Assolto chi aveva dato del dittatore a Erdoğan: enfasi sulla libertà di espressione
Ad Adana, Mehmet Ali Gülşen, condannato al carcere per aver definito il presidente Erdoğan un "dittatore", è stato assolto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha sottolineato l'importanza della libertà di espressione e ha annullato la sentenza di condanna.
Ad Adana, Mehmet Ali Gülşen è stato processato con l'accusa di "insulto al Presidente" per aver definito il presidente Recep Tayyip Erdoğan un "dittatore" durante una conferenza stampa tenutasi in occasione dell'anniversario del massacro della stazione di Ankara del 10 ottobre.
Gülşen era stato condannato dal Tribunale penale di primo grado a 1 anno, 5 mesi e 15 giorni di reclusione. La corte d'appello aveva confermato la pena e Gülşen era finito in carcere.
LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE DELLA CASSAZIONE
Tuttavia, la 3ª Sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna di Gülşen, pronunciando un'assoluzione. La Corte ha sottolineato che l'azione dell'imputato non ha raggiunto un livello tale da offendere l'onore, la dignità e la reputazione del presidente Erdoğan, configurandosi piuttosto come una critica. Richiamando il concetto di libertà di espressione, la Corte ha affermato che "un'interpretazione contraria significherebbe estendere in modo sproporzionato il valore che si intende proteggere con la legge penale, risultando incompatibile con il pensiero giuridico universale che pone in primo piano la libertà di espressione", stabilendo così che Gülşen dovesse essere assolto.
ENFASI SULLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE
Nelle motivazioni dell'annullamento, la Corte di Cassazione ha ribadito che la libertà di espressione costituisce il fondamento di una società democratica, affermando che "l'individuo deve poter accedere liberamente a notizie, informazioni e opinioni altrui, e non deve essere condannato per i pensieri e le convinzioni maturate".
Inoltre, facendo riferimento all'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e all'articolo 26 della Costituzione, è stato sottolineato che i limiti della critica nei confronti dei politici sono più ampi.
IN AUMENTO I PROCESSI PER INSULTO AL PRESIDENTE
È stato rilevato che, durante il mandato del presidente Erdoğan tra il 2014 e il 2022, il numero di processi avviati per il reato di "insulto al presidente" è aumentato drasticamente rispetto agli anni precedenti. Mentre prima del 2014 venivano aperti in media 100-200 casi all'anno, nel 2017 questo numero è salito a 6.000 e nel 2022 a 16.753. Complessivamente, tra il 2014 e il 2022, sono state registrate oltre 100.000 indagini e più di 50.000 processi.
Fonte della notizia: 12punto
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