Non aveva iniziato a scrivere la sua opera cult, destinata a diventare un libro da tenere sul comodino non solo per i viaggiatori ma per tutti i progettisti di viaggi professionisti, seduto a una scrivania, bensì sulle rive di un fiume del tempo, polveroso e accumulato nei secoli. Davanti a lui non c'era una sola strada, né un'unica epoca; le impronte dell'umanità si intrecciavano, alcune pietrificate, altre disperse dal vento. Lui, invece, si mise a raccoglierle con una pazienza quasi cerimoniale, come se volesse tastare ognuna di quelle tracce con la punta delle dita.
Trascorreva ogni mattina come se fosse in piedi davanti a una grande mappa: una mappa che, più che continenti e oceani, mostrava le pieghe della curiosità, i corridoi oscuri delle migrazioni, quei primi passi coraggiosi mossi verso i volti invisibili del mondo. Chi portava avanti la scrittura non con la fredda moderazione di uno storico, ma con il battito cardiaco di un viaggiatore, non era altri che Löschburg.
Il viaggio non era forse, in fondo, la domanda più antica dell'umanità? Partire... essere curiosi... cercare l'ignoto... Lo storico tedesco Winfried Löschburg ha dato una risposta a questa domanda antichissima nella sua celebre opera "Storia culturale del viaggio". Il viaggio non era solo un inventario dei percorsi compiuti; era una mappa poetica di come lo spirito umano sia migrato nei secoli, di come sia cambiato e di come si sia trasformata la visione del mondo.
Sì, il viaggio è iniziato con la curiosità. A un certo punto, i mercanti si resero conto che nel mondo esistevano persone diverse, culture diverse e, soprattutto, un patrimonio completamente differente. In altre parole, il processo di scoperta del mondo da parte dell'umanità è emerso attraverso viaggi che avevano come base il commercio. I primi grandi viaggi di esplorazione iniziarono con l'invenzione della ruota. Così, le descrizioni geografiche dell'Antica Grecia si mescolarono ai viaggi organizzati dei Romani. Le prime rotte commerciali e di trasporto costruite migliaia di anni prima, dalla Mesopotamia all'Egitto e alla Valle dell'Indo, si stavano ormai evolvendo nelle strade più avanzate del mondo antico, come la "Via Appia" di Roma. Queste strette strade lastricate del Medioevo iniziarono a essere percorse, oltre che dai mercanti, anche da pellegrini, giocolieri e cavalieri. La cultura del viaggio aveva trovato posto nella vita di diverse classi sociali.
Con il Rinascimento, i primi viaggi di esplorazione aumentarono. I ricchi gentiluomini e le nobildonne delle facoltose famiglie europee, insieme ai giovani aristocratici, in gran parte inglesi, diedero inizio ai primi viaggi programmati a scopo estetico e culturale, che sarebbero stati chiamati "Grand Tour". Il Grand Tour, una tradizione di lunghi viaggi a scopo educativo e culturale diffusa in Europa soprattutto nel XVII e XVIII secolo, era un'esperienza che poteva durare mesi o addirittura anni, intrapresa per vedere dal vivo la cultura classica, l'arte e la storia. I viaggiatori, visitando in particolare territori come l'Italia, la Francia e la Grecia, apprendevano in loco il patrimonio dell'Antica Grecia e di Roma, acquisendo conoscenze di pittura, scultura e architettura; queste esperienze conferivano loro anche uno status sociale e un prestigio intellettuale. Per i giovani dell'élite, in quel periodo, il viaggio culturale in Europa era l'unica cosa da fare come fase finale della propria istruzione.
Dopo l'epoca del Grand Tour, con la rivoluzione industriale, il viaggio si evolveva verso un'altra dimensione. Venivano inventati i piroscafi e i treni, e lo spirito romantico dei viaggiatori rinascimentali svaniva lentamente. Verso la fine del XIX secolo, quando il rumore del motore delle prime automobili iniziò a risuonare sulle strade, sarebbe emerso un concetto di viaggio completamente diverso. Le persone non partivano più per viaggiare, ma per arrivare da qualche parte. Goethe, vissuto nel periodo in cui si incrociavano l'Illuminismo e il Romanticismo e che ha lasciato il segno in quest'epoca con le sue opere e i suoi studi scientifici, avrebbe pronunciato proprio in quel momento la sua leggendaria frase, invitando nuovamente i viaggiatori a quel vecchio spirito di scoperta:
"Il viaggiatore non viaggia per arrivare, ma per scoprire".
Oggi la cultura del viaggio continua a evolversi. Nel mondo moderno le dinamiche del viaggio cambiano, accelerano e il turismo continua a svilupparsi diventando una grande industria a livello globale. Ormai siamo in grado di compiere in poche settimane, o addirittura in pochi giorni in aereo, i viaggi che i viaggiatori del Rinascimento e del XIX secolo, come Madame Carla Serena, o i viaggiatori medievali come Ibn Battuta, potevano impiegare un quarto di secolo a completare. Ma possediamo lo stesso spirito di scoperta o lo stesso romanticismo del viaggiatore? Siamo tra coloro che viaggiano per arrivare in un posto o tra quelli che partono per scoprire, come diceva Goethe?
È possibile tornare a quello spirito con viaggi in cui il contenuto è costituito da progetti turistici esperienziali, piuttosto che da una concezione del viaggio plasmata dal mondo moderno. È possibile vivere viaggi di scoperta con una mentalità che pianifica ogni viaggio con l'entusiasmo e la meticolosità di un artista per la propria opera, vedendo ogni spostamento non come una gita ordinaria, ma come una scoperta creativa e una nuova opera. È possibile non solo vedere, ma diventare parte di una storia vera. Per questo devo dirlo: Viaggiare è un'arte.
D'ora in poi parleremo dell'arte del viaggio ogni domenica nella rubrica di viaggi di 12punto. Non sarà un "mangiamo qui, restiamo lì, visitiamo questo, vediamo quello"; sarà un incontro culturale in cui apriremo le porte dei sette continenti per diventare parte della vita locale, in cui fonderemo la geografia con la filosofia e il viaggio con l'arte. Per ora, arrivederci.
I piu letti
Emergono i messaggi tra Haluk Levent e la sua assistente Yeliz Kaya
La professoressa Emel diventerà una volontaria TEMA non appena uscirà!...
Dal Corano sulle lance al versetto sullo striscione: Sii retto come ti è stato ordinato
L'intervento di Kemal Okuyan su Haluk Levent fa discutere
'Vi sono piaciuti gli omaggi, vero?'
L'articolo di mesi fa di Fatih Altaylı torna d'attualità
Svelato il piano di fuga all'estero di Haluk Levent
Gazzetta Ufficiale / 6 - 12 luglio 2026
Ordine di custodia cautelare per Ece Güner nell'ambito dell'inchiesta su Ahbap
Le ciliegie che hanno mangiato sono state fatali!