No, in questo Paese non c'è davvero giustizia!
La notte del 17 marzo, l'intero Paese, davanti ai televisori, ha rischiato di assistere in diretta a una vera e propria tragedia.
Con il fiato sospeso, tutti noi, tifosi e non, ci siamo alzati in piedi, gridando "Oh no, no!"e abbiamo guardato quanto accaduto con angoscia e disperazione…
Sto parlando, ovviamente, della partita tra Trabzonspor e Fenerbahçe…
Dopo la vittoria per 3-2 del Fenerbahçe, l'invasione di campo degli hooligan del Trabzonspor e l'aggressione ai calciatori, seguita dalla reazione di questi ultimi per difendersi, trasformando il tutto in una rissa da strada con i tifosi, è stato davvero così spaventoso che, giuro, nemmeno il maestro del cinema horror e di suspense Alfred Hitchcock avrebbe potuto scrivere una tale dose di adrenalina.
Se i calciatori non avessero reagito, forse l'intera tribuna avrebbe invaso il campo e i giocatori gialloblù sarebbero stati linciati.
Se gli addetti ai lavori non fossero intervenuti, alcuni calciatori avrebbero linciato i tifosi!
Abbiamo visto tutto questo in diretta…
Ma il detto 'il calcio non è solo calcio' è stato confermato ancora una volta.
Dopo gli eventi, per prima si è sollevata la comunità del Fenerbahçe. Hanno messo sul tavolo la minaccia di ritirarsi dal campionato se i loro giocatori fossero stati puniti. Hanno detto che si sarebbero ritirati anche dalle coppe europee, tagliando così i ponti con il calcio turco. Poi il Trabzonspor ha preso in mano la situazione e quale è stato il risultato?
AVRESTE DOVUTO CONGRATULARVI, ABBRACCIARVI E BACIARVI
Prima sono state annunciate sanzioni di compromesso, poi le pene sono state ridotte!
Avete presente quella foto che è finita anche sui titoli della stampa mondiale? Quella incredibile foto di Bright Osayi-Samuel che prende a pugni a morte il tifoso che aveva bloccato a terra…
Ebbene, il Consiglio di Disciplina del Calcio Professionistico ha deciso che non c'è luogo a procedere per sanzioni nei confronti di Samuel!
Mentre Jayden Oosterwolde, che è arrivato correndo e ha sferrato un calcio al tifoso mentre giaceva a terra picchiato dai suoi compagni, ha ricevuto una giornata di squalifica.
Insomma, se fosse successo per strada, chiunque avesse compiuto gesti simili avrebbe dovuto passare tre giorni in cella di sicurezza…
Ebbene, che pena è stata inflitta a coloro che sono entrati in campo per inseguire i calciatori e che, se non avessero opposto resistenza, avrebbero forse tentato di linciarli?
Tredici sospettati tra i tifosi entrati in campo sono stati fermati e portati in tribunale. Cinque persone sono state arrestate, mentre gli altri otto sospettati sono stati rilasciati con l'obbligo di firma. E poi cosa è successo?
Uno dei detenuti è stato scarcerato per motivi di salute.
Non è uno scherzo: il tifoso, abbastanza in salute da entrare in campo e inseguire i calciatori, è stato rilasciato per problemi di salute.
Poi, uno dopo l'altro, tutti i tifosi sono stati rimessi in libertà. Ieri anche gli ultimi due detenuti sono stati rilasciati con l'obbligo di firma.
Dopo eventi carichi di tensione che avrebbero lasciato senza parole persino Hitchcock, non è rimasto alcun imputato in custodia cautelare, capite?
Amico mio, mancava solo che gli deste un premio e il quadro sarebbe stato completo…
SCONTO DI PENA PER BUONA CONDOTTA O PRESSIONE POLITICA?
E come premio, è arrivato anche quello per il Trabzonspor. La squalifica di 6 partite a porte chiuse inflitta dal Consiglio di Disciplina del Calcio Professionistico (PFDK) è stata ridotta a 4. Inoltre, la multa di 3 milioni di lire turche prevista per il Trabzonspor è stata ridotta a 448 mila lire.
Come potete capire, nel mio amato Paese si sono verificati ancora una volta quegli eventi che ci portano a dire che chi sbaglia la fa franca.
In Turchia, il calcio è davvero un elemento di potere politico… Chi ha le giuste conoscenze ottiene ciò che vuole, anche quando ha torto. Ma allora, sarà necessario che accada una grande tragedia per prendere provvedimenti seri?
Guardate, quando si parla di tragedia, ricordiamo l'esempio più eclatante del mondo del calcio: La strage dell'Heysel… E, naturalmente, l'atteggiamento dei politici dopo questo evento…
Il 29 maggio 1985, a Bruxelles, capitale del Belgio, prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, gli eventi ebbero inizio con l'attacco dei tifosi del Liverpool contro gli italiani.
In seguito al panico scatenato dagli attacchi degli hooligan inglesi, un muro della tribuna crollò.
I tifosi rimasero schiacciati contro le recinzioni metalliche. Durante quei momenti terribili, ancora oggi indelebili nella memoria, morirono 32 tifosi italiani, 4 belgi, 2 francesi e 1 nordirlandese.
Mentre l'UEFA si preparava a sanzionare il Liverpool per gli eventi, l'allora Primo Ministro britannico Margaret Thatcher, ritenendo che "le sanzioni dell'UEFA sarebbero state insufficienti", fece un'uscita che dovrebbe servire da esempio per chiunque utilizzi il calcio come strumento politico.
La Thatcher dichiarò: "Sarò io a punire questi animali" aveva dichiarato, chiedendo l'esclusione a tempo indeterminato del Liverpool dalle competizioni europee.
Margaret Thatcher prese queste decisioni senza calcolare né i voti futuri nella città di Liverpool, né quelli dei tifosi del Liverpool in tutta l'Inghilterra, né tantomeno i politici legati al club.
Thatcher non si accontentò di questo. La UEFA inflisse al Liverpool una squalifica di 5 anni. Il Primo Ministro britannico, temendo che per qualsiasi motivo la UEFA non applicasse la squalifica di 5 anni, prese le sue precauzioni e minacciò l'intera comunità calcistica: “Se la sanzione non verrà applicata, l'Inghilterra revocherà la sua adesione alla Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche (FIFA) e alla UEFA!” disse.
Finché non verrà mostrata una volontà ferma come quella di Thatcher, ogni partita ‘chissà se succederà qualcosa a qualcuno’ continueremo a guardare le partite con paura…
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