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Gazzetta Ufficiale / 4-10 agosto 2025

Nel corso della settimana, con le decisioni pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, la Corte Costituzionale ha stabilito quanto segue:

- Le conversazioni telefoniche dal contenuto indeterminato e i dati HTS (dati di localizzazione) non possono essere considerati di per sé un forte sospetto di reato; ciò significa che non è possibile procedere ad arresti né emettere sentenze di condanna basandosi esclusivamente su dati digitali. (Decisione n. 2023/102251 del 25.02.2025)

- La condivisione dei dati clinici da parte di una struttura sanitaria senza il consenso esplicito del paziente viola il diritto alla riservatezza della vita privata; pertanto, gli ospedali non possono condividere i dati con terzi, incluse compagnie assicurative o familiari, senza aver ottenuto dal paziente un consenso esplicito e separato relativo al trattamento. (Decisione n. 2020/15944 del 20/03/2025)

- L'occupazione di fatto di un immobile da parte dell'amministrazione senza il pagamento dell'indennità di esproprio viola il diritto di proprietà; in altre parole, i comuni o gli enti pubblici che, tramite annotazioni o modifiche ai piani regolatori, designano aree edificabili come zone verdi o parchi, occupandole di fatto senza corrispondere alcun indennizzo, sono tenuti al risarcimento del danno. (Decisione n. 2020/9066 del 21/11/2024)

- È stato violato il diritto sindacale di un lavoratore che non ha potuto beneficiare delle disposizioni del contratto collettivo a causa di un rapporto simulato tra appaltatore e subappaltatore; la Corte ha stabilito che l'inquadramento del lavoratore tra appaltatore e subappaltatore è una questione interna tra datori di lavoro e che il diritto del lavoratore di esercitare le proprie prerogative sindacali ha la priorità. (Decisione n. 2025/44255 del 15/05/2025)

- La mancata o incompleta riparazione da parte dei tribunali del danno derivante da un intervento medico costituisce una violazione del diritto a un ricorso effettivo; anche i procedimenti di risarcimento eccessivamente lunghi e/o calcolati in modo errato sono considerati una violazione di tale diritto. (Decisione n. 2020/20382 del 09/01/2025)

- Nelle cause per diffamazione sui social media contro personaggi pubblici o politici, infliggere una condanna diretta senza valutare l'identità pubblica del soggetto e i limiti di tolleranza alle critiche viola la libertà di espressione; i limiti di critica per i personaggi pubblici (influencer, politici, arbitri sportivi e chiunque sia noto) devono essere considerati più ampi e i loro diritti alla personalità non devono essere interpretati in modo rigido e restrittivo come per i comuni cittadini. (Decisione n. 2022/62422 del 15/05/2025)

La Corte Costituzionale ha modificato il proprio regolamento interno, ampliando e semplificando l'ambito delle misure cautelari provvisorie. D'ora in avanti, tali misure potranno essere adottate in caso di grave minaccia o pericolo per qualsiasi diritto fondamentale. Le commissioni effettueranno immediatamente un esame preliminare per verificare l'esistenza di un pericolo grave. L'applicazione efficace di questa norma potrebbe consentire alla Corte di intervenire tempestivamente contro le violazioni dei diritti. Inoltre, sebbene in alcune decisioni politiche non venga applicato, ai sensi dell'articolo 153/ultimo comma della nostra Costituzione, le decisioni della Corte Costituzionale vincolano gli organi legislativi, esecutivi e giudiziari, le autorità amministrative, nonché le persone fisiche e giuridiche.

Il Ministero del Tesoro e delle Finanze e il Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanistica e dei Cambiamenti Climatici hanno pubblicato, tramite il Comunicato Generale sulla Legge sull'Imposta Immobiliare (Serie n. 87), i costi normali di costruzione per metro quadro degli edifici, che saranno applicati nel 2026 ai fini dell'imposta immobiliare. I valori unitari per metro quadro sono determinati ogni quattro anni dalle commissioni di valutazione, come previsto dalla legge. Le imposte immobiliari vengono calcolate sulla base di questi valori. Recentemente era stato osservato che le valutazioni attuali contenevano aumenti esorbitanti, ben oltre le aspettative. Anche in questo comunicato si riscontrano aumenti analogamente elevati.

Il Ministero del Commercio ha pubblicato il Regolamento sulle Vendite Dirette. Finora, le vendite dirette erano disciplinate dal Regolamento sui Contratti Stipulati Fuori dai Locali Commerciali, le cui disposizioni relative alle vendite dirette sono state abrogate. D'ora in avanti, le aziende che operano nella vendita diretta dovranno essere società a responsabilità limitata o società per azioni con un capitale versato di almeno 10 milioni di TL, disporre di una garanzia bloccata di 3 milioni di TL presso una banca e ottenere un certificato di autorizzazione dal Ministero del Commercio. Inoltre, il periodo di recesso sarà esteso da 14 a 30 giorni e i consumatori potranno recedere dal contratto entro 30 giorni senza dover fornire alcuna motivazione. In tal caso, i pagamenti effettuati dovranno essere rimborsati al consumatore entro 30 giorni, senza costi aggiuntivi. In caso di carenze nelle informazioni fornite, il periodo di recesso potrà essere esteso fino a 1 anno a favore del consumatore. Anche i venditori diretti potranno lasciare il sistema in qualsiasi momento senza fornire motivazioni e, restituendo i prodotti non utilizzati, riceveranno il rimborso entro 30 giorni. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2026, le aziende di vendita diretta potranno destinare al massimo la metà del fatturato netto annuo ai benefici forniti ai venditori diretti, e i ricavi ottenuti dai nuovi membri non potranno superare il 30% dei benefici totali. Le aziende già esistenti hanno tempo fino al 30 gennaio 2026 per adeguarsi al regolamento.

Con la Decisione Presidenziale n. 10182, è stato modificato il Regolamento sulle Piccole e Medie Imprese. La soglia del fatturato netto annuo o del bilancio finanziario prevista per la definizione di PMI e di media impresa è stata elevata da cinquecento milioni di TL a un miliardo di TL.