Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,5064
Dollaro
Arrow
44,7510
Sterlina
Arrow
62,6709
Oro
Arrow
6031,8236
BIST 100
Arrow
10.729

Declino morale e mancanza di merito: riflessioni su Kartalkaya e sulle altre catastrofi che abbiamo vissuto

L'incendio avvenuto al Grand Kartal Hotel di Bolu, a Kartalkaya, ha lasciato ferite profonde nei nostri cuori. La perdita di vite umane tra bambini in vacanza per le vacanze scolastiche, famiglie e dipendenti dell'hotel non è solo un incendio, ma anche un riflesso delle nostre carenze sociali e dei nostri problemi sistemici. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime, auguro pazienza ai loro cari e una pronta guarigione ai feriti.

I comportamenti immorali e il mancato rispetto delle regole etiche aumentano sia la probabilità che i rischi si verifichino, sia il loro impatto e i danni risultanti. Le catastrofi che abbiamo vissuto di recente hanno lasciato segni profondi nella memoria di tutti noi: terremoti, incidenti ferroviari, disastri minerari e altri gravi sinistri. Sentire profondamente il dolore di tali eventi non è sufficiente; analizzarli e trarne lezioni è di fondamentale importanza per evitare che si ripetano.

L'incendio di Kartalkaya è purtroppo l'ultimo anello di una catena di "catastrofi evitabili" che vediamo spesso nel nostro Paese. Tali tragedie non possono essere attribuite solo a cause fisiche; sullo sfondo vi sono problemi sociali e amministrativi molto più profondi. Siamo addolorati, ma perdiamo sempre più vite a causa di un sistema che non adempie alle proprie responsabilità, che persegue solo il profitto personale e che calpesta ogni valore etico. Perdere il nostro capitale umano in modo così banale dovrebbe essere una grande vergogna per tutti noi. Perché siamo tutti responsabili delle catastrofi causate da negligenza, mancanza di controlli, assenza di merito, nepotismo, corruzione e impunità per i colpevoli. Purtroppo, le catastrofi vengono dimenticate dopo un po' di tempo. A soffrire sono le vittime e i loro cari. Ogni volta, il dolore colpisce solo chi lo vive direttamente...

QUANDO LE CATASTROFI DIVENTANO INEVITABILI: PROBLEMI SISTEMICI

Nel nostro Paese, i processi che seguono le catastrofi seguono solitamente lo stesso ciclo: accuse, voci di dimissioni, regolamenti superficiali e, infine, l'oblio. Tuttavia, ridurre questi eventi alla sola responsabilità individuale senza interrogarsi sul funzionamento generale del sistema e sulle debolezze dei processi di controllo ci porta a perdere di vista il problema reale. Nell'incendio di Kartalkaya, il mancato funzionamento dei sistemi di allarme, l'inutilizzabilità delle scale antincendio e il mancato attivazione dei sistemi di spegnimento automatico sono indicatori di un collasso sistemico dovuto all'assenza di controlli necessari su molti rischi evitabili.

Anche il ritardo nell'intervento delle unità dei vigili del fuoco e l'attrezzatura insufficiente hanno giocato un ruolo nell'aggravarsi del disastro. Tuttavia, la base di tutti questi problemi risiede nell'inadeguatezza dei meccanismi di controllo e nel mancato adempimento delle responsabilità da parte delle autorità. La mancanza di controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, impedisce la prevenzione di tali tragedie.

In questo contesto, la domanda da porsi è: perché le negligenze che trasformano persino gli eventi naturali in catastrofi si ripetono costantemente? Perché nel nostro Paese le catastrofi non derivano solo dalle condizioni fisiche, ma da problemi morali, economici e sociali. In un sistema in cui la vita umana viene svalutata e gli interessi materiali sono anteposti alla vita delle persone, tali tragedie diventano inevitabili.

IL PROBLEMA DEL MERITO, IL COLLASSO MORALE ED ECONOMICO

Il merito è una delle pietre miliari del successo e della fiducia in ogni campo. Tuttavia, purtroppo, vediamo che nel nostro Paese sta guadagnando sempre più terreno un sistema basato sulla lealtà piuttosto che sul merito. Ignorare il principio del merito causa il collasso non solo degli individui, ma anche delle istituzioni e dello Stato. Nell'incendio del Grand Kartal Hotel, il signor Nedim Türkmen, editorialista del quotidiano Sözcü, di cui seguo da vicino gli articoli, ha perso la vita insieme alla moglie e ai due figli. Nel suo articolo del 4 giugno 2020 intitolato “Il merito è indispensabile per il sistema presidenziale”, Türkmen aveva spiegato l'importanza del “merito”. Aveva sottolineato che tra gli elementi fondamentali che garantiscono il merito vi sono l'istruzione, l'esperienza, la conoscenza, le competenze, le prestazioni, l'adattamento alla cultura aziendale e la comunicazione.

L'assegnazione di persone prive di merito a posizioni dirigenziali porta a una diminuzione della qualità delle decisioni prese e all'interruzione dei processi. Mentre gli individui qualificati vengono spinti fuori dal sistema, persone vicine al potere ma prive di competenze vengono messe in ruoli critici. Questa situazione porta a una gestione inefficiente e di scarsa qualità sia nel settore pubblico che in quello privato. Il concetto secondo cui “non dare il lavoro a chi lo merita è un'ingiustizia verso chi lo merita; darlo a chi non lo merita è un'ingiustizia verso tutti” purtroppo non si è radicato nella nostra società.

Ciò che conta è prendere decisioni che portino benefici sociali in modo razionale, equo, morale e coscienzioso, senza peggiorare la situazione di nessuno. In una società in cui le persone morali, colte ed esperte sono SENZA AUTORITÀ, mentre chi detiene l'AUTORITÀ è l'esatto opposto, i problemi continuano in un circolo vizioso. In una società in cui i valori morali vengono persi e il merito viene ignorato, l'ambiente di fiducia si indebolisce e il legame degli individui con lo Stato viene scosso. Questa situazione prepara il terreno non solo per problemi individuali, ma anche per disordini sociali.

Più importante del collasso economico è la lotta contro il collasso morale. La polarizzazione politica, la corruzione e la degenerazione, che influenzano anche il sistema legale, politico e socio-economico del Paese, causano un collasso morale istituzionale. Alla base della strutturazione dei problemi nella gestione statale, che iniziano con la corruzione e finiscono con la degenerazione come collasso morale istituzionale, vi è il fatto che né i politici né i funzionari pubblici vengono scelti in base al merito.

MERCATIZZAZIONE SENZA REGOLE, DISTORSIONE ECONOMICA E CRESCITA IMMORALE

L'economia è una struttura che deve essere modellata non solo dalla produzione e dal consumo, ma anche dai valori etici. Al centro dei problemi economici, sociali, politici e sociali che la Turchia sta vivendo oggi vi è il fenomeno della mercatizzazione, accelerato soprattutto dopo gli anni '80. Nel nostro Paese, invece dell'industrializzazione, dell'urbanizzazione pianificata e del lavoro orientato alla produzione come nei Paesi sviluppati dell'Occidente, è diventato normale arricchirsi attraverso attività orientate al guadagno facile, agli interessi e alla rendita. Questo processo è stato sostenuto da politiche economiche neoliberiste come la privatizzazione, la finanziarizzazione e la deregolamentazione nelle politiche pubbliche. Un tale cambiamento di mentalità ha portato con sé il nepotismo, la cultura del saccheggio e lo sforzo di ottenere denaro e posizioni senza basarsi su regole e responsabilità nelle relazioni tra individuo, società e Stato, che non sono costruite sulla divisione del lavoro e sulla formazione professionale.

Questa distorsione danneggia sia la morale sociale che quella individuale. La tragedia di Kartalkaya è il risultato di un sistema in cui le priorità economiche hanno la precedenza sulla vita umana. Rendite fondiarie, progetti garantiti dal Tesoro, irregolarità e corruzione impediscono un'equa distribuzione delle risorse e approfondiscono la disuguaglianza sociale. Questo sistema incoraggia gli individui a mettere i propri interessi davanti al beneficio sociale e legittima comportamenti non etici. In un tale ambiente, mentre il valore dato alla vita umana diminuisce, il benessere generale della società viene ignorato.

Poiché l'immoralità diventa parte della struttura culturale, sociale ed economica, venendo prima interiorizzata e poi legittimata sia nella vita lavorativa che in quella quotidiana, oltre alla pressione di fattori esterni, al danneggiamento delle relazioni di reciproco interesse e all'insostenibilità delle negatività create dal sistema, ci troviamo di fronte a un'economia in CRESCITA IMMORALE che inevitabilmente rischia di crollare.

Tutti pensano che, in una congiuntura imprevedibile che crea sfiducia, verranno ingannati o subiranno una concorrenza sleale. Le persone, anche se non lo fanno loro stesse, normalizzano comportamenti morali ed etici scorretti pensando che gli altri, agendo in modo irregolare o non etico, impediranno loro di ottenere ciò che meritano. Tuttavia, nel nostro Paese, i confini morali sono diventati sempre più sfumati e gli interessi individuali hanno superato il beneficio sociale.

GESTIONE DELLE CRISI, RESPONSABILITÀ E MANCANZA DI MISURE PREVENTIVE

Esiste una mentalità che cerca di intervenire solo dopo che la crisi si è verificata o quando i rischi si sono concretizzati, invece di prepararsi alle crisi e prevedere i rischi. Questo approccio trasforma le catastrofi da eventi isolati a una condizione regolare e sistematica. È necessario stabilire meccanismi di controllo indipendenti, combattere la corruzione e radicare una cultura della responsabilità.

Anche per quanto riguarda la gestione delle crisi, nel nostro Paese si riscontrano gravi problemi. Le misure da adottare per catastrofi come incendi, inondazioni e terremoti vengono solitamente trascurate, il che porta gli eventi a trasformarsi in catastrofi. Come nel caso dell'incendio di Kartalkaya, quando non vengono adottate misure preventive, anche gli interventi effettuati al momento della crisi risultano insufficienti.

Per prevenire tali tragedie, è essenziale che le amministrazioni centrali e locali lavorino insieme. Tuttavia, in un ambiente in cui le autorità e le responsabilità non sono chiaramente definite e i meccanismi di controllo non funzionano, la mancanza di coordinamento diventa inevitabile. I regolamenti superficiali fatti dopo la crisi, invece della gestione della crisi, non servono ad altro che a scuotere la fiducia della società. In questo senso, il fatto che la magistratura indipendente, il popolo, la stampa e l'opinione pubblica chiedano conto in modo imparziale e che i detentori dell'autorità, come nei Paesi sviluppati, rendano conto onestamente e considerino le dimissioni come una virtù quando necessario, contribuirà a prevenire tali catastrofi.

COSCIENZA SOCIALE E ISTRUZIONE

Definiamo persino gli eventi naturali come catastrofi. In realtà, è la nostra negligenza a trasformarli in catastrofi. In questo e in eventi simili, è emerso purtroppo in modo molto doloroso che le catastrofi erano evitabili, che vi erano lacune nella legislazione, che le autorità e le responsabilità tra le istituzioni e le organizzazioni pubbliche non erano chiaramente definite e che non era stato stabilito un meccanismo di supervisione e controllo efficace, trasparente e responsabile. Se avessimo imparato dalle precedenti, sarebbe successo il successivo? O se fossero stati stabiliti i necessari meccanismi di controllo legale e tecnico per minimizzare o eliminare i rischi, questi si sarebbero verificati o i loro effetti sarebbero stati così grandi?

La prevenzione di catastrofi come gli incendi non è solo responsabilità dello Stato. Anche la società deve essere consapevole di questo problema. Educare il pubblico sulla consapevolezza dei disastri, sulla gestione delle crisi e sulla solidarietà sociale può ridurre l'impatto di tali eventi.

Per questo motivo, per sviluppare la consapevolezza dei disastri, questi argomenti dovrebbero essere aggiunti ai programmi scolastici e ai bambini dovrebbero essere insegnati fin dalla tenera età la gestione delle crisi, i valori etici e il senso di responsabilità. Perché l'interiorizzazione dei valori morali da parte degli individui influenza direttamente la struttura generale della società.

CONCLUSIONE: UN FUTURO BASATO SU MERITO, MORALE E GIUSTIZIA

L'incendio di Kartalkaya è rimasto impresso nelle nostre memorie come risultato di una catena di negligenze e di un collasso sistemico. Questa tragedia non è solo un incidente; è anche un riflesso dei problemi morali, amministrativi ed economici del nostro Paese. Per qualche motivo, viviamo costantemente dolori senza sosta. I nostri dolori crescono e poi, prima che si plachino, ne viviamo un altro grande. Invece di discutere sulle lacune e sui rischi nei processi, ogni volta si chiede la punizione dei colpevoli e le dimissioni dei responsabili, il che porta a occuparsi solo dei risultati invece di andare alla radice del problema. Invece di vedere l'evento nel suo insieme, ci limitiamo ad analisi basate sui singoli casi. Eppure, ignoriamo ogni volta il fatto che c'è un problema sistemico nel susseguirsi di così tanti dolori e che dovremmo interrogarci sui processi che mostreranno la fonte dei problemi invece di concentrarci solo sui risultati.

Per prevenire tali catastrofi, è necessario innanzitutto cambiare radicalmente il sistema e rimettere al centro i valori morali e il concetto di merito. Lo Stato ha il dovere di garantire la giustizia, stabilire lo stato di diritto e dare priorità alla vita umana sopra ogni cosa. Solo così potremo costruire una società giusta, pacifica e sicura.

Sebbene le amministrazioni centrali e locali abbiano periodicamente priorità diverse, puntare ad aumentare il livello di benessere e la qualità della vita dei propri cittadini dovrebbe essere tra le priorità principali. In realtà, adottare l'idea che le amministrazioni centrali e locali non siano opposte, rivali o alternative l'una all'altra, ma al contrario complementari, minimizzerà i rischi e garantirà che i processi siano gestiti in modo più efficace.

È anche importante che gli individui sostengano interiormente i valori morali e li applichino nella loro vita quotidiana. La morale è la consapevolezza fondamentale dell'essere umano e del rimanere umani. Con questa comprensione, si possono prevenire eventi tragici e costruire una società più giusta e pacifica. È importante aumentare i controlli, adottare misure e assumersi responsabilità dopo gli eventi; tuttavia, il punto principale è che l'essere umano viva una vita retta e virtuosa nella sua essenza. È che gli individui creino i propri valori morali, li interiorizzino e li mettano al centro della vita.

Imparare da questo evento e agire è responsabilità non solo dei dirigenti, ma di ogni singolo individuo. Purtroppo, stiamo tutti osservando quali tragedie porti il preferire la lealtà al merito e il calpestare i valori morali ed etici. Se come società non impariamo da queste tragedie, sarà inevitabile che in futuro si verifichino catastrofi simili. Non bisogna dimenticare che dove non ci sono merito, morale e giustizia, non ci sono nemmeno pace e sicurezza. Come società, dobbiamo assumerci la responsabilità di costruire un futuro più giusto e più sicuro.