L'AKP e il suo entourage, avendo compreso la gravità della situazione nelle ultime elezioni locali, vedono nell'emendamento del sistema presidenziale l'unico modo per salvare le apparenze ed evitare di scivolare dalla protezione statale verso un inferno politico; per questo motivo, immaginano una nuova costituzione, ovvero una nuova struttura politica che possa essere modellata esattamente secondo i propri desideri. Il piano per arrivare a una nuova costituzione consiste nel creare una falsa aria di distensione con il principale partito di opposizione, che è emerso come primo partito sulla scena politica superando l'AKP nelle ultime elezioni locali. Stando così le cose, i politici dell'AKP stanno cercando di convincere l'opposizione, che in precedenza avevano ricoperto di ogni sorta di espressione negativa, a collaborare alla nuova costituzione, cercando di addormentarla con l'unguento della "distensione". Per fortuna, l'atteggiamento iniziale del CHP di fronte a questa iniziativa subdola e aggressiva è stato negativo.
Veniamo ora alla questione della stesura di una nuova costituzione. Poiché nessuna formazione nasce istantaneamente, ma si costituisce come risultante di un lungo passato, dobbiamo prima fare una breve digressione sul percorso compiuto. Innanzitutto, la Turchia non è attualmente governata da una costituzione frutto di un colpo di stato, ma da una concezione politica dell'uomo solo al comando. Il fatto che la coalizione di governo, e l'AKP al suo interno, sia dominante a livello statale, e che i ranghi della burocrazia, della magistratura, dell'esercito e della polizia siano stati praticamente lottizzati e strumentalizzati, ha di fatto annullato l'applicazione della Costituzione del 1982, nonostante le mille modifiche subite.
Di fronte a questa situazione, non bisognerebbe chiedere alla fazione di governo, che oggi sostiene che il Paese abbia bisogno di una costituzione: non siete forse voi quelli che, basandosi sulle accuse di una costituzione da colpo di stato, hanno cercato di elevarsi dal livello di governo a quello di supremazia statale attraverso un colpo di mano politico? L'avventura della nuova costituzione potrebbe avere come scopo la strutturazione di una base legale per l'essere Stato e l'acquisizione di una posizione adeguata in tale ambito, al fine di non annegare nell'inferno dei crimini politici commessi durante questo percorso? Eppure è noto che una costituzione non si fa per la sopravvivenza di un partito politico, ma per la legalizzazione, ovvero la codificazione, del compromesso tra gli strati sociali. Gli entusiasti della nuova costituzione, difendendo le loro tesi, affermano che l'obiettivo non è per il partito, ma per servire gli scopi della società. È utile ricordare a queste persone il famoso aneddoto del celebre psicologo Sigmund Freud. L'episodio è il seguente: all'apertura di una sessione del parlamento austriaco, il presidente, invece di dire "dichiaro aperta la seduta", disse "dichiaro chiusa la seduta". Il commento di Freud su questo lapsus fu che il presidente non nutriva già molte speranze sulla seduta. Nel caso del nostro esempio non c'è un lapsus, c'è una dichiarazione di volontà. Se Freud fosse vivo, probabilmente sposterebbe il suo commento dall'Austria alla Francia, dicendo che i leader si vedono come Luigi XIV. Il periodo di Luigi XIV è definito nella teoria dello Stato come periodo crematistico. È interessante notare che alcune caratteristiche del periodo crematistico si riflettono purtroppo fino ai giorni nostri. Ebbene, se guardiamo a quali siano le caratteristiche fondamentali del periodo crematistico, ci troviamo subito di fronte alla visione secondo cui la ricchezza dei re o dei leader di quell'epoca rappresentava la ricchezza della nazione, quasi a ricordare l'attaccamento al prestigio e le ricchezze dei leader odierni.
La formazione degli Stati-nazione è il risultato della trasformazione della visione della finanza pubblica crematistica in quella cameralistica, grazie alla quale il diritto di bilancio è passato dai sovrani al parlamento, riconosciuto come rappresentante del popolo. Si pensa naturalmente che la natura rappresentativa del parlamento debba essere almeno conforme alla concezione della democrazia borghese. Con queste briciole di conoscenza, esaminiamo la passione per la stesura di una nuova costituzione non per le sue ragioni, ma per il suo formato di realizzazione. Il motivo per cui non entro nelle ragioni della passione per la nuova costituzione è che, con l'espressione del portavoce dell'AKP secondo cui la nuova costituzione è "non per noi, ma per la nazione", la vera opinione è stata chiaramente rivelata; questo progetto non ha nulla a che fare con la felicità del popolo, ma non è altro che uno sforzo dei politici per creare vie di fuga dall'inferno extra-statale. Il nostro popolo deve ormai comprendere e interpretare queste questioni con una mente più calma.
Passiamo ora alla questione se questo parlamento, o meglio, un quadro politico che domina il parlamento e tutte le istituzioni statali, abbia il potere di fare una tale costituzione. In primo luogo, una costituzione non può essere fatta da un'assemblea già costituita, ma da un'"assemblea costituente" formata a questo scopo e che verrà sciolta dopo la stesura della costituzione. Gli attori che giocheranno direttamente sul campo, specialmente se sono molto forti, non possono, e non devono, avere il potere di determinare le regole del gioco per il secondo tempo.
In secondo luogo, nel sistema che stiamo attraversando, un quadro politico che domina tutte le istituzioni statali di alto livello, a partire dal sistema giudiziario, dalla Corte Costituzionale, dalla Corte di Cassazione, ecc., non può, e non deve, essere il regolatore dell'ambiente in cui esso stesso si troverà in futuro.
Anche l'atteggiamento dell'attuale quadro politico dominante nella politica riguardo al bilancio e all'applicazione del Fondo Sovrano non è conforme all'odierna concezione di democrazia.
Per riassumere, ogni struttura politica che sostiene lo sforzo volto alla stesura di una nuova costituzione in condizioni parlamentari in cui domina un quadro politico che ha fatto propria la gestione del Paese con sistemi contrari alle regole fondamentali del diritto/legge, come le nomine a pacchetto o i decreti aventi forza di legge a seconda delle circostanze, sarà responsabile davanti alla storia.
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