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Reazione del CAIR alla nomina di Trump

Il Council on American-Islamic Relations (CAIR) ha espresso la propria contrarietà alla decisione di Donald Trump, eletto 47° Presidente degli Stati Uniti, di nominare la deputata Elise Stefanik come rappresentante permanente presso le Nazioni Unite (ONU).

Reazione del CAIR alla nomina di Trump

In una dichiarazione scritta, la più grande organizzazione per la difesa dei diritti dei musulmani negli Stati Uniti ha richiamato l'attenzione sull'atteggiamento della Stefanik nei confronti della libertà di espressione e dei diritti umani.

Nella nota si legge: "Sebbene non condividiamo la nomina della deputata Stefanik ad ambasciatrice presso l'ONU, data la sua ostilità verso la libertà di espressione e i diritti umani, almeno ci libereremo delle ipocrisie e della doppiezza del team ONU del Presidente (Joe) Biden, che ha violato i diritti umani dei palestinesi mentre difendeva quelli degli ucraini attraverso l'organizzazione internazionale".

D'altra parte, la dichiarazione definisce la decisione di non assegnare alcun incarico all'ex rappresentante permanente all'ONU Nikki Haley e all'ex Segretario di Stato Mike Pompeo come "un passo promettente nella giusta direzione", esortando Trump a nominare funzionari di politica estera che rispettino il diritto internazionale e che tutelino gli interessi degli Stati Uniti al di là degli interessi di paesi stranieri, incluso il governo israeliano.

Nella dichiarazione, facendo riferimento all'amministrazione Biden, è stato affermato: "Questo governo vuole trascinare il nostro Paese in una guerra con l'Iran e spendere ancora più denaro dei contribuenti statunitensi nella guerra di genocidio a Gaza".

Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, era stato indicato che Trump, eletto 47° Presidente degli Stati Uniti, aveva scelto la deputata Stefanik come rappresentante permanente all'ONU.

Trump, inoltre, aveva annunciato sul suo account social Truth Social che non avrebbe invitato Nikki Haley e Mike Pompeo nella nuova amministrazione.

La quarantenne Stefanik, membro della Camera dei Rappresentanti, è nota da tempo come una delle alleate più fedeli di Trump alla Camera. Stefanik figurava tra i nomi considerati come potenziali vicepresidenti di Trump.

Al Congresso, Stefanik si è distinta per aver interrogato in modo aggressivo i rettori durante le audizioni relative alle proteste studentesche nei campus e per le sue dichiarazioni a sostegno di Israele.


Fonte della notizia: AA

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