Sono emerse le motivazioni del voto contrario dei 4 membri del Consiglio Superiore di Disciplina del Comando delle Forze Terrestri, che si sono opposti all'espulsione dalle Forze Armate turche (TSK) di 5 dei centinaia di sottotenenti accusati di “indisciplina” per aver incrociato le spade e recitato il Giuramento degli Ufficiali dopo la parte ufficiale della cerimonia di laurea dell'Accademia Militare, dichiarando: “Siamo i soldati di Mustafa Kemal”.
Il Presidente del Consiglio Superiore di Disciplina, insieme al Capo di Stato Maggiore del Comando delle Forze Terrestri, al Capo dei Servizi Legali, al Capo della Logistica e al Colonnello del Personale, si sono opposti all'espulsione dei sottotenenti dalle TSK per le seguenti ragioni:
DIRE "SIAMO I SOLDATI DI MUSTAFA KEMAL"
“Nell'articolo 13 della Legge sul Servizio Interno delle TSK; dopo aver definito la disciplina come base della vita militare, sottolineando che essa significa 'obbedienza assoluta alle leggi, ai regolamenti e ai superiori, nonché rispetto dei diritti dei subordinati e dei superiori'. Nell'articolo 1 della Legge sulla Disciplina delle TSK; è stato dichiarato che lo scopo di questa Legge è determinare le procedure e i principi relativi alla creazione, conservazione e mantenimento di un sistema disciplinare efficace nelle Forze Armate turche. Nel comma (c) del primo paragrafo dell'articolo 20 della stessa Legge, 'tenere comportamenti che ostacolano il servizio' è stato annoverato tra le indiscipline che richiedono la sanzione di espulsione dalle Forze Armate, ed è stato definito come 'assumere atteggiamenti e comportamenti che danneggiano la reputazione dello Stato e delle Forze Armate turche, o compiere atti che costituiscono reati gravi o indisciplina'. Quando si esamina l'evento nel quadro delle disposizioni legislative citate; considerando le azioni attribuite, le richieste avanzate dal capocorso e dai suoi compagni ufficiali cadetti anziani per leggere il giuramento non presente nel programma e rimosso dalla normativa durante la cerimonia, e per modificare il discorso cerimoniale pianificato dal capocorso per commemorare il compagno cadetto defunto, rientrano nella disposizione secondo cui 'ogni soldato presenta le proprie richieste per questioni ufficiali e personali, verbalmente o per iscritto, iniziando dal proprio superiore più vicino attraverso la gerarchia', che a queste richieste è stata data ogni volta una risposta negativa e che è stato dato l'ordine che durante la cerimonia ufficiale sarebbe stato letto il giuramento contenuto nella Direttiva sulle Cerimonie dell'Università della Difesa Nazionale attualmente in vigore, che infatti durante la cerimonia ufficiale del 30 agosto è stato letto il giuramento previsto dalla direttiva vigente, che non esisteva alcun ordine di servizio noto e determinato che vietasse la lettura di tale giuramento al termine della cerimonia ufficiale, che il contenuto del giuramento letto e l'espressione 'Siamo i soldati di Mustafa Kemal' pronunciata al termine della cerimonia ufficiale; considerando l'articolo 2 della Costituzione e gli articoli della Legge sulle Accademie Militari, non costituiscono una violazione della legge e per questo motivo non sono stati giustamente oggetto di indagine disciplinare, d'altra parte, quando si valuta insieme la questione della lettura del suddetto giuramento da parte di alcuni cadetti in modo non pianificato durante la celebrazione della notte precedente, l'azione del personale non può essere considerata come un atteggiamento o comportamento che danneggia la reputazione dello Stato e delle TSK, né come un atto che costituisce un reato grave o indisciplina, e di conseguenza non costituisce l'indisciplina di 'tenere comportamenti che ostacolano il servizio' che richiederebbe la sanzione di espulsione dalle Forze Armate, un'accettazione contraria non sarebbe conforme al principio di 'proporzionalità', che include i sottoprincipi di proporzionalità, necessità e idoneità, né sarebbe conforme all'equità, pertanto, poiché siamo della convinzione coscienziosa che si debba decidere che non vi è luogo a procedere per la sanzione di espulsione dalle Forze Armate nei confronti del personale, non abbiamo aderito all'opinione della maggioranza di segno opposto.”
Müyesser YILDIZ
4 febbraio 2025
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