Ogni volta che si apre una discussione su Losanna, o che Losanna viene presa di mira, dovrebbero tornare in mente anche i sogni di Sèvres di chi compie tali azioni. Un capitolo che l'Occidente non ha mai chiuso: Sèvres. Proprio come il 'Trattato di Losanna', che è l'atto di proprietà della Turchia... Tutti gli elementi, interni ed esterni, che non hanno ancora chiuso i conti con la Repubblica di Turchia, con l'indipendenza, con la laicità, con i principi e le rivoluzioni di Atatürk, rimangono sempre 'in agguato'...
Mentre continuano le dichiarazioni e le polemiche che prendono di mira Losanna, non bisogna dimenticare Sèvres, che mirava alla spartizione dei territori ottomani.
Il compianto Cahit Kayra, nel suo libro 'Sevr Dosyası' (Tarihçi Kitabevi), afferma: "Le nuove generazioni non devono dimenticare il Trattato di Sèvres e la necessità di combattere contro quella mentalità spregevole!".
Avevo avuto l'opportunità di conoscere e conversare con Cahit Kayra, che ha lasciato dietro di sé un secolo di vita e un bagaglio di oltre quaranta opere. Mentre sottolineava che dobbiamo conoscere e tenere a mente Sèvres tanto quanto Losanna, mi aveva raccontato anche la storia del libro 'Sevr Dosyası':
"Nel 1966 lavoravo a Parigi come capo della delegazione turca presso l'OCSE. Il compito della delegazione e il mio era quello di svolgere le attività relative agli obiettivi della fondazione dell'OCSE, insieme ai lavori richiesti dall'indebitamento della Turchia... Ogni 15 giorni iniziammo a tenere simposi su alcuni temi. Un giorno mi venne in mente il Trattato di Sèvres. Chiesi alla mia segretaria di recarsi presso la casa editrice statale francese per farmi avere una copia del testo del Trattato di Sèvres. Poiché non ne erano rimaste copie in francese, o ce n'erano poche, ne portò una in inglese. Dopo aver visto e sfogliato un po' il trattato, un documento di 161 pagine di grandi dimensioni e 433 articoli, sentii di trovarmi di fronte a molte domande. Pensai di prenderne altre cinque o sei copie da inviare ai miei conoscenti ad Ankara.
Non ho mai perso di vista il documento del Trattato di Sèvres, che porta il titolo 'Treaty Of Peace Between The Allied And Associated Powers And Turkey, August 10, 1920, Sevres', nella mia libreria da quelle date. Con la sua copertina nera, è sempre rimasto su uno degli scaffali di fronte a me come un orco, ricordandosi costantemente. Poi ho voluto imparare anche cosa c'era dietro questo trattato. Ho pensato che dovremmo conoscere e tenere a mente Sèvres tanto quanto Losanna..."
“In realtà un documento di ‘dottrina’”
Kayra aveva sottolineato che questo trattato, firmato dai rappresentanti del Sultanato e dai nemici della Turchia il 10 agosto 1920 a Sèvres, un sobborgo di Parigi in Francia, era in realtà un 'documento di dottrina'. Alla domanda su quanto sia conosciuto nell'opinione pubblica turca, e persino tra gli intellettuali, aveva risposto: 'Non credo che la risposta a questa domanda sia molto positiva'.
È noto che Sèvres, un dossier che sembra chiuso ma che ha ancora chi attende insidiosamente in agguato, non è affatto chiuso. Anche Cahit Kayra aveva richiamato l'attenzione sul fatto che il dossier non fosse chiuso e aveva aggiunto:
'Molte disposizioni di questo trattato sono state attuate a suo tempo e hanno orientato le politiche internazionali del XIX secolo. In particolare, questo trattato ha determinato l'attuale geografia del Medio Oriente, piena di pericoli'.
‘La guerra tra egoismo e avidità contro abnegazione e virtù’
Sèvres, il sogno di coloro che prendono di mira il Trattato di Losanna, l'atto di proprietà della Turchia, e che vogliono smembrare le terre turche.
Ricordo con rispetto il 'secolare platano' Cahit Kayra, che ha ricoperto molti incarichi, in particolare presso l'Ispettorato delle Finanze e il Ministero dell'Energia e delle Risorse Naturali. Ci ricorda che senza conoscere il passato non si può comprendere il presente né immaginare il futuro.
E voglio condividere ancora una volta le sue parole: “I seicento anni dell'Impero Ottomano terminarono a Sèvres. Due forze si scontrarono attorno a questo trattato. L'egoismo e l'avidità rappresentati dagli stranieri e dagli incoscienti, dagli stolti e dai fanatici locali che collaboravano con loro, contro l'abnegazione e la virtù rappresentate da Mustafa Kemal e dai suoi amici...
Ci sono serie lezioni di vita da trarre. Stiamo vivendo di nuovo, ancora una volta, la lotta tra coloro che vogliono riportare in vita Sèvres e coloro che vi si oppongono, coloro che proteggono la Repubblica di Turchia. Le nuove generazioni non devono dimenticare il Trattato di Sèvres e la necessità di combattere contro quella mentalità spregevole!”
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