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Resa o resistenza alla mappa del GME?

La prima opzione significa la scomparsa per sempre nel buco nero della storia, la seconda significa una resistenza a oltranza per esistere. Stiamo attraversando un processo storico in cui si alternano resa e rifiuto di fronte all'imposizione del GME (Grande Medio Oriente). Parliamo di una strategia imperiale volta a rimpicciolire la mappa politica della Turchia e a creare partner basati su costruzioni etniche per il titolo di proprietà turco.

Mentre in Iraq e in Siria si sta realizzando una nuova mappa basata sulla parcellizzazione etnica e confessionale attraverso l'intervento armato, in Turchia si sta tentando un metodo diverso. La Turchia, che ha fatto della politica statale senza compromessi contro il terrorismo separatista il proprio principio, sembra essere entrata in un periodo che significa la legittimazione del separatismo etnico per mano dello Stato. Si sta cercando di convincere l'opinione pubblica che, per fermare lo spargimento di sangue e garantire la pace sociale, sia necessario che il detenuto di İmrali parli nel Parlamento eroico (Gazi Meclis).

Si nasconde accuratamente al popolo turco che l'appello che sarà lanciato dal leader del PKK, apparato armato del progetto imperialista di una Turchia senza Eufrate, senza Tigri e senza GAP (Progetto dell'Anatolia sud-orientale), produrrà risultati che andranno ben oltre la semplice legittimazione dell'organizzazione terroristica. Osservando le dichiarazioni rilasciate dal detenuto di İmrali, da Kandil e dalla sua estensione in Parlamento, si vede che una serie di richieste, che vanno da una quota sulla proprietà della Turchia a modifiche costituzionali che legittimerebbero il separatismo etnico, vengono elencate con l'atteggiamento di un creditore.

Per comprendere l'inganno imperiale che si sta tessendo ai danni della Nazione turca, è necessario conoscere l'antenato dell'organizzazione terroristica separatista: la Società per l'Ascesa del Kurdistan (Kürdistan Teali Cemiyeti). Dunque, parliamo un po' di storia. Nella Istanbul dell'armistizio, nata nella sala parto britannica e tra le braccia di un'ostetrica britannica, la Società per l'Ascesa del Kurdistan vide la luce il 19 novembre, meno di una settimana dopo il 13 novembre 1918, giorno in cui la flotta alleata gettò l'ancora nello stretto (la fondazione ufficiale avvenne il 30 dicembre 1918). Notiamo che anche le altre due organizzazioni traditrici dell'Istanbul dell'armistizio, alleate della Società per l'Ascesa del Kurdistan (la Società degli Amici dell'Inghilterra e la Società per l'Ascesa dell'Islam), sono figlie della stessa sala parto. Ricordiamo che il Partito della Libertà e dell'Accordo (Hürriyet ve İtilaf Partisi), di cui facevano parte figure come Damat Ferit e Ali Kemal, era in stretto contatto con queste tre organizzazioni traditrici.

La società, fondata dai leader feudali di tribù e famiglie come Şemdinan, Bedirhan, Babanzade e Cemilpaşazade che vivevano a Istanbul, perseguiva un Kurdistan indipendente sotto la protezione britannica. Il Regno Unito, d'altra parte, faceva i suoi calcoli per garantire il petrolio di Mosul utilizzando le tribù curde della regione. Per farla breve, la promessa di uno Stato curdo è stata messa in agenda come un lecca-lecca offerto per convincere le tribù a fare la guardia ai pozzi petroliferi per conto dell'Inghilterra!

Il tentativo della Società per l'Ascesa del Kurdistan, di cui il PKK è l'erede spirituale, di assaltare il Congresso di Sivas, eliminare Mustafa Kemal e distruggere sul nascere la Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) che sarebbe stata inaugurata ad Ankara il 23 aprile 1920, è oggetto di un altro articolo. Lasciamo questo argomento, insieme al piano di assassinio che non ebbe successo grazie alle misure adottate dal governatore di Malatya e membro della società Bedirhanzade Halil, al prossimo articolo.

È inaccettabile che il leader del PKK, erede spirituale della Società per l'Ascesa del Kurdistan, chiusa nel 1921 con decisione della Grande Assemblea Nazionale Turca a causa delle sue attività collaborazioniste e contrarie alla Lotta Nazionale, venga invitato nel Parlamento eroico. La Nazione turca vede questo invito come una negazione della Guerra d'Indipendenza. Bisogna abbandonare questo offuscamento mentale che renderebbe privi di significato l'indipendenza raggiunta con il sacrificio, il sangue e la vita del popolo turco, e la Repubblica fondata, per tornare alla ragione di Stato, alla sensibilità statale e alla serietà dello Stato. E questo senza perdere tempo, prima di subire una distruzione irreparabile, prima di percorrere una distanza da cui il ritorno diventerà impossibile! Ovvero, prima che sia troppo tardi!