Le elezioni sono un elemento imprescindibile e un prerequisito della democrazia. Per secoli, l'umanità si è sforzata di ottenere una forma di governo in cui i cittadini potessero determinare i propri leader. Le elezioni non rappresentano un sistema statico nella vita delle società, bensì uno dinamico.
L'accesso equo alle informazioni elettorali per ogni elettore senza distinzioni, l'esercizio del voto secondo la propria libera volontà e la parità di opportunità per tutti i partiti e i candidati partecipanti sono i criteri più importanti per un'elezione legittima.
È noto da tempo che in Turchia le elezioni non si svolgono secondo i principi di democraticità, libertà, equità e onestà. Anche i rapporti redatti da organizzazioni indipendenti di osservazione elettorale confermano questa situazione.
Se lasciamo da parte la mancanza di pari opportunità e la propaganda basata su minacce e ricatti, la sfida più importante nelle prossime elezioni sarà garantire la sicurezza delle urne.
In particolare nelle zone rurali, è diffusa la pratica del voto multiplo (ripetuto) e del voto illegittimo al posto di soldati, detenuti negli istituti penitenziari, persone interdette o private dei diritti civili, che non avrebbero diritto al voto.
Mentre è un fatto noto che si sia votato al posto di cittadini deceduti o emigrati dopo il terremoto del 6 febbraio 2023, è indiscutibile che anche la presenza di immigrati e rifugiati crei preoccupazioni in termini di sicurezza delle urne.
Inoltre, nei villaggi, è una pratica comune che le donne non votino personalmente, ma che lo facciano il marito, il padre o il fratello al posto loro. In passato, quando chiesi a mia madre per chi avesse votato in un'elezione, rimasi molto sorpreso quando mi rispose di chiedere a mio zio.
Sebbene l'"inchiostro elettorale" fosse un metodo che avrebbe potuto eliminare, almeno in parte, queste criticità o fungere da deterrente, tale pratica è stata abbandonata.
Il Sistema Informativo Elettorale (SEÇSİS), introdotto nel nostro Paese dopo le elezioni parlamentari del 2007, è un sistema informatico in cui vengono raccolti, prodotti, archiviati, rendicontati e condivisi con le parti interessate tutti i tipi di dati, informazioni e documenti relativi alle elezioni.
Il fatto che le fasi di voto e di scrutinio nel SEÇSİS siano incentrate sull'intervento umano comporta rischi per la sicurezza durante le operazioni ai seggi.
I comitati elettorali distrettuali caricheranno i risultati elettorali e i verbali scansionati e firmati nel SEÇSİS, e i partiti politici e i candidati potranno accedere a questi dati tramite il Sistema di Condivisione dei Risultati Elettorali (SSPS).
Ricordo ancora un episodio di quando prestavo servizio presso l'Alto Consiglio Elettorale: quando dissi a una delegazione elettorale proveniente dall'Iraq che, grazie al sistema di gestione elettorale chiamato SEÇSİS, i risultati sarebbero stati ottenuti in tempi brevissimi, i membri della delegazione iniziarono a ridere dicendo: "Il vostro sistema è lento, nel nostro Paese i risultati elettorali si conoscono un mese prima delle elezioni".
Per anni, sia il pubblico che i partiti politici e i candidati hanno sospettato che venissero commessi brogli nei computer e negli strumenti di comunicazione. Tuttavia, solo durante le elezioni amministrative del 2019 si è compreso che i veri brogli avvenivano ai seggi e che venivano compiute operazioni in grado di influenzare i risultati durante il caricamento dei verbali scansionati e firmati nel SEÇSİS; di conseguenza, garantendo la sicurezza ai seggi, è stato possibile ottenere risultati elettorali corretti.
Per questo motivo, nelle elezioni amministrative che si terranno il 31 marzo 2024, è fondamentale che tutti gli scrutatori e i rappresentanti di lista monitorino le operazioni di scrutinio e conteggio dei voti e verifichino che i risultati dei seggi riflettano correttamente i risultati generali.
Se la sicurezza delle urne non viene garantita e le operazioni ai seggi non vengono condotte in modo corretto, non sarà possibile parlare di elezioni eque e oneste.
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