

Nell'atto d'accusa si sostiene che le persone firmatarie delle licenze edilizie abbiano eseguito ordini illegali.

Secondo le informazioni contenute nel fascicolo, nei rapporti tecnici preparati dalla Direzione provinciale dell'ambiente, dell'urbanistica e del cambiamento climatico di Bursa e dagli ispettori capo del Ministero dell'Interno, si sostiene che siano state rilevate irregolarità rispetto alla normativa in alcune licenze edilizie e permessi di abitabilità.

L'ACCUSA DI POTERE DI "FIRMA SINGOLA"

Uno dei punti salienti dell'atto d'accusa riguarda il potere di "firma singola" che sarebbe stato conferito a Turgay Erdem.

Nel fascicolo preparato dalla procura si sostiene che Mustafa Bozbey abbia conferito poteri all'allora vicesindaco di Nilüfer, Turgay Erdem, in modo contrario alle procedure e ai principi, e che in questo contesto siano stati rilasciati permessi per progetti contrari alla normativa edilizia e siano state ricevute tangenti da alcuni titolari di aziende in cambio di aumenti di cubatura irregolari.

Nell'atto d'accusa viene specificato che, sebbene non esistesse il titolo di "vicesindaco coordinatore" nelle organizzazioni comunali, Turgay Erdem sia stato incaricato con tale qualifica.

Nell'atto d'accusa, in cui si afferma che le licenze dei progetti venivano approvate con una firma singola nell'ambito di tale delega, si sostiene che il suddetto incarico fosse contrario alle procedure e alla legge.

L'ACCUSA DI CREAZIONE DI SOCIETÀ DI COMODO

Nel fascicolo della procura si sostiene inoltre che, in linea con le istruzioni e gli orientamenti di Mustafa Bozbey, siano state fatte costituire società di comodo ad alcune persone all'interno della gerarchia dell'organizzazione.

Si sostiene che a tali società siano stati trasferiti beni immobili di provenienza ignota, che tali operazioni siano state effettuate sotto l'apparenza di attività commerciali e che si sia tentato di occultare i proventi del reato.

Nell'atto d'accusa si sostiene che i proventi ottenuti, dopo essere stati fatti circolare attraverso società di comodo e terzi, siano stati trasferiti ai familiari di Bozbey sotto forma di ingenti somme di denaro.

I RAPPORTI MASAK SONO ENTRATI NEL FASCICOLO

Nel fascicolo è stata inclusa anche l'accusa secondo cui Turgay Erdem avrebbe richiesto beni immobili ad alcuni appaltatori in cambio di aumenti di cubatura irregolari.

Nell'atto d'accusa, in cui si afferma che sono stati effettuati trasferimenti di immobili dagli appaltatori sospettati alle società di comodo, si dichiara che tali operazioni sono state presentate come vendite, ma che nei rapporti MASAK (Consiglio di investigazione sui crimini finanziari) non è stata riscontrata alcuna movimentazione contabile relativa ai trasferimenti di proprietà.

L'ACCUSA RIGUARDANTE LO STUDIO DI ARCHITETTURA

Nell'atto d'accusa si sostiene che i disegni architettonici di alcuni progetti siano stati realizzati dall'impresa denominata TİBA Mimarlık "in linea con le istruzioni del leader dell'organizzazione".

Nel fascicolo, in cui si specifica che la suddetta società appartiene all'imputata İldam Aydın Bozbey, si sostiene che per i progetti siano stati percepiti compensi superiori al valore di mercato e che con questo metodo si sia tentato di occultare i benefici materiali.

Inoltre, si sostiene che anche Turgay Erdem avesse in passato una partecipazione in tale società.

IL DETTAGLIO DI SERES GAYRİMENKUL E NİLVAK

Nell'atto d'accusa sono state inserite valutazioni secondo cui alcune società sarebbero state utilizzate come paravento.

Nel fascicolo, mentre viene indicato che Mustafa Bozbey risultava lavorare come addetto alle vendite e consulente presso Seres Gayrimenkul Yatırım AŞ nel 2021, si sostiene che vi fossero intensi trasferimenti di denaro tra la moglie di Bozbey, Seden Bozbey, e SERES Gayrimenkul con la causale "Debito Fide AŞ".

La procura ha inoltre sostenuto di aver accertato trasferimenti di denaro verso la Fondazione NİLVAK, fondata da Mustafa Bozbey nel 1999 e gestita dai suoi familiari.

L'ACCUSA DI DISTRIBUZIONE DI TANGENTI IN CONTANTI

Nell'atto d'accusa si sostiene che Turgay Erdem indirizzasse i rappresentanti delle aziende che volevano discutere di licenze edilizie verso alcuni dirigenti dell'organizzazione.

La procura ha sostenuto che Erdem distribuisse le tangenti ricevute in contanti tra i membri dell'organizzazione e che gran parte del traffico di denaro contante avvenisse tramite lui.

RICHIESTA DI CONDANNA FINO A 402 E 946 ANNI

Nell'atto d'accusa è stata richiesta una pena detentiva totale fino a 402 anni per Mustafa Bozbey per i reati di "costituzione e direzione di un'organizzazione a delinquere", "corruzione", "causazione di degrado urbanistico" e "assunzione irregolare di pubblico ufficio".

Per Turgay Erdem, invece, è stata richiesta una pena detentiva totale fino a 946 anni nell'ambito di varie accuse.


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