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L'Unione Europea coinvolge i Balcani occidentali nella lotta all'immigrazione clandestina

I paesi dell'Unione Europea (UE) Croazia, Italia e Slovenia si preparano a includere i paesi dei Balcani occidentali nella loro cooperazione per la lotta all'immigrazione clandestina.

L'Unione Europea coinvolge i Balcani occidentali nella lotta all'immigrazione clandestina

Ospitato dal Ministro dell'Interno croato Davor Bozinovic, il Ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi e il Ministro dell'Interno sloveno Bostjan Poklukar si sono incontrati nella città croata di Buzet per discutere della lotta all'immigrazione clandestina.

Al termine dell'incontro, il padrone di casa Bozinovic ha annunciato che il prossimo vertice si terrà a marzo in Slovenia, dichiarando: "Anche i ministri dell'interno dei paesi dei Balcani occidentali sono stati invitati all'incontro in Slovenia. In questo modo possiamo agire in modo più efficace contro la rotta migratoria che attraversa i Balcani occidentali. Vogliamo ascoltare anche le loro opinioni nella lotta all'immigrazione clandestina".

Bozinovic ha riferito che tutte le decisioni prese durante l'ultimo incontro tenutosi a Trieste, in Italia, sono state attuate, affermando: "Si trattava della creazione di strutture permanenti per pattugliamenti di polizia congiunti, dell'istituzione di punti o centri comuni per lo scambio di informazioni e della stabilizzazione degli incontri".

Ricordando che i controlli alle frontiere sono stati ripristinati in seguito agli eventi in Medio Oriente, Bozinovic ha aggiunto: "Tuttavia, i cittadini dei tre paesi non hanno risentito di questi controlli. Tali misure non hanno influenzato la vita quotidiana delle persone né le routine di attraversamento delle frontiere".

"PUÒ ESSERE UNA FORZA TRAINANTE PER LA COOPERAZIONE"

Piantedosi ha affermato che il formato trilaterale è un'iniziativa innovativa, che crea un "modello" di dialogo operativo e strategico e che potrebbe fungere da forza trainante per una cooperazione più efficace con altri paesi della regione.

Affermando di aver discusso oggi della situazione sulla rotta balcanica e di aver aggiornato le informazioni, Piantedosi ha dichiarato: "È emerso che tale rotta continua a essere attraente non solo per i migranti, ma anche per soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale che potrebbero infiltrarsi nei corridoi criminali già utilizzati per altre attività illecite".

Piantedosi ha inoltre condiviso il dato secondo cui, tra le 160 mila persone controllate al confine tra Italia e Slovenia, sono stati identificati oltre 1600 migranti irregolari e più di 900 sono stati respinti.

"Continuo a credere nell'importanza della libera circolazione delle persone", ha detto il ministro italiano, aggiungendo che continueranno a lavorare a soluzioni che consentano il ripristino della libera circolazione.

Piantedosi ha sottolineato la necessità di adottare misure adeguate sia per la sicurezza dei cittadini che per la lotta alle reti criminali lungo la rotta balcanica.

Poklukar, dal canto suo, ha precisato che le misure attuali sono state adottate in modo da non creare problemi alla popolazione.

Nel frattempo, in seguito all'avvio dei controlli alle frontiere da parte dell'Italia con la Slovenia il 21 ottobre, anche la Slovenia ha iniziato lo stesso giorno i controlli alle frontiere con la Croazia e l'Ungheria.



Fonte della notizia: AA

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