Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,4919
Dollaro
Arrow
44,7491
Sterlina
Arrow
62,7348
Oro
Arrow
6062,8837
BIST 100
Arrow
10.729

Il Vicino Oriente della Russia

Il 7 ottobre 2023, il giorno in cui Hamas ha attaccato Israele, è anche il giorno in cui le acque già torbide del Medio Oriente hanno iniziato a bollire. Chi conosce la geografia e i conflitti di quest'area era consapevole che, data la natura violenta del Medio Oriente, questo scontro si sarebbe propagato come un effetto domino, coinvolgendo anche altri Paesi della regione. Lo Yemen è il Paese arabo più povero, dilaniato da anni di guerra civile. I ribelli Houthi nello Yemen hanno lanciato droni e missili contro Israele e hanno attaccato decine di navi nel Mar Rosso. Questi sviluppi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento dell'opinione pubblica internazionale. 

L'attacco missilistico dell'Iran contro il Pakistan, l'attentato in Iran, le esplosioni in Iraq e Siria, e la situazione tesa al confine tra Libano e Israele sono eventi che i Paesi circostanti osservano con preoccupazione. Cercherò di rispondere a quale sia la posizione della Russia riguardo a questi sviluppi in Medio Oriente e quali interessi stia perseguendo in questa regione. 

Dobbiamo sottolineare che la regione che conosciamo come "Medio Oriente" viene definita nelle fonti accademiche e mediatiche russe come "Vicino Oriente", un termine utilizzato durante l'era sovietica. Il termine Vicino Oriente esprime anche la vicinanza geografica tra i Paesi arabi e le regioni considerate il cortile di casa della "casa sovietica".

Nel conflitto tra Hamas e Israele, la Russia ha adottato una posizione neutrale nei confronti delle parti in causa, ritenendo gli Stati Uniti responsabili della catastrofe a Gaza. La Russia non considera Hamas un'organizzazione terroristica e ha espresso la propria disponibilità a mediare per la risoluzione di questo conflitto. L'interesse costante della Russia per questa area geografica e l'attenzione rivolta al suo "Vicino Oriente" non sono una novità. Dopo la guerra arabo-israeliana del 1948 (Nakba), molti Paesi arabi chiesero aiuto all'URSS contro i Paesi che sostenevano Israele (Francia, Stati Uniti e Regno Unito). L'URSS era un importante fornitore di armi per gli Stati arabi della regione. 

In termini generali, la Russia persegue due obiettivi principali in Medio Oriente: continuare a importare armi dall'Iran (importazioni da cui dipende per sostenere la guerra in Ucraina) e mantenere la propria presenza militare in Siria. Subito dopo il crollo dell'URSS e fino al 2015, anno in cui è intervenuta militarmente in Siria, la Russia non era né presente né attiva in Medio Oriente. Nella guerra civile siriana, la Russia ha sostenuto il regime di Damasco fin dall'inizio. Un cambio di regime per Bashar al-Assad avrebbe significato per la Russia la perdita dell'ultimo bastione russo in Medio Oriente e di un importante alleato nella regione. Ciò avrebbe comportato anche la perdita delle due basi militari permanenti della Russia (la base aerea nel governatorato di Latakia e la base navale a Tartus, nel Mediterraneo).

Lo scoppio del conflitto tra Hamas e Israele ha avvantaggiato la Russia, poiché per diversi mesi consecutivi l'attenzione dell'opinione pubblica si è spostata dai combattimenti in Ucraina a quelli in Medio Oriente. Sebbene la Russia dichiari diplomaticamente di voler vedere la pace in Medio Oriente, desidera segretamente il perdurare dei conflitti o l'emergere di nuove esplosioni di violenza, poiché ciò significherebbe che gli aiuti militari, l'attenzione e le risorse degli Stati Uniti verrebbero dirottati verso questa regione anziché verso l'Ucraina.

La Russia sostiene la risoluzione di questa controversia attraverso la formula dei "due Stati" proposta dall'ONU, tramite la creazione di uno Stato palestinese indipendente. Anche durante l'era sovietica, la Russia difendeva la causa palestinese. Tuttavia, la Russia intrattiene anche storiche relazioni amichevoli con Israele. In Israele vivono oltre un milione di israeliani di origine russa, molti dei quali arrivati dopo gli anni '90. È ben nota, inoltre, la stretta amicizia tra il presidente russo Putin e il primo ministro israeliano Netanyahu. Tuttavia, questa amicizia non ha impedito al presidente russo di paragonare la situazione nella Striscia di Gaza all'assedio di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale. In una dichiarazione, Putin ha affermato: "Nonostante tutte le pressioni da entrambe le parti, dobbiamo naturalmente pensare anche alla popolazione civile", ignorando al contempo i civili che ogni giorno vengono uccisi nel suo Paese dai droni o dai missili in Ucraina. Qui emerge chiaramente il doppio standard spesso utilizzato dai capi di Stato.

In Russia vivono 22 milioni di musulmani. La Russia è costretta ad adottare una posizione neutrale nei conflitti di Gaza per evitare che scoppino proteste di massa tra la popolazione musulmana, come accaduto il 29 ottobre 2023 durante un attacco antisemita all'aeroporto del Daghestan contro i profughi ebrei provenienti da Israele. 

Mosca sta intraprendendo un tentativo di bilanciamento geopolitico estremamente complesso e pericoloso in Medio Oriente. La collaborazione della Russia con l'Iran, il suo alleato più importante nella regione nonché nemico numero uno di Israele, infastidisce naturalmente Israele e lo mette in una posizione difficile. Allo stesso tempo, la Russia chiarisce di non voler assumere una posizione di leadership in quest'area, ma di voler certamente essere influente e garantire che i propri interessi economici, energetici e militari procedano senza ostacoli. L'instaurazione di relazioni diplomatiche con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti e le visite di Putin in questi Paesi ne sono un chiaro esempio. La Russia fornisce grandi quantità di armi al Medio Oriente e il perdurare di qualsiasi conflitto armato in questi Paesi arabi significa anche un ulteriore aumento della domanda di armi russe. Dopo aver interrotto le relazioni diplomatiche ed economiche con gli Stati europei e con altri Paesi che hanno imposto restrizioni economiche alla Russia, Mosca è stata costretta a cercare alleati e amici anche in Medio Oriente.

Il Medio Oriente è un'area in cui si scontrano gli interessi di tre grandi potenze esterne (Stati Uniti, Russia e Cina). Grazie alla sua importante posizione geopolitica, alle significative risorse di idrocarburi e alle rotte marittime internazionali che attraversano la regione, è sempre stata e continuerà a essere una geografia ambita dalle grandi potenze. Accanto alle altre due grandi potenze esterne, la Russia sta dimostrando al mondo intero, con passi lenti ma sicuri, che continuerà a far sentire la sua presenza in Medio Oriente in modo efficace e duraturo.