Nel precedente articolo ho parlato della guerra in Iran e dei suoi effetti sul turismo, sottolineando in particolare come, nel turismo estero turco, sia possibile colmare i vuoti lasciati da Iran, Israele, Libano e dai paesi del Golfo con molte destinazioni alternative; avevo inoltre promesso che avrei descritto un itinerario di crociera straordinario per i viaggiatori che hanno cancellato o posticipato i loro piani di crociera verso i paesi del Golfo.
Sì, questa settimana viaggiamo verso le rive dell'Idel, il fiume più lungo d'Europa, e tendiamo l'orecchio alle melodie dei barcaioli russi: Volga Volga!
“Ogni paese ha il suo fiume nazionale, e per la Russia è il Volga! È il fiume più lungo d'Europa, la regina dei fiumi, e io sono uno dei tanti che si inchinano davanti a sua maestà il fiume Volga...”
Il celebre scrittore e viaggiatore francese Alexandre Dumas descrisse così il Volga. Proprio come non esiste un russo che non si emozioni al solo sentire il nome del Volga, come le acque impetuose del fiume stesso, nessun viaggiatore può fare a meno di immaginare quelle eleganti navi e i gabbiani color avorio che le accompagnano scivolando sull'acqua.
Questo viaggio lungo il Volga a bordo di una nave fluviale non è solo un percorso geografico, ma anche una scoperta stratificata che si snoda attraverso la memoria culturale della Russia. La rotta del Volga funge da corridoio storico che, seguendo le vaste acque del nord, collega città, monasteri, piccoli villaggi portuali e soste circondate da foreste. Avanzando lungo questa linea, si osserva come le vie d'acqua abbiano plasmato l'assetto insediativo russo e come il commercio e la fede abbiano lasciato un segno indelebile sulle rive nel corso dei secoli. Il ritmo lento della nave fluviale, a differenza di un viaggio via terra, permette di percepire il paesaggio, l'architettura locale e i rituali in modo dilatato nel tempo.
UGLIČ SULLE TRACCE DI IVAN IL TERRIBILE:
Uglič è una delle tappe più toccanti del viaggio sul Volga. Nonostante le sue dimensioni ridotte, il suo peso storico è notevole. Attira l'attenzione con le sue chiese, l'area del Cremlino che si affaccia sulla riva del fiume e le tracce delle lotte dinastiche del passato. La Chiesa di San Demetrio sul Sangue, costruita nel luogo in cui morì all'età di 9 anni Dimitri, figlio di Ivan il Terribile, è naturalmente la più commovente tra queste.
La Chiesa di San Demetrio sul Sangue è un monumento-chiesa simbolico situato nella città di Uglič, sulle rive del Volga, dedicato a uno degli eventi più controversi della storia russa. La chiesa fu costruita in memoria di Dmitrij Ivanovič dopo la sua misteriosa morte avvenuta qui nel 1591, quando aveva appena 8-9 anni. Dmitrij era il figlio minore di Ivan IV, comunemente noto come Ivan il Terribile, e la sua morte è considerata l'inizio di una profonda crisi politica che influenzò il futuro del trono russo.
La chiesa fu costruita alla fine del XVII secolo (anni '90 del 1600) nel punto in cui si ritiene sia morto Dmitrij. La struttura riflette lo stile tradizionale del tardo periodo dell'architettura russa con le sue pareti in mattoni rossi, le cupole a cipolla blu e le decorazioni in pietra bianca. Situata sulle rive del fiume Volga, la chiesa è sia visivamente sorprendente che storicamente significativa. È uno dei simboli più visitati di Uglič. La chiesa non funge solo da monumento, ma anche da museo. All'interno sono esposte icone, affreschi e documenti relativi alla vita e alla morte di Dmitrij e all'atmosfera politica dell'epoca. Gli affreschi raffigurano gli ultimi momenti di Dmitrij e le narrazioni popolari che lo hanno santificato. Queste rappresentazioni mostrano anche come si sia formata la figura del santo bambino nella tradizione ortodossa russa.
Passeggiando per Uglič, i colori delle cupole, la trama delle antiche mura e il ritmo delle case in legno intorno alla piazza mantengono vivo il carattere di una cittadina d'epoca. Da un punto di vista accademico, Uglič è un esempio fertile per leggere il rapporto tra i modelli architettonici locali della Russia provinciale e l'architettura simbolica dell'autorità centrale.
L'ISOLA DI KIŽI E I CAPOLAVORI IN LEGNO RUSSI PATRIMONIO UNESCO:
L'isola di Kiži è la tappa più attesa dell'itinerario del Volga e il motivo non è solo la sua estetica, ma la sua originalità architettonica. Le chiese in legno qui presenti, in particolare la struttura a cupole multiple, sono tecnicamente impressionanti per essere state costruite senza l'uso di chiodi. L'isola dimostra anche che l'architettura in legno russa non è solo una tradizione estetica, ma anche una risposta ingegneristica alle difficili condizioni climatiche e di materiale. Questo sito patrimonio dell'umanità UNESCO offre un esempio concreto di maestria rurale e memoria collettiva.
Tebe del Nord: Goricy
Goricy offre un incontro più tranquillo con i suoi monasteri lungo il fiume e il tessuto dei piccoli insediamenti. Qui il ritmo della vita monastica si percepisce attraverso i giardini nascosti tra le mura di pietra, i cortili silenziosi e i sentieri che costeggiano il lago. Questo è anche un campo di osservazione per capire come le aree rurali siano state ridefinite nel periodo post-sovietico; i monasteri svolgono contemporaneamente funzioni turistiche e spirituali.
Goricy è una delle cittadine più pittoresche del Volga. È un luogo così appartato e fedele alla sua semplicità che un famoso scrittore russo lo paragonò al deserto egiziano, chiamandolo la "Tebe del Nord". Non c'è niente di più piacevole che immergersi nella graziosa semplicità di Goricy e sperimentare l'atmosfera medievale in una regione che è stata uno dei centri importanti del primo cristianesimo in Russia e che riflette quindi la vita spirituale di molti monasteri e monaci.
Mandrogi al gusto di vodka:
Mandrogi è un insediamento rivitalizzato e funge da laboratorio a cielo aperto dove vengono esposti l'artigianato tradizionale e le tipologie di case in legno. L'intaglio del legno, il tessile e l'artigianato tradizionale non sono solo esposti qui, ma presentati come una pratica viva. Questa situazione solleva anche la relazione tesa ma produttiva tra turismo e patrimonio culturale: i metodi di produzione locale vengono sia preservati che adattati al visitatore.
In realtà, la costa settentrionale del Lago Ladoga ospita molti villaggi e cittadine che hanno conservato la loro bellezza da quando il famoso imperatore russo Pietro il Grande trasferì la capitale sulle vicine rive del Mar Baltico, ma tra questi spicca senza dubbio Mandrogi, fondata sulle rive del fiume Svir. Dovreste fare una passeggiata nella cittadina verdeggiante, famosa per le sue strutture colorate, visitare i negozi di souvenir e i laboratori situati nei graziosi edifici in legno, e non dimenticate di visitare l'interessante museo della vodka.
Mandrogi, una delle tappe più interessanti della linea del Volga, attira l'attenzione non solo con la sua architettura in legno e i laboratori artigianali, ma anche con il suo piccolo ma caratteristico museo della vodka. Questo museo racconta l'avventura storica e culturale della vodka, la bevanda nazionale russa, attraverso centinaia di bottiglie, etichette e tecniche di produzione diverse. La collezione esposta copre un ampio arco temporale che va dalla Russia zarista al periodo sovietico fino ai giorni nostri; la varietà, dalle vodke aromatizzate alle produzioni regionali, vi mostra che questa bevanda non è solo un prodotto di consumo, ma anche un elemento di identità e tradizione.
La cultura russa della vodka, al di là di una semplice abitudine al bere, è una pratica sociale circondata da rituali. Tradizionalmente, la vodka si beve liscia, spesso accompagnata da "zakuska" come sottaceti, pane nero o aringhe. Il momento del brindisi porta con sé significati come amicizia, commemorazione o celebrazione e spesso inizia con un breve discorso. L'esperienza a Mandrogi non si limita a osservare questa cultura, ma vi coinvolge nel processo con sessioni di degustazione; così, il viaggio sul Volga si trasforma anche in una memoria che rimane impressa nel palato.
L'ARCIPELAGO DI VALAAM E LA SERATA DI GALA DEL CAPITANO:
L'arcipelago di Valaam è una delle tappe più suggestive del viaggio. Il riflesso della luce del nord sull'acqua e sulle rocce, unito alle fitte foreste di pini e alle strutture monastiche, crea un potente paesaggio spirituale. Il complesso monastico è stato per secoli il centro del ritiro, della preghiera e della vita in armonia con la natura. Oggi è una sosta introspettiva sia per i pellegrini che per i viaggiatori culturali.
Alla fine si arriva a uno dei momenti più eleganti del viaggio fluviale sul Volga: la serata di gala del capitano organizzata a bordo. La serata, che inizia con i riflessi dorati del tramonto sul fiume, si trasforma quasi in un rituale quando i passeggeri riempiono il salone con abiti eleganti. Il breve ma sincero discorso del capitano unisce viaggiatori provenienti da diversi paesi in un'esperienza comune; i piatti locali, la musica dal vivo e i balli che seguono aggiungono una calda vivacità alla notte. Questa serata speciale, in cui la distanza tra l'equipaggio e i passeggeri scompare, costituisce un finale indimenticabile che fa sentire come il viaggio lungo il Volga non sia solo geografico, ma, come ho detto, anche una condivisione sociale e culturale.
Sebbene le navi fluviali del Volga inizino generalmente i loro viaggi a maggio e continuino per tutta l'estate, consiglio il periodo di giugno-luglio, che coincide con le Notti Bianche. Durante il periodo delle notti bianche, il fiume Volga diventa un palcoscenico affascinante che sospende quasi lo scorrere del tempo. Il sole non scende completamente sotto l'orizzonte e la notte esiste con un crepuscolo soffuso invece dell'oscurità. Mentre le navi che scivolano sulla superficie del fiume avanzano silenziosamente in questa luce dorata pallida, le cupole delle chiese e le sagome delle foreste sulle rive ricordano un quadro nebbioso. La luce che rimane nel cielo anche a notte fonda crea una sensazione di sospensione tra il sonno e la veglia. Durante questo fenomeno naturale unico, il Volga diventa un paesaggio poetico scritto con la luce piuttosto che una via d'acqua. Devo dirlo ancora: viaggiare è un'arte. E questo momento sul Volga ne è uno degli esempi più eleganti.
Prima e dopo il viaggio sul Volga, è possibile visitare Mosca e San Pietroburgo, città importanti e preziose della Russia. Valuteremo queste due città in un altro articolo da una prospettiva che va ben oltre i loro percorsi classici.
Il viaggio sul Volga non è solo la somma dei luoghi da vedere; offre una cornice affascinante per comprendere il tempo di riflessione fornito dal viaggio lento, i significati multiformi dell'architettura rurale e la relazione che la geografia culturale della Russia ha stabilito con le sue vie d'acqua. Per coloro che viaggiano con interesse accademico, oltre alla guida degli storici russi, la morfologia degli insediamenti, le tipologie architettoniche e le continuità culturali sono notevoli; per i viaggiatori boutique, il ritmo dell'artigianato, della natura e della vita quotidiana lascia un segno indelebile. I giorni trascorsi su una nave che avanza sul Volga creano un'esperienza in cui lo spazio non viene solo visto, ma anche lentamente analizzato.
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