Pronto il piano in 4 punti dell'Iran: 'I Paesi che ospitano basi USA...'
Dopo le dichiarazioni del presidente USA Trump sullo Stretto di Hormuz, l'Iran ha risposto con una mossa di ritorsione globale che prende di mira le aziende energetiche e regionali.
La tensione tra l'Iran e gli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz ha assunto una nuova dimensione. La risposta alla minaccia del presidente USA Donald Trump, che aveva avvertito di colpire le centrali energetiche iraniane nel caso in cui lo stretto rimanesse chiuso, non si è fatta attendere. Il Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya, importante centro di comando militare delle Forze Armate iraniane, ha reso pubblica la strategia di ritorsione in quattro fasi che sarà adottata contro gli Stati Uniti.
DURA RISPOSTA DALL'IRAN: PIANO IN QUATTRO PUNTI
Nella dichiarazione rilasciata dal quartier generale, è stato sottolineato che "tutti i preparativi per la grande jihad sono stati completati". Nell'ambito del suddetto piano di ritorsione, è stato dichiarato innanzitutto che lo Stretto di Hormuz sarà completamente chiuso e non verrà riaperto finché le centrali energetiche iraniane non saranno state ricostruite.
Nel prosieguo della dichiarazione, sono stati dettagliati i quattro punti principali: "Le centrali elettriche, le infrastrutture energetiche e gli impianti di tecnologia dell'informazione del regime sionista saranno presi di mira in modo esteso. Tutte le aziende che collaborano con gli Stati Uniti nella regione saranno completamente distrutte. Inoltre, anche le centrali elettriche dei Paesi che ospitano basi USA saranno incluse tra gli obiettivi legittimi."
Nella dichiarazione delle autorità iraniane, sottolineando che il Paese non è la parte che ha iniziato la guerra, sono state evidenziate le seguenti espressioni: "Tuttavia, se il nemico arreca danno alle nostre centrali energetiche, faremo di tutto per difendere il nostro Paese e il nostro popolo. Avrà inizio il periodo di distruzione ininterrotta degli obiettivi sopra menzionati. Non rimarrà alcun ostacolo davanti a noi nel colpire le infrastrutture energetiche, petrolifere e industriali degli Stati Uniti e dei loro alleati."
Nella dichiarazione è stato inoltre ribadito che lo Stretto di Hormuz è mantenuto chiuso solo al traffico dannoso legato agli Stati Uniti e a Israele, ma che il transito potrà essere consentito finché la sicurezza e gli interessi dell'Iran saranno garantiti.
Fonte della notizia: 12punto
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