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Freno costituzionale al sistema di governo presidenziale

Dopo il passaggio al sistema di governo presidenziale, con il decreto presidenziale n. 1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30474 del 10 luglio 2018,sono state introdotte disposizioni contrarie alla Costituzione e alle leggi.

Il CHP ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per l'annullamento di alcuni articoli di tale decreto e il Consiglio di Stato (Danıştay), attraverso il suo Consiglio delle Sezioni per le controversie amministrative, ha presentato un'istanza di opposizione.

La Corte Costituzionale, nella Gazzetta Ufficiale n. 32473 del 27 febbraio 2024, pubblicata con la sentenza del 26.10.2023, n. E=2018/118, K=2023/180 ha deciso in merito a tali ricorsi, annullando 37 articoli del Decreto Presidenziale n. 1 e concedendo al governo un periodo di nove mesi per provvedere alla regolamentazione tramite legge. 

Nella sentenza, che funge da lezione di Diritto Costituzionale, è stato "particolarmente sottolineato che il Presidente ha ecceduto i propri poteri emanando decreti presidenziali in molte materie che avrebbero dovuto essere regolate per legge, in particolare per quanto riguarda i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione" è stato specificamente evidenziato. 

Nel 17° comma dell'articolo 104 della Costituzione, che definisce i poteri del Presidente, si afferma: "Il Presidente può emanare decreti presidenziali su questioni relative al potere esecutivo. I diritti fondamentali, i diritti e i doveri della persona previsti nella prima e nella seconda sezione della seconda parte della Costituzione, nonché i diritti e i doveri politici previsti nella quarta sezione, non possono essere regolati da decreti presidenziali. Non possono essere emanati decreti presidenziali su materie che la Costituzione riserva esclusivamente alla legge. Non possono essere emanati decreti presidenziali su materie già espressamente disciplinate dalla legge. In caso di disposizioni contrastanti tra un decreto presidenziale e una legge, si applicano le disposizioni di legge. Nel caso in cui la Grande Assemblea Nazionale di Turchia emani una legge sulla stessa materia, il decreto presidenziale perde la sua validità" è prevista la disposizione.

Nonostante la disposizione costituzionale estremamente chiara, quasi il potere legislativo della Grande Assemblea Nazionale Turca è stato usurpato, escludendo l'organo legislativo dalle materie che dovrebbero essere regolate per legge e procedendo invece tramite decreti presidenziali.

Le principali di queste regolamentazioni, effettuate superando i limiti dell'autorità, sono: "la nomina del personale alla Presidenza, la regolamentazione dei salari, l'assegnazione di giudici e pubblici ministeri presso la Presidenza, la raccolta di informazioni sui dirigenti di alto livello, il conferimento al Ministero dell'Ambiente e dell'Urbanistica di poteri appartenenti ai comuni" e tali disposizioni sono state annullate dalla Corte Costituzionale.

Sebbene l'articolo 128 della Costituzione stabilisca che le nomine, gli stipendi, le indennità e le altre questioni relative allo status dei funzionari pubblici e degli altri dipendenti statali debbano essere regolati per legge, la nomina, le qualifiche e la regolamentazione dei salari del personale da impiegare presso la Presidenza sono state effettuate tramite decreto.

Questa situazione ha eliminato la trasparenza riguardo alla nomina, alle qualifiche e ai diritti finanziari del personale della Presidenza, lasciando senza risposta le domande poste. 

L'articolo 140 della Costituzione stabilisce che la nomina e le altre questioni relative allo status di giudici e pubblici ministeri devono essere regolate per legge in conformità con i principi di indipendenza della magistratura e di garanzia dei magistrati, e che giudici e pubblici ministeri non possono assumere alcun incarico pubblico o privato diverso da quelli specificati dalla legge; l'articolo 159, invece, attribuisce il potere di nomina, le funzioni e le competenze di giudici e pubblici ministeri al Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri ed è stato conferito. 

Tuttavia, con un decreto, al Presidente è stato conferito il potere di assegnare giudici e pubblici ministeri alla Presidenza. L'assegnazione di giudici e pubblici ministeri alla Presidenza come se fossero comuni funzionari amministrativi è incompatibile con l'indipendenza e l'imparzialità della magistratura; anche questa disposizione è stata annullata dalla Corte Costituzionale.

Un'altra disposizione del decreto annullata dalla Corte Costituzionale riguarda la raccolta di informazioni sui dirigenti di alto livello.

Nonostante l'articolo 13 della Costituzione stabilisca che i diritti e le libertà fondamentali possono essere limitati solo per i motivi specificati negli articoli pertinenti della Costituzione e solo tramite legge, senza violarne l'essenza, "la riservatezza della vita privata" il diritto è stato limitato dal decreto presidenziale e la protezione dei dati personali relativi ai dirigenti di alto livello è stata eliminata.

Un'altra importante disposizione del decreto annullata è il Ministero dell'Ambiente e dell'Urbanizzazionel'attribuzione dei poteri appartenenti ai comuni a quest'ultimo.

La Corte Costituzionale non ha ritenuto conforme alla Costituzione il trasferimento dal potere dei comuni al Ministero dell'Ambiente e dell'Urbanizzazione delle competenze relative a studi, mappe, piani di assetto territoriale, piani regolatori generali e attuativi di ogni tipo e scala, piani di lottizzazione, permessi di costruzione e certificati di agibilità, nonché licenze di apertura e di esercizio per le attività commerciali.

Disciplinato dal quinto comma dell'articolo 127 della Costituzione, "il potere di tutela amministrativa" costituisce un'eccezione all'autonomia riconosciuta e garantita agli enti locali ed è un potere eccezionale che deve essere esercitato nel quadro della legge. 

Di conseguenza, il potere di determinare l'ambito e i limiti di tale autorità spetta al legislatore, a condizione che rimanga entro gli scopi e il quadro definiti dalla Costituzione. 

È stato inoltre ritenuto incostituzionale l'uso di decreti per regolamentare materie che, a causa di un abuso del potere di tutela amministrativa, finirebbero per annullare l'autonomia dei comuni e la capacità di soddisfare adeguatamente le esigenze locali. 

Nella sentenza di annullamento della Corte Costituzionale, viene sottolineato in particolare che le questioni che regolano i rapporti tra le amministrazioni locali e l'amministrazione centrale, che toccano l'autonomia garantita dalla Costituzione, devono essere disciplinate per legge e non tramite decreto.

Il passaggio al sistema di governo presidenziale, con la conseguente limitazione dei poteri del legislativo e della magistratura e la concentrazione di tutti i poteri nelle mani del Presidente, trova il suo esempio più tipico nel Decreto Presidenziale n. 1.

La decisione di annullamento emessa dalla Corte Costituzionale è di natura tale da ritardare la realizzazione di questo obiettivo.

Purtroppo, l'annullamento da parte della Corte Costituzionale di un Decreto Presidenziale preparato senza tenere conto della Costituzione e delle leggi non viene discusso a sufficienza nell'opinione pubblica.

Questa situazione incoraggerà ulteriormente il governo a non rispettare le decisioni della Corte Costituzionale.