La politica energetica della Turchia riguardo al nucleare, riaprendo il capitolo, adimostra che la mentalità statale agisce ancora con i riflessi del vecchio mondo, gmostra. Eppure il bisogno di questo paesenonsono progetti su larga scala, centralizzati e con un coefficiente di rischiomoltoelevato; al contrario,è necessario che la produzione sia localizzata,in modo che ogni famiglia e ogni azienda possa produrre la propria elettricità in grado diprodurre, con un carico di distribuzione alleggerito,un'architettura energetica.
Il nucleare non risolve il vero problema della Turchia. Inoltre, la geografia, la cultura del controllo, il rischio sismico e i calcoli dei costiquando si mettono insieme, il nucleare smette diessere la risposta giusta. Il futuro dell'energia non passa per le grandi centrali, ma per una rete composta da micro produttori. La Turchiadeve puntare suquesto. La svolgersial nucleare, significarimanere ancoratialle soluzionidi un'altra epoca.
NInsistenza sul nucleare e nuovi accordi
Le recenti dichiarazioni, mostrano che il paese, invece di fare un passoindietro in questo campo, si è orientato verso nuovi accordilo dimostra.I contatti avviati con TerraPower stanno creando un certo interesse per i piccoli reattori modulari.LaTurchia punta a installareunapiccola capacità nuclearedi 5.000 MW entro il 2050.
Sulla carta Il fascino di questi reattori, che all'apparenza sembrano moderni, compatti e sicuri, è certamente comprensibile.Tuttavia, la tecnologia nucleare, indipendentemente dalle sue dimensioni, non comporta solo una grande entità di rischio che emergesolo nei primi secondi; il vero proil secolo successivosi estende. Per questomotivo il nucleare,è una questione troppo seria per essere mascherata da obiettivo energetico a breve termine.
La zona diesclusione centenariadi Chernobyl
Il dibattito sul nuclearenel dibattito, ilpunto trascurato è proprio questo: una centrale non è pericolosa solo il giorno in cuiesplode.Chernobyl ne è l'esempio più drammatico.Laregione è ancora sregistra perdite, ci sono ancora zone isolate, si stanno ancora calcolando gli effetti ecologici e biologici.
Un incidente nucleare non è solo un disastro di poche ore; almeno per dun obbligoeconomico, ambientale e sociale che dura cent'anni. Inoltre, in una geografiacome quella turca, attraversata da linee di faglia,assumersi questo rischio non può essere spiegatocon la prudenza, ma con un eccessodi sicurezza.
Bill Gates e il sogno dei piccoli reattori
Non è un caso che sentiamo spesso il nome di Bill Gates in questo dibattito. Dopo la sua eredità in Microsoft, si è posizionato come una figura che cerca soluzioni ai problemi globali. Seguo i suoi progetti da molto tempo; dai modelli di business dell'era Windows alla sua competizione con Steve Jobs la sua linea è sempre stata apertachiara, netta e orientataa ottenere risultatinon lo era.
Gli anni in cui sua madre lo affidò a Warren Buffett furono unagrande occasione. Tuttavia, il successivo processo didivorzio, il ritiro dalle azioni Microsofti, i successi limitati ottenuti nelle iniziative per l'acqua pulita e i vaccini in Africa dimostrano che le prestazioni di Gates nei progetti su larga scalanon rappresentano una storia di successocoerente.
Tramite la conferenza stampa in Turchia, ho avuto l'opportunità di osservarlo da vicino come seconda persona a porre una domanda. In quel momentoimportanza e oggi sono allo stessopunto: Bill Gates può essere molto intelligente, ma in un settore ad alto rischio come quello energetico non è unaguida affidabile.Non
èuna soluzione presentare i piccoli reattori modulari comeè per questo motivo un tema che va affrontato con cautela. La tecnologia può essere impressionante, ma in unequazione complessa come quelladel nucleare, il problema non è la tecnologia, bensì l'essere umano e lagestione.
L'avvertimento nucleare di AsimovIsaac Asimov, nelle sue opere che mettono al centro l'
energia nucleare, haspesso evidenziato i rischi legati aIn uno dei suoi racconti brevi, l'approccio dell'umanitàall'energianucleare viene descrittoattraverso unaosservazionefolgorante.r:
“Gli esseri umani pensano dicontrollare il potere; eppure il potere costringe gli esseri umania prendere decisioni che non vorrebbero prendere.”
Asimov, ildilemma creato dalnucleare lo ha descritto anni fa.società.
– Da un lato la promessa di un'energia illimitata–
– Dall'altro la possibilità di un errore che paralizzerebbe la civiltà––
Un singolo sbaglioogni passo, bloccando un intero secolo. L'avvertimento di Asimov oggi èpiù valido di ieri.
Turchia Per il Modello EnergeticoCorretto
L’effettivo fabbisogno energetico della Turchiaè chiaro:
Una struttura decentralizzata, indipendente e cheriduca al minimo il carico di distribuzione.
SoleIl costo dell'energia solare èmolto più economico del nucleare. Il potenzialefotovoltaico sui tetti ècosì elevato da potercoprire persino la produzione elettricaannuadella Turchia. I progressi nelle tecnologie eoliche e di stoccaggioanche gli sviluppi consolidano rapidamente il quadro.
I paesi che si orientano verso questo modellostanno facendo grandi passi avanti verso l'autosufficienza energetica.LaTurchia, invece, continua a investire in strutture grandi efragili, rendendo il proprio futuro energetico "dipendente da un unico punto".
Lamotivazione della Turchia a orientarsi verso la tecnologia nucleare è comprensibileraggiungibile; ma non è corretto.
– Per questa geografia i rischi sono elevati.
– Per questa economia i costi sono onerosi.
– Questo il futuro energetico del paese è un modello sbagliato.
– Per questa struttura sociale la cultura della sicurezza è insufficiente.
– Questo sdavantiall'era attuale, il nucleareè una soluzionedel passato.I piccoli reattori di Bill Gates
rappresentano l'insistenza non significa che la Turchia possa stabilire una linea di sicurezza in questo campo. Come disse Asimov anni fa: Se l'energia ègrande, anche l'errore ègrande.
Il futuro della Turchiananche nel nuclearenon è così; ma nelle milioni di famiglie che producono la propria elettricità, nelleimprese e nei sistemi energetici localizzati. La vera rivoluzione dell'energiarisiede lì. Una situazione simile è iniziata per l'acqua con i progetti sulle acque grigie, chesecondo me è una decisione moltocorretta. SempreCome hodetto, i sistemi centralizzatisono sia costosi che inadatti alle possibilità di quest'epoca.
Veniamo alla storia di Asimov. Il motivo per cuinon dovremmo usare il nucleare sulla Terraè spiegato da Asimov nel racconto "Silly Asses" attraverso la bomba atomica e la sua narrazie. Ilnucleare non è da meno.
Silly Asses (Sciocchi)
Naron apparteneva alla longeva razza dei Rigel ed era il quarto membro della sua famiglia a tenere i registri galattici. Naron possedeva un grande registrodove annotava tutto.I. In questo venivano registrate le numeroserazze che si sviluppavano nelle galassie. In un taccuino piùpiccolo, invece, venivano segnate le razze che,maturando, ottenevano il diritto di entrare nella Federazione Galattica. Nelgrande registro, alcuninomi erano cancellatierano. Perché loro avevano fallito per una ragione o per l'altra. A ciò contribuivano fattori come la sfortuna, difetti biofisici/biochimici e l'incapacità di adattarsi alla società. Ma nessun membro i cui nomierano stati annotatisul piccolotaccuino era stato cancellato fino ad allora.Mentre un messaggero si avvicinava, anche Naron, un individuo imponente ed estremamente anziano, sollevò la testa.
Il messaggero disse: “Naron. Essere supremo!”
“Beh, cosa c'è? Metti da parte questa cerimonia!”
“Un altro gruppo di organismi ha raggiunto la maturità.”
“Fantastico! Fantastico! Ora maturano piùvelocemente. Non passaun anno senza che abbiamo un nuovo membro.Allora, chi è questo gruppo?”
Il messaggero, il codice della galassia e il suoha fornito le coordinate del suo mondo interiore.
Naron disse: “Ah”. “Conosco quel mondo”. E con una grafia elegante scrisse il suo nome sul grande registro.I. Poi losegnò anche sul taccuino. Poiché eraconsuetudine,usava il nome dato da quella societàpiù numerosa del pianeta. Naron scrisse: “Terra…”
“Queste nuove creature hanno stabilito un record”, disse. “Nessun altrogruppo ha raggiuntouna maturità razionale così non è passato in fretta. Spero che non ci sia stato un errore.”
Il messaggero rispose: “Nessun errore, signore”.
“Hanno imparatol'energia termonucleare, vero?”
“Sì, signore.”
“Bene, anche questa è la nostra misura.” Naron rise. “E presto arriveranno con le astronavi e si metteranno in contatto con la federazione.”
Il messaggero, riluttante, mormorò: “Mio grande signore,”. “Inostri osservatori hanno riferito che loronon si sono ancora avventurati nello spazio.”
Naron rimase sorpreso. “Comnon sono stati aperti? Non hanno nemmeno una stazione spaziale?”
“Ancora no, signore.”
“Ma dato che hanno poteri termonucleari… Dove vengono condotti gli esperimenti e le esplosioni?”
“Sul loro pianeta, signore.”
Naron, alto sei metri, si alzò in piedi e chiese con unruggito: “Sul loro pianeta?”
“Sì, signore.”
Naronlentamente la sua penna tiròfuori perl'ultimo passo che aveva scrittosul piccolo taccuino cancellò. Non era qualcosa che si era vistofino ad allora. Ma Naron era un essere molto intelligente e, come tutti nella galassia, quelrisultatoinevitabile che vedvista.
Naron borbottò: "Stolti...".
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