Si impara tanto vivendo... basta riuscire a sopravvivere.
Ad esempio, la scorsa settimana abbiamo appreso due nuove informazioni molto importanti. Conoscete la prima; ne ho scritto venerdì scorso:
La questione della skimpflazione...
Questo termine è stato introdotto nel nostro dibattito dall'ex Sottosegretario al Tesoro Mahfi Eğilmez, con un articolo pubblicato sul suo blog personale il 24 gennaio...
Se il prezzo di un prodotto che acquistate regolarmente al mercato o al supermercato non cambia, ma la sua qualità diminuisce e voi reagite dicendo “Ma che razza di skimp-affare è questo, fratello?”; ebbene, questo si chiama skimpflazione!
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La protagonista della seconda splendida notizia che abbiamo appreso la scorsa settimana è la conduttrice Buket Aydın...
Secondo il sito internet Gazete Münevver, il nome di questa collega conduttrice è stato associato in passato a presunte relazioni amorose con il patron della Demirören Holding, Yıldırım Demirören...
Sempre secondo le indiscrezioni, grazie a questo, da semplice conduttrice è riuscita a salire fino alla Direzione del Dipartimento Notizie di Kanal D...
Quando questa relazione è finita, deve essere caduta in disgrazia, dato che questa volta ha avuto una storia con Emir Sarıgül, figlio di Mustafa Sarıgül...
Uso il condizionale, perché non l'ho visto con i miei occhi!
Riporto solo ciò che ho letto.
Ebbene, questa amica che si muove tra le “vette” dell'amore, la scorsa settimana ha partecipato a un programma condotto dal “Relationship Coach Adil Yıldırım” e ha dichiarato esattamente quanto segue:
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“Se un uomo ti ha portato da qualche parte, pagherà il conto, questo fa parte della natura maschile. Non esiste ‘sono una donna, pago io’, non pagherei il conto nemmeno a un mio normale amico. Allora che non mi porti a cena, fratello. Se non può offrirmi una cena, non è già al mio stesso status. C'è un vecchio detto: ogni tamburo trova il suo compagno... Se non può pagare il conto, per favore, che non venga a mangiare con me.”
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Un tempo nelle relazioni tra uomo e donna c'era una certa eleganza, una certa raffinatezza...
Non tutto veniva discusso apertamente, e parlare di soldi era considerato sconveniente.
Ora questa amica spiega la sua prima condizione ai nuovi candidati:
“Deve avere soldi, deve essere del mio stesso status sociale, ogni tamburo trova il suo compagno...”
Sta facendo un ordine, ufficialmente...
Sfruttando la sua fama televisiva, dice: “Cerco un uomo ricco”!
Va bene, ma signora, non ha altre condizioni?
Dato che lei è una giornalista, rappresenta una professione e dovrebbe essere un esempio con la sua vita; glielo chiedo per questo:
Ad esempio, uscirebbe a cena anche con un narcotrafficante che ha soldi?
O con un ricco truffatore...
Con un costruttore senza cultura, un grossista rozzo, un magnate misogino...
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Insomma, che tipo di “tamburo” è lei per cercare un “tamburo” adatto a sé?
Non andrebbe bene una darbuka?
O un tam-tam?
Un tamburo da banda militare?
È proprio necessario un tamburo del Ramadan?
Visto che le interessano così tanto i proverbi, allora ne ricordo uno io per lei:
“Il suono del tamburo è piacevole da lontano...”
E se il tamburo che trova si rivelasse “bucato”...
O se non le piacessero gli amici suonatori di zurna del tamburino...
Cosa farà allora?
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D'accordo; può essere schietta, può anche pensarla così.
Può stabilire dei tariffari per se stessa, come uscire a cena in cambio di un pasto, a volte di un'auto o di una villa.
Ma non dimentichi, signora, che lei è un modello di riferimento (anche se a mio avviso non lo merita) per i giovani del nostro Paese che potrebbero volerla imitare.
Invece di imporre “Deve essere per forza ricco” per uscire a cena... non sarebbe stato più consono a una donna dire: “Che sia una brava persona, che sia colto, che sappia fare due chiacchiere, che sia gentile, rispettoso, onesto”?
Siamo nell'era del capitalismo selvaggio e, visto che si dice che in quest'epoca tutto e tutti abbiano un prezzo; doveva per forza mettersi un “cartellino del prezzo” addosso?
E per di più coinvolgendo la femminilità e le donne in questa faccenda...
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Un paio di parole anche per le organizzazioni femminili che mettono a soqquadro il mondo quando un uomo dice una cosa del genere:
Non vi siete sentite offese, non vi siete risentite nemmeno un po', sorelle?
Non avete nemmeno una parola da dire a questa vostra simile?
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