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Appello per una 'Costituzione ecologica'

Mentre in Turchia gli attacchi alla natura e agli habitat naturali aumentano di giorno in giorno e le pratiche di estrazione mineraria coloniale portano i cittadini al limite della rivolta, nel mondo è iniziato un processo di transizione dai diritti "ambientali" ai "diritti della natura"...

Paesi come la Grecia e il Bhutan hanno dichiarato il 60% delle loro foreste "intoccabile", mentre altre nazioni, come la Colombia, hanno introdotto restrizioni molto severe in materia di attività mineraria.

Il mondo discute di una "Costituzione ecologica"... E proprio all'ombra di questi dibattiti, l'Ordine degli Avvocati di Istanbul ha promosso un simposio internazionale di grande rilievo...

Nel simposio internazionale tenutosi tra il 5 e il 6 giugno 2026, dal titolo "Costituzionalismo nell'era delle sfide ecologiche globali", accademici e rappresentanti di organizzazioni della società civile provenienti da tutto il mondo hanno gridato ancora una volta da Istanbul: "Non toccate la mia acqua, la mia terra e la mia aria". Naturalmente, questo appello è stato accompagnato da presentazioni scientifiche, interventi e immagini a supporto di tali discorsi.

Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul, l'avvocato e prof. dr. İbrahim Ö. Kaboğlu, che ha avuto un ruolo fondamentale nell'organizzazione e ha tenuto il discorso di apertura, ha affermato che le questioni ecologiche globali come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e il diffuso degrado ambientale sono ormai diventate le priorità del mondo. Kaboğlu, richiamando l'attenzione sugli attacchi all'ambiente naturale avvenuti di recente nel mondo e, naturalmente, in Turchia, ha sottolineato che il principio della protezione delle foreste, dei torrenti e dei terreni di un Paese deve diventare una disposizione immodificabile delle costituzioni.

Affermando che i problemi ecologici e gli attacchi sempre più violenti alla vita naturale stanno rimodellando la politica, il sistema giuridico e le strutture istituzionali, il prof. dr. Kaboğlu ha sottolineato che, a questo punto, si sta creando una pressione anche sulle costituzioni esistenti. Kaboğlu ha evidenziato che, a causa degli effetti negativi sul "diritto alla vita", che è il diritto fondamentale di tutti gli esseri viventi, la distruzione ecologica rende necessario un cambiamento strutturale delle costituzioni.

Al simposio internazionale, a cui hanno partecipato accademici, rappresentanti della società civile e avvocati provenienti da Polonia, Italia, Nigeria, Francia, Vietnam, Austria, Messico, Canada, Stati Uniti, Indonesia, Grecia, Spagna e Turchia, è stato dichiarato che gli Stati necessitano di un nuovo patto ambientale per prevenire tali catastrofi ecologiche.

L'accademico statunitense James May ha affermato che, mentre nel 1975 negli Stati Uniti venivano scritti 64 articoli su temi ambientali, oggi ne vengono pubblicati oltre mille ogni anno, dimostrando che questa situazione rappresenta un problema significativo negli Stati Uniti, così come in tutto il mondo.

La prof.ssa dr.ssa Selin Esen, docente presso la Facoltà di Giurisprudenza di Ankara e presidente dell'Associazione Internazionale di Diritto Costituzionale (IACL), ha sottolineato che il diritto all'ambiente è un'estensione dei diritti umani, mentre il prof. dr. Michel Prieur, presidente del Centro Internazionale di Diritto Ambientale Comparato (CIDCE), ha espresso che la crisi climatica è un problema serio e di riporre fiducia nei giovani per la definizione del diritto ambientale. La prof.ssa dr.ssa Didem Yılmaz, presidente dell'Associazione per la Ricerca sul Diritto Costituzionale (Anayasa-Der), ha affermato che le crisi economiche globali hanno intensificato la lotta per l'esistenza tra le persone.

Nel secondo giorno del simposio, durante la sessione intitolata "Giustizia ambientale e difesa", ho tenuto anch'io una presentazione dal titolo "Uno sguardo analitico alle pratiche di ecocidio che aumentano la violenza del neoliberismo alla luce del disastro di İliç-Çöpler". Potete guardare e ascoltare l'intera presentazione dal link sottostante, dall'account X dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul o dal mio account X...

https://x.com/istbarosu/status/2063221670857281896

Al termine del simposio di due giorni, è stata pubblicata una dichiarazione finale intitolata "COSTITUZIONALISMO E L'ERA DELLE SFIDE ECOLOGICHE GLOBALI".

Nella dichiarazione finale, in cui si afferma che tutti i diritti umani e le libertà fondamentali, compreso il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile, sono universali, indivisibili e interdipendenti, è stato sottolineato che gli Stati sono responsabili di garantire costituzionalmente tali diritti e libertà nell'era delle sfide ecologiche globali.

Nella dichiarazione, in cui si richiama l'attenzione sul fatto che le aziende e le istituzioni devono rispettare il diritto dei cittadini e di tutti gli esseri viventi presenti in quel Paese a vivere in un ambiente pulito e sano, è stato sottolineato che la distruzione ambientale è una questione direttamente correlata ai diritti umani, ponendo l'accento sulle risoluzioni delle Nazioni Unite riguardanti un ambiente sano e sostenibile.

Nella dichiarazione, in cui si sottolinea che le costituzioni si sono evolute nel tempo prima in "costituzioni democratiche" e che, al punto in cui siamo arrivati, devono ora evolversi in "costituzioni ecologiche", è stato affermato che lo Stato di diritto ambientale deve essere rafforzato attraverso le corti costituzionali.

Nella dichiarazione, in cui si sottolinea la necessità di redigere una costituzione ecologica che includa anche i diritti della natura, è stato espresso sostegno agli sforzi per riconoscere l'"ecocidio" come crimine internazionale presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed è stato sottolineato che il crimine di ecocidio dovrebbe essere incluso nel protocollo internazionale in fase di preparazione sui crimini ambientali.

İbrahim Gündüz