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Proteste in Spagna contro gli aumenti: lavoratori in piazza in 46 città

I sindacati spagnoli hanno organizzato manifestazioni di protesta. Le dimostrazioni sono nate in risposta alla bocciatura del decreto legge che prevedeva il miglioramento degli aumenti salariali e l'estensione degli aiuti sociali.

Proteste in Spagna contro gli aumenti: lavoratori in piazza in 46 città

I maggiori sindacati del Paese, la Confederazione Sindacale dei Lavoratori (CCOO) e l'Unione Generale dei Lavoratori (UGT), hanno manifestato in 46 città con lo slogan "i diritti sociali sono al di sopra dei partiti". "I diritti sociali sono al di sopra dei partiti" è stato il motto delle proteste, durante le quali è stato lanciato un appello ai partiti politici affinché estendano i diritti sociali e migliorino gli aumenti salariali.

In Spagna, è stata contestata in tutto il Paese la bocciatura in Parlamento del decreto legge presentato il 22 gennaio dal governo di coalizione di minoranza di sinistra, che includeva misure sociali come l'aumento delle pensioni e del salario minimo, sconti sui trasporti pubblici, il prolungamento degli aiuti per le persone in difficoltà e il sostegno alle vittime dell'alluvione di Valencia.

I membri di CCOO e UGT, scesi in piazza in 46 città, in particolare a Madrid e Barcellona, hanno preso di mira tutte le forze politiche, a partire dai partiti di opposizione di destra, a causa della bocciatura dei decreti preparati dal governo di coalizione di minoranza e delle successive polemiche politiche.

Nel manifesto congiunto pubblicato dai due sindacati, che hanno lanciato il messaggio "i diritti sociali sono al di sopra dei partiti", si legge:

"Le persone e i loro diritti non possono essere ostaggio delle lotte tra i partiti politici o degli interessi di alcune forze politiche."

Il manifesto sottolinea che oltre 10 milioni di pensionati, circa 2 milioni di lavoratori con salario minimo, le vittime dell'alluvione di Valencia, oltre 20 milioni di utenti del trasporto pubblico e le famiglie povere che ricevono sussidi si trovano in una situazione difficile a causa del blocco dei decreti in Parlamento.

Nel documento, in cui si richiede l'approvazione urgente dei decreti necessari per le persone in difficoltà, viene affermato:

"Le dispute a breve termine incentrate sugli interessi politici screditano il Parlamento e hanno effetti negativi sulle istituzioni democratiche."

PERCHÉ IL DECRETO LEGGE È STATO BOCCIATO?

In Spagna, i decreti in questione erano stati bocciati in Parlamento il 22 gennaio a causa del voto contrario del partito separatista Junts per Catalunya, che sostiene esternamente il governo di coalizione di minoranza, insieme ai partiti di opposizione di destra e di estrema destra.

Il Primo Ministro Pedro Sanchez aveva annunciato il 28 gennaio di aver raggiunto un accordo dopo lunghe trattative con Junts, che conta solo 7 deputati, comunicando che un nuovo pacchetto contenente i decreti legge era stato approvato dal Consiglio dei Ministri per essere nuovamente inviato al Parlamento.

Per il nuovo pacchetto, che dovrebbe essere approvato dal Parlamento spagnolo entro questa settimana, si prevede che questa volta anche il Partito Popolare (PP), principale forza di opposizione, voterà a favore, oltre a Junts.

A causa della mancata intesa con Junts, il governo di coalizione spagnolo non è ancora riuscito a presentare in Parlamento nemmeno il bilancio per il 2025.

Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez ha assicurato ai sindacati che sta facendo "tutto il possibile" per far approvare la legge


Fonte della notizia: AA

Spagna sciopero Protesta