Shock per l'indagine sul capo di gabinetto di Netanyahu
Tzachi Braverman, una delle figure chiave dell'Ufficio del Primo Ministro in Israele, è stato fermato con l'accusa di aver interferito in un'indagine aperta sulla fuga di informazioni riservate verso la stampa estera.
Tzachi Braverman, capo di gabinetto del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, è stato fermato e interrogato dall'unità di polizia Lahav 433, specializzata nel contrasto ai crimini gravi. Si ipotizza che Braverman abbia cercato di influenzare le autorità e ostacolare il corso di un'indagine, avviata in seguito alla fuga di segreti di Stato e che coinvolge la stampa internazionale.
Durante l'operazione di polizia, è stata effettuata anche una perquisizione approfondita nell'abitazione di Braverman. È stato riferito che le indagini proseguono nell'ambito delle accuse di "tentato intralcio alla giustizia" e "abuso d'ufficio". In Israele, l'unità Lahav 433 è comunemente definita come l'"FBI israeliano" e svolge un ruolo cruciale nella lotta contro i crimini di alto livello, in particolare la corruzione.
Anche l'ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein, è stato convocato al commissariato per rendere nuovamente testimonianza. Secondo le principali testate giornalistiche del Paese, è previsto un confronto tra Braverman e Feldstein. Si ipotizza che i due nomi al centro dell'inchiesta saranno sottoposti a un interrogatorio incrociato.
In un'intervista rilasciata il mese scorso, Feldstein aveva sostenuto che, durante le operazioni militari a Gaza, Braverman lo avesse invitato a una riunione segreta a tarda notte, offrendogli un accordo per far cadere l'indagine di sicurezza condotta nei suoi confronti.
Viene sottolineato che Braverman ricopre un ruolo estremamente influente e centrale nell'ufficio di Netanyahu, essendo responsabile della gestione di documenti critici e sensibili. Secondo le informazioni contenute nel fascicolo, nel 2024 Feldstein avrebbe tentato di trasmettere al quotidiano tedesco Bild un documento riguardante le proteste avvenute durante i negoziati per lo scambio di ostaggi nella Striscia di Gaza. Feldstein ha sostenuto che tali manifestazioni avrebbero danneggiato le trattative, rafforzando la posizione di Hamas.
Il fermo e i continui interrogatori hanno avuto una vasta eco nell'opinione pubblica israeliana. È stato riferito che gli effetti del procedimento su altri membri dell'Ufficio del Primo Ministro e le possibili conseguenze politiche sono seguiti con estrema attenzione.
Fonte della notizia: 12punto
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