La televisione di Stato iraniana, diffondendo le dichiarazioni del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha presentato le operazioni militari di Israele in Libano e a Gaza come giustificazioni per l'apertura di nuovi fronti e per il mantenimento della chiusura dello Stretto di Hormuz. Queste dichiarazioni dimostrano che l'Iran non sta solo reagendo politicamente, ma è pronto a utilizzare strumenti strategici in grado di influenzare gli equilibri regionali.
Le dichiarazioni incoerenti e ambigue del presidente statunitense Donald Trump, d'altra parte, gettano le basi affinché l'Iran si orienti verso iniziative strategiche capaci di influenzare direttamente l'economia globale e i mercati energetici. Una di queste iniziative è la messa in discussione della possibilità di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb attraverso gli Houthi. Un simile sviluppo potrebbe avere conseguenze in grado di colpire gravemente non solo la sicurezza regionale, ma anche l'approvvigionamento energetico globale e le rotte commerciali.
Lo Stretto di Bab el-Mandeb, largo circa 32 chilometri e chiamato anche "Porta delle Lacrime", è uno dei punti di passaggio più critici tra il Canale di Suez e l'Oceano Indiano. Dotato di un'importanza strategica per il commercio marittimo mondiale, questo stretto vanta il primato di essere la rotta di navigazione più breve ed economica tra l'Asia e l'Europa.
L'importanza strategica di Bab el-Mandeb, attraverso cui transita circa il 12% del commercio di petrolio e l'8% del gas naturale liquefatto (GNL), aumenta ulteriormente nei periodi in cui le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz si intensificano. Nel caso in cui Hormuz diventasse inutilizzabile a causa di una crisi, Bab el-Mandeb emergerebbe come uno dei punti critici per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per l'Europa e gli Stati Uniti. Per questo motivo, anche solo la possibilità che gli Houthi chiudano Bab el-Mandeb genera una seria inquietud sui mercati globali.
L'Iran, nel suo discorso ufficiale, sostiene che la causa principale dell'instabilità nel Mar Rosso siano le operazioni militari di Israele a Gaza. Mentre Teheran valuta gli sviluppi nella regione in questo quadro, cerca allo stesso tempo di utilizzare la sua influenza su Bab el-Mandeb come strumento di pressione strategica.
La mossa di pressione dell'Iran: da Hormuz a Bab el-Mandeb
La capacità dell'Iran di esercitare pressione attraverso forze per procura nella regione è stata spesso oggetto di dibattito. In questo contesto, la possibilità che gli Houthi aumentino gli attacchi contro le navi commerciali attorno al Mar Rosso e a Bab el-Mandeb viene sollevata e valutata come un fattore che accresce il rischio per la sicurezza marittima. Di fatto, gli Houthi hanno dichiarato di poter proseguire le loro operazioni contro le navi legate agli Stati Uniti e a Israele. Tuttavia, l'impatto reale qui potrebbe non limitarsi solo al verificarsi degli attacchi. Il crescente rischio per la sicurezza nella regione potrebbe spingere molte compagnie di navigazione a modificare le proprie rotte per evitare la possibilità di essere attaccate. Pertanto, anche se Bab el-Mandeb non venisse chiuso di fatto, questa situazione potrebbe assestare un duro colpo al commercio globale.
Le conseguenze economiche della chiusura di Bab el-Mandeb
La chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb potrebbe avere gravi ripercussioni sui mercati energetici. Le stime secondo cui i prezzi del petrolio potrebbero aumentare tra il 30% e il 50% dimostrano quanto l'economia globale sia dipendente dall'approvvigionamento energetico. In particolare, le economie ad alto consumo energetico come quelle degli Stati Uniti e dell'Europa potrebbero trovarsi di fronte a problemi di approvvigionamento di petrolio in una situazione del genere.
In questo scenario, ci si potrebbe aspettare che le navi, alla ricerca di nuove rotte nel trasporto marittimo, si dirigano verso la rotta del Capo di Buona Speranza, più sicura ma più lunga. Le rotte più lunghe aumenteranno i tempi di trasporto e i costi. Questo aumento dei costi potrebbe riflettersi non solo sui prezzi dell'energia, ma su un'ampia gamma di settori, dai beni di consumo al settore alimentare. Qualsiasi interruzione nella catena del commercio globale influisce direttamente sui processi di produzione e fornitura.
Inoltre, anche i paesi del Corno d'Africa potrebbero essere influenzati negativamente da una crisi a Bab el-Mandeb. L'aumento dei costi di importazione ed esportazione per i paesi della regione potrebbe accrescere la loro fragilità economica.
Dimostrazione di forza geopolitica
I messaggi dell'Iran secondo cui lo Stretto di Bab el-Mandeb potrebbe essere chiuso tramite gli Houthi possono essere valutati come una strategia volta a esercitare pressione sugli Stati Uniti e su altri attori internazionali. Con questa minaccia, l'Iran cerca di dimostrare non solo la sua capacità di esercitare influenza attraverso forze per procura, ma anche il suo peso sulle rotte commerciali regionali.
Tali minacce possono anche spingere i paesi dipendenti dall'estero per l'energia e il commercio verso la ricerca di nuove rotte e politiche di maggiore autosufficienza.
In conclusione, la chiusura di Bab el-Mandeb, così come quella dello Stretto di Hormuz, ha il potenziale per assestare un duro colpo all'economia globale. Per l'Iran, una tale minaccia può essere letta come un tentativo di riflettere sui rivali i costi militari ed economici creati dalla guerra, di espandere l'area di pressione regionale e di dimostrare che la sicurezza marittima è interconnessa.
Allo stesso tempo, è importante anche per dimostrare che l'Iran possiede ancora la capacità di esercitare influenza attraverso le sue forze per procura nella regione. L'Iran ha dimostrato di poter mantenere la sua influenza in un'ampia area che si estende dal Golfo Persico al Mar Rosso e di poter utilizzare queste aree come elemento di pressione strategica quando necessario.
Tuttavia, nel processo successivo, saranno determinanti il programma nucleare iraniano, la capacità missilistica, gli sviluppi attorno allo Stretto di Hormuz, le operazioni militari di Israele in Libano e i processi diplomatici sulla linea Israele-Libano.
Sebbene l'Iran affermi di reagire agli sviluppi a Gaza e in Libano, la mossa su Bab el-Mandeb può essere valutata anche come una parte strategica della ricerca di una via d'uscita dall'ambiente di pressione regionale e internazionale in cui si trova.
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