Senegal, bloccati i dati mobili per prevenire disordini
In Senegal, la connessione dati mobili è stata interrotta per prevenire possibili disordini di piazza in seguito al rinvio a tempo indeterminato delle elezioni presidenziali, inizialmente previste per il 25 febbraio.
In una nota scritta, il Ministero delle Comunicazioni ha annunciato che i dati mobili sono stati temporaneamente sospesi per prevenire la diffusione sui social media di messaggi d'odio che potrebbero turbare l'ordine pubblico e per evitare possibili proteste di piazza.
D'altra parte, all'Assemblea Nazionale proseguono le discussioni sulla proposta di legge presentata venerdì dal Partito Democratico Senegalese (PDS), il partito di Karim Wade, la cui candidatura alla presidenza è stata bloccata, che prevede il rinvio delle elezioni di 6 mesi.
Si ritiene quasi certo che il PDS e i deputati della coalizione di governo Benno Bokk Yakaar riusciranno a ottenere la maggioranza necessaria per far approvare la proposta in Parlamento.
La proposta presentata venerdì contiene due articoli che prevedono il rinvio al 25 agosto delle elezioni, definite "incostituzionali", e la permanenza in carica dell'attuale Presidente Macky Sall fino all'elezione del suo successore.
Sall, che è stato candidato per due mandati consecutivi e che per queste elezioni ha designato come successore il Primo Ministro Amadou Ba, avrebbe dovuto lasciare l'incarico il 2 aprile in condizioni normali.
SOSPESE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE
Dopo l'annuncio del Presidente Sall sul rinvio delle elezioni, ieri nella capitale Dakar si sono verificati diversi disordini di piazza e alcuni candidati presidenziali dell'opposizione sono stati brevemente fermati.
Anche oggi, durante le discussioni sulla proposta di legge, le forze di sicurezza sono intervenute con gas lacrimogeni contro la folla che voleva radunarsi attorno all'Assemblea Nazionale.
A Dakar, sono state notate intense misure di sicurezza su molte strade principali e percorsi importanti. Alcune scuole hanno sospeso le attività didattiche per motivi di sicurezza e la circolazione delle motociclette è stata vietata fino a mezzanotte.
L'APPELLO DEI RELIGIOSI
Dopo la decisione di rinvio, che ha incontrato una forte opposizione nel Paese, sono intervenuti anche i leader religiosi.
L'Arcivescovo di Dakar, Benjamin Ndiaye, in una dichiarazione rilasciata a un canale televisivo, ha espresso grande sorpresa per la decisione di rinvio, sottolineando la necessità di rispettare le istituzioni e la Costituzione.
Anche l'Unione degli Imam e dei Predicatori del Senegal (LIPS), in una nota, ha sottolineato che la decisione del Presidente Sall di rinviare le elezioni è in contraddizione con la Costituzione, chiedendo a Sall di "fermare questo colpo di stato istituzionale e proseguire il processo elettorale".
LA CITTADINANZA FRANCESE HA CREATO CONFUSIONE
Negli ultimi giorni in Senegal si è verificata una grave crisi tra l'Assemblea Nazionale e il Consiglio Costituzionale, che determina la lista dei candidati per le elezioni presidenziali.
La candidatura di Karim Wade, figlio dell'ex Presidente Abdoulaye Wade, non era stata accettata dal Consiglio Costituzionale a causa della sua rinuncia tardiva alla cittadinanza francese.
La rinuncia di Wade alla cittadinanza francese era stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale francese il 17 gennaio, mentre il Consiglio Costituzionale aveva condiviso la lista definitiva dei candidati con l'opinione pubblica il 21 gennaio.
L'esclusione dalla corsa di Wade, considerato uno dei candidati più forti, è stata accolta con reazioni negative da molti ambienti, in particolare dal suo partito.
Mentre nell'opinione pubblica si commentava che Wade fosse stato escluso "ingiustamente", la scoperta che anche la candidata Rose Wardini, approvata dal Consiglio Costituzionale, fosse cittadina francese ha rafforzato le critiche.
In seguito a ciò, la competenza del Consiglio Costituzionale è stata messa in discussione in molti ambienti, in particolare dal Partito Democratico Senegalese (PDS) di Wade, e sono emerse accuse di corruzione contro alcuni giudici.
D'altra parte, Wardini è stata deferita alla procura con una serie di accuse, tra cui frode ai danni del tribunale e falsificazione di documenti ufficiali, per aver nascosto la sua cittadinanza francese al Consiglio Costituzionale.
Secondo la Costituzione, per essere candidato alla presidenza in Senegal è necessario possedere esclusivamente la cittadinanza senegalese.
ISTITUITA UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA
A seguito delle polemiche nate dalla possibilità che Wardini si candidasse nonostante la cittadinanza francese, il 2 febbraio si è tenuta una votazione in Parlamento, su iniziativa del PDS, per istituire una commissione d'inchiesta sul Consiglio Costituzionale.
La proposta di istituire la commissione è stata approvata con 120 voti favorevoli contro 24 contrari.
La Commissione d'Inchiesta Parlamentare esaminerà le decisioni del Consiglio Costituzionale, le accuse di corruzione contro alcuni giudici del consiglio e le condizioni che hanno portato alla mancata approvazione della candidatura di Wade.
Fonte della notizia: AA
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