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Entropia

L'entropia è la misura dell'incertezza. 

Considerando una fonte composta da un determinato insieme di simboli, quanto più un messaggio proveniente da tale fonte risulta inaspettato (ovvero a bassa probabilità), tanta più informazione esso trasporta. Se consideriamo l'opposto, ovvero l'entropia pura, ci troviamo di fronte a una casualità totale o a una completa assenza di ordine, il che in realtà non trasmette alcuna informazione.

Se il contenuto di un messaggio è altamente prevedibile (ad esempio una fonte che invia sempre il messaggio "A"), questo messaggio non dice nulla di nuovo al destinatario, ovvero non contiene informazione. Ogni messaggio in arrivo è già noto. Qui l'entropia è bassa.

D'altra parte, se il contenuto del messaggio è ricco di simboli rari o inaspettati, ciò significa per voi una nuova informazione. Questo messaggio ha un alto valore informativo perché è inatteso. Tuttavia, finché si tratta di un evento isolato, l'entropia generale del sistema non aumenta. Si tratta solo di un aumento momentaneo di informazione, non di un aumento di entropia.

Tuttavia, se il messaggio è una sequenza di simboli completamente casuale e priva di regole (ad esempio ammassi di lettere senza senso), nemmeno questo trasporta un'informazione utile. Poiché all'interno di questa casualità non vi è una struttura o un pattern significativo. In questo caso l'entropia è al livello massimo, ma non c'è informazione significativa. Un'entropia eccessivamente alta, ovvero un flusso di messaggi completamente casuale e privo di senso (ad esempio “xy!@#q”), non produce informazione, ma rumore (noise). In altre parole, per produrre "informazione" è necessaria una sorpresa significativa.

Se pensiamo in termini di scienze sociali, in un ambiente mediatico in cui viene applicata una censura totale, si verifica una bassa entropia. Ovvero, le notizie sono troppo prevedibili. L'informazione è scarsa. Un ambiente di social media in cui tutti producono contenuti casuali contiene un'entropia molto alta. Diventa difficile trarre significato dai messaggi in arrivo. Questa situazione non porta all'informazione, ma al caos. Per un flusso informativo ottimale, un livello medio di entropia è l'ideale. In altre parole, un po' di ordine e un po' di sorpresa.

Ad esempio, il concetto di Filter bubble (ovvero “bolla di filtraggio”) che incontriamo sulle piattaforme di social media, descrive il campo visivo ristretto che si forma con il filtraggio dei contenuti da parte degli algoritmi in base agli interessi degli utenti. Qui l'entropia viene ridotta artificialmente dalla piattaforma.

In queste piattaforme vige la logica del mostrare ciò che guardi. In questo modo, l'algoritmo rende il contenuto prevedibile e ripetitivo. Questa situazione offre all'utente un'esperienza sicura e familiare, ma allo stesso tempo riduce l'entropia, di conseguenza diminuisce anche il valore dell'informazione ricevuta dal sistema. Qui si crea un paradosso: quando gli utenti si annoiano, abbandonano l'applicazione. Quindi l'algoritmo deve aggiungere un po' di sorpresa.

È qui che entra in gioco la “gestione dell'entropia”. In particolare TikTok e, in parte, YouTube Shorts, regolano i loro algoritmi secondo questo principio: “Mostra all'utente il 70% dei contenuti che ama, ma fornisci anche un 30% di contenuti casuali e imprevedibili”.

Ciò risveglia nell'utente il senso di scoperta (ovvero di ricezione di nuove informazioni). In questo modo, l'algoritmo aumenta l'entropia in modo controllato. Tuttavia, questo aumento non avviene in modo casuale, ma con contenuti a sorpresa testati in precedenza. Ovvero, non si realizza come un caos totale, ma sotto forma di sorprese gestite, cercando di mantenere alto il livello di attenzione. Questa situazione richiama la distinzione di C. Shannon nella teoria della comunicazione tra “rumore” e “informazione”. Se c'è sorpresa, c'è informazione, ma se la sorpresa si scollega dal suo significato (contesto), essa diventa “rumore”.

D'altra parte, l'entropia non influenza solo l'esperienza individuale, ma anche le modalità di accesso all'informazione da parte della società. Quando si parla di entropia eccessivamente bassa, ovvero se vedete e sentite sempre le stesse cose nei media, come accade negli ambienti mediatici censurati, ciò porta gli individui a ricevere solo contenuti unidirezionali e prevedibili. Questo crea una “aridità intellettuale” nella società. Quando invece si parla di entropia eccessivamente alta, ad esempio, l'abbondanza di disinformazione sui social media porta a risultati come l'impossibilità per gli individui di fidarsi più di alcuna informazione.

Qui, l'obiettivo per un ambiente mediatico ideale è un livello medio di entropia. Ovvero una struttura che offra diversità senza sorprendere troppo l'utente, ma abbastanza da portarlo fuori dalla sua zona di comfort intellettuale.