Con la modifica apportata al Regolamento sulle licenze per i servizi sanitari, sarà ora necessario ottenere una licenza dal Ministero per aprire una struttura sanitaria privata. Il Ministero della Salute annuncerà ogni anno quante licenze verranno concesse in ciascuna provincia. In altre parole, non sarà più possibile aprire un ospedale dove si vuole. Le licenze saranno assegnate tramite asta e non saranno trasferibili. Il Ministero annuncerà la gara d'appalto con almeno 10 giorni lavorativi di anticipo e i vincitori dovranno pagare il costo della licenza entro 10 giorni lavorativi; in caso contrario, la cauzione versata al momento della partecipazione alla gara non verrà restituita. Le licenze ottenute tramite asta avranno natura di pre-accettazione. I processi di autorizzazione all'attività e di licenza saranno gestiti separatamente. La modifica normativa, volta a limitare l'apertura di strutture sanitarie private e a prevenire il commercio di licenze, è positiva. Tuttavia, condizioni restrittive come l'avere solo 10 giorni lavorativi per prepararsi alla gara, versare la cauzione e, in caso di vittoria, pagare l'intero importo della licenza entro 10 giorni lavorativi, non sembrano realistiche né eque. Solo i grandi detentori di capitali, che conoscono bene i processi burocratici e operano già nel settore sanitario, possono soddisfare tali requisiti. In queste condizioni gravose, sperare che i medici si uniscano per ottenere una licenza ospedaliera è un'illusione. Oltre a ciò, il regolamento ostacola di fatto i piccoli o nuovi investitori che desiderano investire nel settore sanitario. Nelle scorse settimane erano state introdotte anche modifiche normative che rendevano più difficili le condizioni per le strutture sanitarie e imponevano ulteriori obblighi. Sembra che entro pochi anni i grandi capitalisti del settore sanitario rimarranno completamente senza concorrenza.
È stata inoltre apportata una modifica al Regolamento sulla promozione e l'informazione nei servizi sanitari. Anche nei servizi sanitari, come nella professione forense, è stato introdotto il divieto di pubblicità. Qualsiasi condivisione riguardante la salute potrà essere effettuata solo a scopo informativo. È stata vietata la promozione e l'informazione che metta in risalto la struttura promossa a discapito di altre. Non sarà possibile indirizzare verso strutture sanitarie o professionisti sanitari per servizi come assistenza medica, trattamenti o check-up. È stato inoltre vietato l'indirizzamento verso qualsiasi tipo di terapia alternativa, ad eccezione dei metodi di trattamento la cui accuratezza è scientificamente e clinicamente provata. Nelle promozioni e nelle condivisioni non sarà possibile utilizzare titoli di specializzazione cosiddetti "acquisiti" tramite certificati o altri corsi di formazione, al di fuori delle specializzazioni principali o secondarie. Non sarà possibile effettuare condivisioni che abbiano natura pubblicitaria basate su espressioni di ringraziamento o soddisfazione del paziente o dei suoi familiari nei confronti del medico o dell'istituzione sanitaria. Nelle attività di promozione e informazione non potranno essere incluse espressioni che implichino lotterie, regali, sconti, campagne o promozioni, compresi i riferimenti ai prezzi. Non sarà possibile promuovere il dispositivo o il prodotto utilizzato o il servizio fornito sostenendo che sia diverso o migliore rispetto ad altre strutture sanitarie. Per l'utilizzo dell'immagine del paziente sarà necessario ottenere il consenso esplicito e scritto del paziente, il quale potrà richiedere in qualsiasi momento la rimozione di tali contenuti. Le condivisioni dovranno essere pubblicate senza alcuna modifica, le immagini "prima/dopo" dovranno utilizzare foto scattate nello stesso ambiente e dovrà essere indicata la data dell'intervento. Le promozioni effettuate su Internet non saranno aperte a commenti, "mi piace" o ricondivisioni. I contenuti visivi non potranno essere pubblicati come sponsorizzati o a pagamento.
Le strutture sanitarie e gli intermediari che offrono turismo sanitario internazionale e sono in possesso del certificato di autorizzazione rilasciato dal Ministero della Salute, nell'ambito del Regolamento sul turismo sanitario internazionale e sulla salute dei turisti, potranno, in via eccezionale, svolgere attività di promozione e informazione sponsorizzata in lingue diverse dal turco, a condizione che dispongano di una piattaforma di social media o di un sito web separato rivolto all'estero; tuttavia, non potranno svolgere attività promozionali rivolte a persone residenti in Turchia e il pubblico di riferimento dovrà essere esclusivamente composto da utenti stranieri. Le strutture che rientrano in questo ambito, a condizione di ottenere il consenso esplicito e scritto del paziente, potranno includere commenti dei pazienti o espressioni di ringraziamento, nonché annunciare sconti, campagne e prezzi competitivi.
Oltre all'irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie ai medici/odontoiatri che violano le norme e non esercitano la professione in modo indipendente, verrà inviata una notifica alle istituzioni e agli ordini professionali di appartenenza per l'avvio di procedimenti disciplinari.
Con decisione del Presidente, il tasso di mora applicato in caso di mancato pagamento dei crediti pubblici entro i termini previsti è stato ridotto dal 4,5% al 3,7% mensile, mentre il tasso di interesse per la dilazione dei crediti pubblici è stato ridotto dal 48% al 39% annuo.
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