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Appello dell'MHP per un 'processo in diretta' prima del caso di Aziz İhsan Aktaş

Alla vigilia della prima udienza dei sette sindaci del CHP arrestati in seguito alle "confessioni" di Aziz İhsan Aktaş, arriva la richiesta dell'MHP per un "processo in diretta". Feti Yıldız ha chiesto che le udienze possano essere trasmesse in televisione.

Appello dell'MHP per un 'processo in diretta' prima del caso di Aziz İhsan Aktaş

Oggi si terrà la prima udienza del processo riguardante Aziz İhsan Aktaş, le cui controverse "confessioni" hanno portato all'arresto di sette sindaci del CHP. Secondo le accuse, Aktaş, descritto come il "capo di un'organizzazione criminale", non è in stato di fermo e non è soggetto ad alcuna misura di controllo giudiziario.

Anche i sindaci del CHP, rimasti in carcere per mesi senza un atto d'accusa, compariranno oggi per la prima volta davanti al giudice.

Il CHP ha spesso sostenuto che le accuse fossero "infondate" e aveva richiesto che il processo si svolgesse "in diretta".

Prima dell'udienza che inizierà oggi, è arrivata una dichiarazione significativa da parte dell'MHP. Feti Yıldız, una delle figure di spicco del partito, ha espresso il desiderio che l'udienza di oggi venga trasmessa in diretta, esordendo con un "Magari".

"Magari la normativa lo consentisse e le udienze potessero essere trasmesse in diretta televisiva.

I cittadini sarebbero più informati"

Anche il leader dell'MHP, Devlet Bahçeli, aveva sostenuto la richiesta del CHP per un "processo in diretta". Tuttavia, da parte dell'MHP non è stato intrapreso alcun passo concreto per una modifica legislativa in tal senso.

D'altra parte, Feti Yıldız ha elencato uno per uno i nomi degli imputati nel suo post. Yıldız ha scritto esattamente quanto segue:

"Nell'ambito dell'inchiesta sull'organizzazione criminale di Aziz İhsan Aktaş,

6 dei quali sospesi dalle loro funzioni,

inizia oggi il processo a carico di 200 imputati, tra cui 7 sindaci.

Magari la normativa lo consentisse e le udienze potessero essere trasmesse in diretta televisiva.

I cittadini sarebbero più informati.

Nell'atto d'accusa di 579 pagine preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul,

il Comune di Beşiktaş, il Comune di Avcılar, il Comune di Esenyurt, la İstanbul ASFALT Fabrikaları San ve Tic. AŞ e la Direzione Generale dell'IETT (İstanbul Elektrik Tramvay ve Tünel İşletmeleri) figurano come "parti lese dal reato",

19 persone figurano come "vittime",

mentre 200 persone, di cui 40 in stato di fermo, sono indicate come "indagate".

Per l'indagato Aziz İhsan Aktaş, è richiesta una condanna da 187 a 450 anni di reclusione per i reati di "costituzione di un'organizzazione a delinquere", "turbativa d'asta" in 42 diversi episodi,

"turbativa nell'esecuzione di un contratto" in 4 diversi episodi,

"falsificazione di documenti ufficiali" in 5 diversi episodi,

"falsificazione di documenti privati" in 21 diversi episodi, "frode ai danni di enti e istituzioni pubbliche",

nonché "corruzione", "riciclaggio di beni derivanti da reato" ed "emissione di fatture false" in 10 diversi episodi.

Per il sindaco di Avcılar, Utku Caner Çaykara, sospeso dalle sue funzioni dopo l'arresto, è richiesta una condanna da 5 a 15 anni di reclusione per i reati di "turbativa d'asta" e "corruzione" in 2 diversi episodi,

Per il sindaco di Esenyurt, l'indagato Ahmet Özer, per 2 diversi capi d'accusa

è richiesta una pena detentiva da 3 a 9 anni.

Per il sindaco di Seyhan, l'indagata Oya Tekin,

per il sindaco di Ceyhan, l'indagato Kadir Aydar,

per il sindaco della municipalità metropolitana di Adana, l'indagato Zeydan Karalar

e per il sindaco di Adıyaman, Abdurrahman Tutdere, reintegrato nelle sue funzioni, è richiesta una pena detentiva da 4 a 12 anni ciascuno per il reato di "corruzione".

Per il sindaco di Beşiktaş, l'indagato Rıza Akpolat, sono richieste pene per "associazione a delinquere" e per "turbativa d'asta" in 26 diversi episodi,

oltre a "falsificazione di documenti ufficiali" in 3 diversi episodi.

Per 19 diversi capi d'imputazione, tra cui "falsificazione di documenti privati" e "frode a danno di enti e istituzioni pubbliche",

per 4 diversi capi d'imputazione, tra cui "corruzione", "riciclaggio di beni derivanti da reato" e "arricchimento illecito", si richiede una condanna da 133 a 337 anni di reclusione, oltre alla confisca dei beni ottenuti tramite attività illecite."


Fonte della notizia: 12punto

Aziz İhsan Aktaş Feti Yıldız