In questi giorni in cui le Olimpiadi proseguono a pieno ritmo e siamo orgogliosi dei successi ottenuti, sentiamo spesso parlare anche delle storie di vita dei nostri atleti. Non so se ci abbiate mai fatto caso, ma le storie di vita, piene di determinazione e disciplina, dei nostri preziosi atleti sono per tutti noi una straordinaria fonte di ispirazione.
In queste vite così diverse, alcune segnate dalla povertà, altre da impossibilità tecniche, altre ancora dalla disciplina e dalla risolutezza, forse l'unico punto in comune è: i "sogni d'infanzia".
Una delle espressioni chiave nelle interviste o nelle dichiarazioni sulla vita dei nostri atleti è: "essere qui era il mio sogno d'infanzia". Secondo me, questa è un'espressione bellissima e piena di speranza. È bella perché chi non vorrebbe vivere il proprio sogno d'infanzia? È piena di speranza perché dà a tutti i bambini la speranza di poter realizzare i propri sogni e accresce la nostra fiducia nel futuro.
Guardando i bambini intorno a me, vedo che, nonostante vivano in condizioni di vita diverse, hanno tutti sogni meravigliosi; spero che tutti riescano a raggiungerli, ma ci sono alcune situazioni che vorrei condividere in particolare.
I bambini, come in ogni cosa, quando sognano sono influenzati da ciò che vedono, sentono, guardano o da ciò che accade intorno a loro. Sotto questo aspetto, i media hanno un impatto enorme sui bambini. I bambini, indipendentemente dalla loro fascia d'età, rientrano nella sfera d'influenza dei media, anche se non utilizzano personalmente i media tradizionali o i social network. L'inno "Türkiye'm" composto per la nazionale dal tanto amato Sefo, la canzone "Aşkın Olayım" di Simge Sağın diventata virale grazie all'influenza di Icardi, le bambine che si definiscono "le sultane della rete" (Filenin Sultanları) e si identificano con le atlete della squadra di pallavolo, o l'aumento dell'interesse per il tiro con l'arco grazie a Mete Gazoz, sono semplici esempi del rapporto tra media, sport e bambini. Questi esempi sono degni di nota per quanto riguarda l'interesse dei bambini verso lo sport e il fatto che includano lo sport nei loro sogni.
A questo punto, il nostro compito è ascoltare la voce dei bambini e sostenerli nello sport.
Possiamo considerare le vacanze estive come un'opportunità per orientare i nostri figli verso lo sport; possiamo indirizzare nostro figlio verso discipline sportive adatte ai suoi interessi e alle sue capacità. Non importa quanto sia frenetico il nostro ritmo di vita, se sapeste quanto è importante per il mondo di un bambino fare sport insieme a lui, emozionarsi insieme o seguire le competizioni sportive e sostenerlo, a prescindere dal livello! E poi, chi lo sa, magari grazie a quest'estate avrete la possibilità di guardare in prima fila le prime gare di un futuro campione olimpico o di un atleta da record mondiale e mi ringrazierete!
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