Lo scrivo da anni: se siete un marketplace, non siete solo una fiera che elenca prodotti, ma dovete anche avere la pretesa di garantire per quei prodotti. Perché l'utente non acquista il prodotto che vede sul marketplace, ma il marchio del marketplace stesso. Rivolge a voi la sua fiducia, la sua lealtà e i suoi reclami. Ai suoi occhi, non è il venditore a essere responsabile, ma voi. Questo è uno degli inevitabili test etici del digitale.
Per me, questa questione non è solo una discussione teorica. Anni fa ho chiuso il mio account su Yemeksepeti a causa di un problema che ho riscontrato e non l'ho mai più riaperto. Perché un sistema che si definisce intermediario, ma che cerca di sottrarsi alle conseguenze del processo in cui si inserisce, mina la fiducia. Allo stesso modo, a causa di un'esperienza spiacevole con l'applicazione BiTaksi, ho abbandonato completamente quel sistema e non l'ho più utilizzato. Il vero banco di prova per i marketplace è l'atteggiamento che mostrano nel momento in cui si verifica un errore. Se sei un intermediario, se sei un ponte, devi essere solido.
Ora Amazon ha fatto un passo importante in questo senso. Con il suo nuovo servizio chiamato "Buy for Me", offre ai suoi utenti la possibilità di acquistare prodotti che hanno apprezzato su altri siti direttamente tramite la sua applicazione. Non si limita a fornire un link; acquista direttamente il prodotto al posto vostro. Accede al sito di terze parti, effettua l'ordine, gestisce il pagamento e poi presenta l'intero processo all'utente in modo tracciabile.
Cosa significa questo? Significa che Amazon non si limita più a cercare il prodotto per voi, ma prende anche la decisione di acquisto al vostro posto. Questo lo rende ormai un "consulente per gli acquisti" o un "porto sicuro". Accetta di gestire rischi come la garanzia, i resi e i dettagli logistici. E lo fa per prodotti che non sono nel suo magazzino.
Questa mossa è uno degli esempi più chiari in cui Amazon unisce la sua potenza tecnologica alla responsabilità etica. Non è solo facile da usare; indica anche un assetto sistematicamente equo. Certo, i processi di reso potrebbero essere ancora nelle mani di venditori terzi, ma il fatto che Amazon acquisti quel prodotto per vostro conto è la prova che non vi lascia fuori dal sistema.
Per qualcuno come me, che si occupa di questo tema da molto tempo, questo sviluppo è sia un passo verso la direzione giusta, sia un esempio che fa dire "la via della ragione è una sola". Bisogna congratularsi apertamente con Amazon per questo approccio. Perché la tecnologia da sola non ha significato; ciò che conta è come la si usa, a quali problemi si cerca di dare soluzione e, in definitiva, quanto si protegge l'utente.
Spero che questo approccio ispiri anche altre piattaforme. Perché gli utenti non cercano più solo velocità e varietà, ma garanzia e fiducia. La vera concorrenza non sta nell'offrire "il prezzo più basso", ma nell'essere "il più affidabile".
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