Trump in tribunale per l'udienza conclusiva del processo per frode immobiliare a New York
L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato oggi in tribunale a New York per partecipare alle arringhe finali del processo che lo vede accusato di aver "truffato per anni numerose persone e istituzioni nel settore immobiliare".
Arrivato in tribunale con i suoi avvocati, Trump ha rilasciato una breve dichiarazione ai media prima di entrare in aula, definendo ancora una volta il processo una "caccia alle streghe".
L'ESPRESSIONE 'CACCIA ALLE STREGHE'
Trump ha affermato che il processo intentato dal procuratore generale di New York Letitia James è "un'interferenza elettorale ai massimi livelli" e una "vergogna", dichiarando: "Questo processo è una caccia alle streghe incostituzionale".
Affermando di voler parlare durante l'udienza odierna, dedicata alle arringhe finali, Trump ha detto: "Al momento il giudice non mi permette di parlare perché solleverò questioni che lui non vorrebbe sentire".
Donald Trump aveva espresso il desiderio di parlare durante la sessione conclusiva del procedimento legale in corso dal 2 ottobre 2023, ma la sua richiesta non era stata accolta poiché non aveva accettato la condizione posta dal giudice Arthur F. Engoron di "parlare solo del caso, senza contenuti politici o attacchi personali".
IL PROCESSO PER FRODE
Il procuratore generale di New York Letitia James, nell'atto d'accusa in cui sostiene che Trump, i suoi tre figli e la sua azienda abbiano gonfiato il proprio patrimonio di 3,6 miliardi di dollari, chiede al giudice di vietare a Trump e ai suoi figli di fondare nuove società a New York, di proibire loro l'acquisto di immobili commerciali per 5 anni e di imporre una sanzione pecuniaria di 370 milioni di dollari.
Nel processo avviato con l'accusa di aver "truffato per anni numerose persone e istituzioni nel settore immobiliare", il giudice Arthur Engoron aveva stabilito che le accuse secondo cui l'ex presidente Trump e la sua società, la "Trump Organization", avrebbero truffato banche, assicuratori e uomini d'affari sovrastimando i propri asset ed esagerando il patrimonio netto nei contratti e nei documenti di finanziamento, dovessero essere discusse in tribunale.
Nella sua sentenza di 35 pagine, Engoron aveva affermato che Trump, la sua azienda e i suoi dirigenti avevano ottenuto prestiti a condizioni favorevoli e premi assicurativi più bassi mentendo costantemente sulla loro situazione finanziaria annuale.
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