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Anatomia del proletariato sintetico - 2

La scorsa settimana abbiamo definito il concetto di "proletariato sintetico", ovvero la condizione in cui l'essere umano viene espropriato attraverso i propri stessi dati. Il concetto di proletariato sintetico è una tragica mutazione, accelerata dall'intelligenza artificiale nel contesto della sorveglianza e del capitalismo delle piattaforme, di quella definizione di "prosumer" (produttore-consumatore) che Alvin Toffler aveva teorizzato negli anni '80 con una prospettiva ottimistica. Questa settimana tracceremo la mappa digitale di questo proletariato sintetico. 

1° Livello: Lavoratori fantasma

I lavoratori fantasma, che ripuliscono i dati traumatici affinché l'intelligenza artificiale (AI) appaia umana, costituiscono la categoria che opera in fabbriche invisibili, svolgendo il lavoro emotivo più gravoso, con le retribuzioni più basse e garantendo l'igiene del sistema algoritmico. Secondo i dati emersi nel 2023, aziende come OpenAI (ChatGPT) e Invisible Tech hanno pagato lavoratori in Kenya e Thailandia tra 1,32 e 2 dollari l'ora per addestrare i propri modelli e filtrare i contenuti tossici. I lavoratori fantasma sono stati costretti a etichettare i contenuti più pesanti, dagli abusi sui minori alle descrizioni di torture. 

2° Livello: Lavoratori dei segnali digitali 

La massa che costruisce la logica degli algoritmi, etichettando il mondo per loro. Ad esempio, nelle Filippine e in Venezuela, migliaia di giovani hanno lavorato per 15 ore al giorno sulla piattaforma Remotasks della società Scale AI, tracciando linee stradali, segnali di traffico, pedoni o etichettando immagini affinché i veicoli autonomi potessero "vedere" il mondo. 

3° Livello: Lavoratori del click e micro-tasker 

In questa categoria rientrano le vaste masse che generano dati attraverso i test "Non sono un robot" per verificare l'accuratezza degli algoritmi, nonché i lavoratori della gig-economy, precari, pagati a cottimo e costantemente valutati da un manager algoritmico. Qui troviamo milioni di lavoratori globali che, sotto l'etichetta di "crowdsourcing" come Amazon Mechanical Turk (MTurk), compilano sondaggi che durano pochi secondi o trascrivono registrazioni audio, oltre ai valutatori di annunci che lavorano da casa per migliorare i risultati di ricerca di Appen, Telus, Google e Meta.

4° Livello: Fornitori di materia prima di contenuti (Lavoro collettivo volontario)

La maggioranza che rende Internet ciò che è, ma il cui lavoro viene trasformato in dati e nazionalizzato. Grandi masse il cui lavoro è nascosto sotto l'etichetta di "utente" e che hanno ceduto la proprietà della loro produzione culturale collettiva ai proprietari delle piattaforme. La vendita dei valori che produciamo come comunità è un esempio di "recinzione" (enclosure) dell'espropriazione digitale. La vendita dei dati di comunità che hanno condiviso informazioni gratuitamente per anni da parte dei proprietari di piattaforme come Reddit e Stack Overflow a Google e OpenAI, o l'utilizzo da parte di Elon Musk dell'intero storico della piattaforma X per addestrare la propria intelligenza artificiale Grok, ne sono esempi lampanti.

5° Livello: Furto di lavoro creativo ad alta qualificazione

Il furto dello stile di artisti, scrittori e accademici. Professionisti il cui capitale cognitivo viene svalutato dopo essere stato copiato dalla macchina. L'utilizzo delle immagini dei fotografi da parte di Adobe Stock e Getty Images per addestrare modelli di generazione di immagini senza autorizzazione, e la concessione in licenza ad OpenAI degli archivi di notizie prodotti per anni dai giornalisti da parte di gruppi mediatici globali (Axel Springer, News Corp, ecc.), sono gli esempi più recenti.

Dal punto di vista dell'economia politica, il punto più critico e ironico è che il capitale dell'AI ha bisogno di dati umani organici. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature da ricercatori delle università di Oxford, Cambridge e Toronto, quando un modello di AI viene addestrato con l'output di un altro modello, dopo poche generazioni dimentica la realtà e inizia a produrre assurdità. Questa è la legge dei rendimenti decrescenti informativi dell'economia digitale. Qui emerge il potere nascosto del proletariato sintetico: quando il lavoro umano diminuisce o viene completamente eliminato, le piattaforme di produzione di AI si trasformano in discariche digitali. In altre parole, ironicamente, per poter continuare a esistere, l'AI ha un disperato bisogno di quel lavoro umano organico che sfrutta. 

In breve, dietro la vetrina scintillante dell'era dell'AI, c'è un proletariato sintetico che cresce strato dopo strato. Una catena del lavoro globale che va dai lavoratori fantasma dei dati, che insegnano all'AI i confini etici rendendola buona e intelligente, ai produttori volontari di dati, fino all'espropriazione del lavoro creativo e collettivo. Questo quadro, che sullo sfondo presenta traumi psicologici, bassi salari, l'usurpazione della proprietà intellettuale comune, il furto di stile, creatività, originalità e talento, mostra la sistematica ri-mercificazione della conoscenza e del lavoro umano nell'era del colonialismo dei dati, delle recinzioni digitali e del capitalismo delle piattaforme.

Quale linea di difesa può essere costruita contro la forma che Negri definisce "lavoro immateriale", che si unisce al "precariato" di Standing per l'AI e il sistema di AI, di fronte alla sintetizzazione della forma di esistenza sociale del lavoro nell'universo di simulazione di Baudrillard? Fermare l'espropriazione cognitiva e riprendersi la sovranità sui dati è solo un sogno?