Il fronte civile della resistenza contro l'occupazione, la Müdafaayı Hukuk (Difesa dei Diritti), e il suo fronte armato, la Kuvayı Milliye (Forze Nazionali), furono i fuochi accesi in ogni angolo dell'Anatolia da una nazione che ha sempre vissuto libera. Si riunivano congressi e si formavano le unità civili e armate della resistenza popolare. La storia assisteva al risveglio di una nazione che si voleva privare della patria e ridurre in schiavitù. Con il Congresso di Sivas (4 – 11 settembre 1919), le dinamiche civili della resistenza locale si unirono sotto l'Associazione per la Difesa dei Diritti dell'Anatolia e della Rumelia, e con l'Heyeti Temsiliye (Comitato di Rappresentanza) si formò il comitato esecutivo, la cui presidenza fu affidata a Mustafa Kemal.
Mustafa Kemal lasciò Sivas, dove era rimasto per 108 giorni, il 18 dicembre 1919. Il compito dell'Heyeti Temsiliye, l'organizzazione civile/politica della Lotta Nazionale che raggiunse Ankara il 27 dicembre, sarebbe durato fino al 23 aprile 1920. Il 23 aprile 1920, con l'entrata in funzione della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), organo di legittimità civile e militare della Lotta Nazionale, emerse uno Stato senza nome con sede ad Ankara, contrapposto alla Istanbul dell'Armistizio. Ormai nulla sarebbe stato più come prima.
Gli ordini di Vahdettin, seduto sul trono del Sultanato e del Califfato, le fatwa dello Shaykh al-Islam e il potere dei governi capitolazionisti dell'Armistizio non sarebbero bastati a ostacolare il nuovo Stato nato nel cuore dell'Anatolia.
La liberazione era avvenuta, ed era giunto il momento di fondare il nuovo Stato, la cui tabella di marcia era definita dalla civiltà contemporanea. Il Partito Popolare (Halk Fırkası), concepito come l'organizzazione civile/politica che avrebbe garantito la continuità del nuovo Stato/regime, sarebbe nato prima nella mente e poi nelle mani di Mustafa Kemal. Bisogna riflettere sul fatto che la fondazione del Partito Popolare sia stata fatta coincidere con l'anniversario dell'ingresso dell'Esercito Turco a Smirne (9 settembre 1923) e che il suo primo congresso sia stato simbolicamente associato alla data di apertura del Congresso di Sivas del 4 settembre 1919 dell'Associazione per la Difesa dei Diritti dell'Anatolia e della Rumelia (ARMHC). Dopo la proclamazione della Repubblica il 29 ottobre 1923, il Partito Popolare si trasformò nel Partito Popolare Repubblicano e, durante il 4° Congresso tenutosi il 29 maggio 1935, assunse il nome di Partito Repubblicano del Popolo (CHP).
Sebbene si dica che l'unica cosa immutabile sia il cambiamento stesso e che tutto cambi col tempo, la dialettica della storia suggerisce che l'essenza di alcune cose non dovrebbe cambiare. Al di là dei normali cambiamenti e trasformazioni, cerchiamo insieme le risposte alla domanda su quali debbano essere gli elementi immutabili, intoccabili, indispensabili e i principi che il Partito Repubblicano del Popolo deve preservare come eredità politica. Il DNA fondativo del CHP, il suo nucleo indivisibile, la linea della Difesa dei Diritti e l'equazione fondativa basata sulla struttura unitaria dello Stato-nazione, costituiscono la filosofia di Stato/società espressa nelle 6 frecce. Non dovrebbe essere compito del CHP creare basi di consenso con i residui medievali odierni di coloro che, invece di riunirsi sotto il tetto della gloriosa Assemblea durante la Lotta Nazionale, collaboravano con l'imperialismo britannico, con i separatisti etnici o con chi pregava per la vittoria greca!
Bisogna sapere che l'infezione politica causata da un cambio di rotta che significherebbe il rifiuto della filosofia fondativa, del passato storico e dell'identità politica, porterebbe al suicidio politico del CHP. È giunto il momento di dire basta e fermare la trasformazione del partito di Atatürk in una Torre di Babele, dove si realizzano fantasie arancioni e ricette liberali, e dove ogni richiesta di chi reclama quote etniche dal titolo di proprietà unico della Turchia, appartenente alla nazione turca, trova approvazione.
Vedremo tutti insieme se nel 21° Congresso straordinario del CHP, che si terrà il 6 aprile, nel partito di Atatürk il cui punto di partenza è la Difesa dei Diritti, verrà approvato un ritorno alle radici o una rottura con esse sotto lo slogan di cambiamento/trasformazione.
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