Da 9 mesi al centro della nostra agenda c'è la vicenda dei 5 tenenti espulsi dalle Forze Armate turche (TSK) dopo la cerimonia di diploma dell'Accademia Militare, per aver incrociato le spade e aver dichiarato: “Siamo i soldati di Mustafa Kemal”. Il loro destino sarà determinato dalla magistratura, a cui si sono rivolti per chiedere l'annullamento del provvedimento di espulsione.
Prima di questi 5 tenenti, si discuteva già di quanto accaduto alla Scuola di Fanteria di Tuzla.
Durante la cerimonia di commemorazione di Atatürk del 10 novembre 2023, in seguito alle polemiche sorte perché il tenente A.A., descritto come vicino a una "confraternita", non voleva indossare la foto di Atatürk sul bavero, un gruppo di tenenti aveva reagito contro A.A. e altri due tenenti che lo sostenevano. A seguito dell'indagine amministrativa, il Consiglio Superiore di Disciplina (YDK) del Comando delle Forze Terrestri aveva deciso l'espulsione dalle TSK sia di A.A. e dei suoi due amici, sia dei 4 tenenti che avevano reagito contro A.A.
Nel prosieguo del processo investigativo, oltre a questi 7 tenenti, anche altri tenenti che avevano reagito al mancato utilizzo della foto di Atatürk nelle chat di gruppo su WhatsApp erano stati espulsi dalle TSK.
Nelle motivazioni delle decisioni di espulsione prese all'unanimità dallo YDK l'8 febbraio 2024, si affermava che per A.A. e gli altri due tenenti "la lealtà ai principi di Atatürk e alla Repubblica era dubbia", sottolineando che "per ogni militare, mostrare fedeltà ai principi e alle riforme di Atatürk e alla Repubblica è sia un obbligo che un dovere".
DUE DECISIONI DIVERSE DA ISTANBUL
Naturalmente, anche questi 7 tenenti si sono rivolti al tribunale amministrativo per l'annullamento del provvedimento di espulsione.
Il mese scorso avevamo annunciato che, tra questi casi, si era concluso per primo quello intentato da Ö.S., che aveva reagito contro A.A., il tenente che si era rifiutato di indossare la foto di Atatürk.

Nella decisione presa all'unanimità dal 5° Tribunale Amministrativo di Istanbul, si affermava che Ö.S. “aveva gravemente compromesso l'atmosfera militare basata su una concezione di disciplina assoluta, nonché lo spirito di corpo e la fratellanza d'armi, valori fondamentali della professione, e che era giunto alla conclusione e alla convinzione che avesse compiuto atti costituenti atteggiamenti, comportamenti e indisciplina tali da danneggiare la reputazione dello Stato e delle TSK”, registrando che “non vi era alcuna illegalità nel processo di espulsione dalle TSK”.
Il secondo e interessante risultato è arrivato invece dalla causa intentata da A.A. presso il 4° Tribunale Amministrativo di Istanbul.
Nonostante il Ministero della Difesa Nazionale avesse inviato una difesa identica alle motivazioni di espulsione dello YDK, il Tribunale ha recentemente deciso all'unanimità l'annullamento del provvedimento di espulsione di A.A. Nelle motivazioni del tribunale, si è sottolineato che l'espulsione “non era conforme ai criteri di proporzionalità, adeguatezza e tipicità”, evidenziando che “mentre si sarebbe dovuta applicare una sanzione disciplinare adeguata all'azione, è stata invece applicata la sanzione più grave”.
Entrambi sono tribunali amministrativi; ma in un caso la decisione è in un modo, nell'altro in un altro. Limitiamoci a chiederci: “Perché?”!..
CHI È ARRIVATO ALLA CAPO DI STATO MAGGIORE?
Torniamo all'espulsione dalle TSK di Ebru Eroğlu, prima del corso dell'Accademia Militare, e dei suoi 4 amici, accusati di "indisciplina" per aver detto “Siamo i soldati di Mustafa Kemal”.
La decisione su di loro non era stata presa all'unanimità, ma con 5 voti contro 4. Tra coloro che si erano opposti all'espulsione dei tenenti c'era anche l'allora Capo di Stato Maggiore del Comando delle Forze Terrestri, il Tenente Generale Tevfik Algan.
Il Tenente Generale Algan e 3 membri avevano espresso la seguente opinione dissenziente in sintesi:
“Considerando che non vi era alcun ordine che vietasse la recitazione del giuramento in questione al termine della cerimonia ufficiale, e tenendo conto del contenuto del giuramento recitato insieme allo slogan 'Siamo i soldati di Mustafa Kemal' pronunciato alla fine della cerimonia ufficiale, nonché dell'articolo 2 della Costituzione e degli articoli della Legge sulle Accademie Militari, non vi è stata alcuna violazione della legge. La recitazione del suddetto giuramento da parte di alcuni allievi ufficiali, anche se in modo non pianificato, non è tale da danneggiare la reputazione dello Stato e delle TSK. Di conseguenza, non richiede la sanzione di espulsione dalle Forze Armate. Non è nemmeno conforme all'equità. Per questo motivo, non riteniamo necessario applicare la sanzione di espulsione dalle Forze Armate al personale e, avendo questa convinzione di coscienza, non abbiamo aderito all'opinione della maggioranza contraria.”
Sapete cosa è successo dopo; il luogo di servizio del Tenente Generale Algan è stato cambiato. È stato prima inviato a un'esercitazione invernale, poi assegnato al Comando della 3ª Armata. In seguito a ciò, Algan ha chiesto il pensionamento, ovvero si è dimesso.
Ci sono nuovi sviluppi.
Primo: al posto di Algan, alla Capo di Stato Maggiore delle Forze Terrestri è stato nominato un Maggior Generale che aveva votato a favore dell'espulsione dei tenenti.
Secondo: i suoi compagni di corso hanno fatto una visita di sostegno al Tenente Generale in pensione Tevfik Algan, che ha deciso di stabilirsi fuori Ankara, e lo hanno salutato.
Con questa foto è stata lasciata una nota molto significativa anche al processo storico che stiamo attraversando!..
Müyesser YILDIZ
7 maggio 2025
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