Risposta ufficiale dell'Iran alla proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti: presentate 10 condizioni
L'Iran ha trasmesso al Pakistan la sua risposta alla proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti. Teheran ha presentato 10 condizioni, tra cui la fine del conflitto, la ricostruzione di Teheran e un protocollo che garantisca il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.
L'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA ha annunciato che il governo di Teheran ha risposto alla proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra tramite il Pakistan.
10 CONDIZIONI PER IL CESSATE IL FUOCO DALL'IRAN
Secondo quanto riferito dall'IRNA, l'Iran ha presentato 10 condizioni, dichiarando chiaramente di non accettare un cessate il fuoco alle condizioni attuali. Il governo di Teheran ha sottolineato che, invece di soluzioni temporanee, la guerra deve terminare in modo permanente attraverso il soddisfacimento delle proprie richieste.
RICHIESTA DI UN PROTOCOLLO PER IL TRANSITO SICURO DA HORMUZ
Uno dei punti salienti della risposta iraniana riguarda lo Stretto di Hormuz. Teheran ha richiesto un protocollo che garantisca il transito sicuro attraverso lo stretto, contestualmente alla fine dei conflitti nella regione.
"REVOCA DELLE SANZIONI"
Secondo l'IRNA, tra le richieste dell'Iran figurano la "revoca delle sanzioni economiche" e il "sostegno al processo di ricostruzione post-bellica". Anche la ricostruzione di Teheran è inclusa tra le richieste.
L'IRNA ha riferito che, nel suo messaggio, l'Iran ha sottolineato l'importanza del rispetto delle proprie richieste, evidenziando che una soluzione è possibile solo in questo quadro.
PRIMA REAZIONE DAGLI USA: LE RICHIESTE DELL'IRAN SONO ASSURDE
È arrivata la prima reazione dagli Stati Uniti. Un funzionario statunitense, parlando ad Axios, ha definito le richieste dell'Iran assurde.
"VOGLIAMO GARANZIE"
D'altra parte, anche il ministro degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che, per accettare il cessate il fuoco, richiedono garanzie che la guerra venga completamente interrotta, affermando: "Respingiamo la proposta di cessate il fuoco temporaneo. Significherebbe la continuazione del crimine", confermando così il rifiuto della proposta statunitense.
I DETTAGLI DEL PIANO PREPARATO
Secondo il piano preparato, il processo si sarebbe dovuto svolgere in due fasi. Nella prima fase, le parti avrebbero dovuto dichiarare un cessate il fuoco, mentre nella seconda si mirava a raggiungere un accordo globale. Per la realizzazione di un ampio processo di pace, alle parti venivano concessi circa 20 giorni. I colloqui finali erano previsti di persona nella città di Islamabad.
COLLOQUI DURANTE LA NOTTE
Nel frattempo, il comandante dell'esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir, ha mantenuto i contatti durante la notte con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
GLI OCCHI SONO DI NUOVO SULLE MINACCE DI TRUMP
Con il rifiuto della proposta da parte dell'Iran, l'attenzione si è nuovamente spostata sulle minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il presidente statunitense Donald Trump aveva esteso all'8 aprile il termine di 48 ore concesso al governo di Teheran per raggiungere un accordo. Trump, che in precedenza aveva minacciato l'Iran in caso di mancata apertura dello Stretto di Hormuz entro 48 ore, nel suo post aveva indicato: "Martedì alle 20:00 ora della costa orientale degli Stati Uniti (mercoledì 8 aprile alle 03:00 ora turca)".
Fonte della notizia: 12punto
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