Sapere che gli errori commessi nella strategia non possono essere corretti con la tattica non è sufficiente a impedire che vengano commessi errori strategici. Il primo bottone allacciato male rende inevitabile che anche i successivi vengano allacciati in modo errato. Stiamo parlando dell'agenda principale del CHP, delle discussioni sulle elezioni anticipate e sulla determinazione del candidato alla presidenza nel più breve tempo possibile. È ormai chiaro, più o meno, a quale candidato verrà spianata la strada e quale verrà spinto fuori dal ring. Dando un'occhiata ai media scritti e visivi, si capisce subito chi viene pubblicizzato e a chi si sta cercando di sbarrare la strada.
È giunto il momento di cercare risposte ad alcune domande per vedere meglio l'errore strategico commesso. La priorità dovrebbe essere la determinazione del candidato alla presidenza del partito o l'abbandono del sistema di governo presidenziale? Un sistema parlamentare basato sulla separazione dei poteri tra legislativo, esecutivo e giudiziario, o un sistema di governo presidenziale che dota il leader di poteri che lo trasformano in un sultano? Un Paese in cui tutte le istituzioni perdono importanza, la democrazia è praticamente scomparsa, autoritario all'interno e privo di prestigio all'esterno, o uno Stato di diritto determinato a rimanere nella lega della democrazia?
L'agenda principale del CHP dovrebbe essere l'abbandono immediato del sistema di governo presidenziale, che isola e rende inefficace la Turchia, indebolendo la sua posizione anche nelle questioni in cui ha più ragione. Il CHP dovrebbe sviluppare una strategia che trasformi il ritorno al sistema parlamentare in una richiesta sociale, riunendo sindacati, organizzazioni democratiche di massa e il popolo attorno a questa richiesta. Invece di un ego personale privo di infrastrutture, lungimiranza e realtà, dovrebbe assumere la guida di una lotta che dia operatività all'istituzionalità dello Stato, alla memoria statale e al patrimonio centenario della Repubblica, rimettendo in campo l'iniziativa del Parlamento turco (TBMM).
Mentre il CHP dovrebbe sviluppare una strategia che dia priorità alla democrazia, allo Stato di diritto e alla separazione dei poteri per risolvere i difficili problemi che la Turchia deve affrontare all'interno e all'esterno, è estremamente sbagliato ridurre il problema alla mera determinazione di un candidato alla presidenza. Inoltre, non è un errore tattico, ma strategico. Il problema deriva dalla mancanza di una visione strategica e dall'incapacità di analizzare correttamente il Paese e il mondo nel processo che stiamo attraversando. Eppure, la Turchia è un Paese che in passato è riuscito a superare le gravi crisi e i complessi problemi di quel periodo proprio con il sistema parlamentare.
In un processo in cui il sistema di governo presidenziale cronicizza la crisi di regime e l'organizzazione terroristica separatista avanza costantemente richieste con l'atteggiamento di un mercante creditore, è impensabile che il CHP, il cui Müdafaa-i Hukuk (Difesa del Diritto) è stato la salvezza e il cui Halk Fırkası (Partito del Popolo) è stato la fondazione del Paese, rimanga in silenzio e senza reazioni. La base del CHP, che è sempre stata la garanzia della filosofia fondante della Repubblica, della struttura unitaria dello Stato-nazione, dello Stato di diritto e del regime laico e democratico, non approverà innanzitutto il fatto che il partito ignori gli interventi con richieste separatiste/etniche sull'architettura fondante del Paese/regime, che faccia finta che non ci sia alcun problema o, peggio ancora, che si abbandoni all'imprudenza di rilanciare la posta in gioco.
Ci auguriamo che gli attuali dirigenti del partito fondato dai quadri che hanno creato la Turchia siano consapevoli e si rendano conto che gli interessi del Paese vengono prima dei loro ego personali, dei loro obiettivi individuali e dei loro progetti futuri. Vorremmo ricordare ancora una volta che, prima della candidatura alla presidenza, cambiare il sistema di governo presidenziale, che è sia la causa che il risultato del regime dispotico, è più importante che determinare un candidato alla presidenza.
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