Si discute del 25° Emendamento negli USA: anche i Repubblicani chiedono la rimozione di Trump
Negli Stati Uniti è tornato al centro del dibattito il 25° Emendamento della Costituzione, che disciplina la rimozione del Presidente Donald Trump dall'incarico. In seguito alle dure dichiarazioni di Trump sull'Iran, oltre ad alcuni Democratici, anche figure repubblicane e conservatrici hanno iniziato a invocare la rimozione del presidente ai sensi di questo articolo.
Il 25° Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che entra in vigore qualora il presidente non sia più in grado di svolgere le proprie funzioni, è tornato al centro del dibattito politico a Washington.
IL 25° EMENDAMENTO DI NUOVO AL CENTRO DEL DIBATTITO
Secondo quanto riportato dalla CNN, mentre negli ultimi anni alcuni membri del Congresso hanno sollevato di tanto in tanto questa questione costituzionale, dopo l'attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021 era emerso che il gabinetto di Donald Trump aveva preso in considerazione questa opzione più seriamente di quanto si pensasse.
Affinché un presidente possa essere rimosso in questo modo, il vicepresidente e la maggioranza dei membri del gabinetto devono prendere una decisione concorde. Tuttavia, allo stato attuale, non vi è alcun segnale che tale passo sia al vaglio all'interno del gabinetto o che il vicepresidente JD Vance lo sostenga.
LE DICHIARAZIONI DI TRUMP HANNO ACCESO LA DISCUSSIONE
D'altra parte, la dichiarazione di Trump di martedì mattina, secondo cui “l'intera civiltà sarebbe scomparsa stanotte” se non fosse stato raggiunto un accordo con l'Iran, ha spinto alcuni esponenti di diversi ambienti politici a intensificare gli appelli per l'applicazione del 25° Emendamento.
A meno di due ore dalla scadenza delle 20:00 fissata per l'Iran, Trump ha annunciato di aver accettato una tregua di due settimane a condizione che Teheran riaprisse lo Stretto di Hormuz.

Nelle 24 ore precedenti a questo processo, politici democratici e alcuni esponenti di destra hanno espresso preoccupazione per la portata delle possibili azioni militari di Trump contro l'Iran. Mentre le minacce contro le strutture energetiche e le infrastrutture civili sono state considerate crimini di guerra, alcuni ambienti hanno sollevato timori che la retorica potesse alludere all'uso di armi nucleari. La Casa Bianca ha respinto queste accuse.
APPELLI DA DIVERSI SCHIERAMENTI POLITICI
Gran parte degli appelli per l'attivazione del 25° Emendamento è giunta dai Democratici. Numerosi esponenti, tra cui potenziali candidati alla presidenza come il governatore dell'Illinois J. B. Pritzker, hanno rilasciato dichiarazioni in tal senso. Tuttavia, queste figure non hanno l'autorità per avviare direttamente il processo.
D'altro canto, è stato notato che anche alcuni esponenti conservatori e attori noti per la loro vicinanza a Trump hanno sostenuto tali appelli.
Il teorico della cospirazione Alex Jones, durante la sua trasmissione di lunedì, ha rivolto al suo ospite la domanda: “Come possiamo rimuoverlo con il 25° Emendamento?”.
A partire da martedì mattina, la portata degli appelli si è ampliata; la discussione ha coinvolto diversi settori, dai commentatori di estrema destra all'ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca di Trump, Anthony Scaramucci, fino ai Repubblicani della linea “Never Trump”.
L'ex membro repubblicano del Congresso Marjorie Taylor Greene, circa un'ora dopo la dura dichiarazione di Trump sull'Iran, ha pubblicato sul suo account X “25° EMENDAMENTO!!!”, definendo la situazione “malvagità e follia”. Alcuni membri democratici del Congresso hanno ricondiviso il post.
Anche la commentatrice di destra Candace Owens ha sostenuto l'appello affermando: “Il 25° Emendamento deve essere attivato”.
“DEVE ESSERE RIMOSSO IMMEDIATAMENTE”
Scaramucci, che ha ricoperto brevemente il ruolo di direttore delle comunicazioni durante il primo mandato di Trump, si è spinto oltre, sostenendo che Trump abbia minacciato un attacco nucleare e che debba essere rimosso. “Svegliatevi: sta invocando un ATTACCO NUCLEARE. Deve essere rimosso immediatamente”, ha dichiarato.
LA SMENTITA DELLA CASA BIANCA
In risposta ai commenti di alcuni utenti sui social media, secondo cui il vicepresidente Vance avrebbe lasciato intendere che Trump potrebbe ordinare un attacco nucleare, la Casa Bianca ha respinto tali affermazioni. È stato dichiarato che Vance si è limitato a dire: “Abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di utilizzare”.
Anche David French, editorialista del The New York Times e figura conservatrice anti-Trump, si è unito a coloro che chiedono l'applicazione del 25° Emendamento. French ha affermato: “Questo rientra chiaramente nel 25° Emendamento, ma le persone non riescono a vederlo perché sono diventate insensibili”.
CRITICHE IN CRESCITA ANCHE NEL FRONTE REPUBBLICANO
Sebbene alcuni non abbiano chiesto direttamente la rimozione, hanno iniziato a esprimere più duramente le proprie preoccupazioni riguardo alle possibili mosse di Trump. L'ex conduttore di Fox News Tucker Carlson, nel suo programma di lunedì, ha criticato Trump con i toni più duri mai usati finora. Carlson ha affermato che prendere di mira le infrastrutture civili in Iran sarebbe un “crimine di guerra e un crimine morale”.
Anche il senatore repubblicano Ron Johnson, in un'intervista al The Wall Street Journal, ha dichiarato che se Trump dovesse attaccare obiettivi civili, perderebbe il suo sostegno e che tali azioni sarebbero illegali.
Tutti questi sviluppi non significano che il 25° Emendamento sarà applicato immediatamente. Per avviare il processo, il vicepresidente e la maggioranza del gabinetto devono decidere che il presidente non è in grado di adempiere ai propri doveri.
Ciononostante, le discussioni in corso sono considerate un avvertimento significativo proveniente sia dai Democratici che da alcuni ex nomi vicini a Trump. Questi ambienti sottolineano che le possibili mosse militari di Trump debbano essere valutate con attenzione.
D'altra parte, è degno di nota il livello raggiunto dal dibattito sul 25° Emendamento. Mentre durante il primo mandato di Trump la questione era stata sollevata principalmente dai Democratici, e le valutazioni all'interno del gabinetto dopo il 6 gennaio erano emerse solo in seguito, oggi il fatto che anche alcuni ex alleati chiedano apertamente la rimozione dimostra che la discussione è entrata in una fase diversa.
Fonte della notizia: 12punto
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