Nuovo scontro nucleare nella tensione tra Iran e Stati Uniti
Il nuovo leader religioso dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha annunciato che Teheran non rinuncerà al suo programma nucleare e missilistico nonostante le sanzioni militari del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La crisi in escalation nello Stretto di Hormuz ha causato un aumento del prezzo del petrolio a 126 dollari.
Il leader religioso dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che, nonostante l'aumento delle pressioni militari statunitensi, il suo Paese continuerà con le attività nucleari e il programma di sviluppo di missili balistici. Il blocco portuale attuato dall'amministrazione statunitense e la sua presenza militare nella regione hanno portato la tensione tra i due Paesi ai massimi livelli.
Rivolgendosi al popolo dalla televisione di Stato, Khamenei ha attirato l'attenzione con il suo tono duro nei confronti degli Stati Uniti. Khamenei ha sottolineato l'inizio di una nuova era nella regione, affermando che "l'unico posto dove gli americani dovrebbero stare è il fondo del Golfo Persico".
Mojtaba Khamenei è apparso in pubblico in modo così esplicito per la prima volta dopo aver assunto la guida del Paese in seguito alla morte di suo padre.
LA CRISI ENERGETICA HA FATTO LIEVITARE I PREZZI DEL PETROLIO
L'Iran, che mantiene il controllo sullo Stretto di Hormuz, ha causato grandi fluttuazioni nei mercati energetici mondiali. A causa della tensione in questo punto strategico, attraverso il quale transita una parte significativa dell'offerta globale di petrolio, il prezzo al barile del greggio Brent ha raggiunto i 126 dollari. Viene riferito che l'amministrazione di Teheran richieda tariffe elevate alle navi in transito e mantenga lo stretto sotto il proprio controllo effettivo.
La comunità internazionale afferma che Hormuz dovrebbe essere una via d'acqua internazionale con diritto di libero passaggio. Washington, dal canto suo, sta sviluppando una nuova strategia per garantire la sicurezza del traffico nella regione.
NUOVI PIANI DI SICUREZZA DAGLI STATI UNITI
Mentre gli Stati Uniti continuano il blocco sui porti iraniani, hanno invitato i propri alleati a sostenere un "meccanismo di sicurezza marittima" per garantire il trasporto di energia. Il sostegno a questa iniziativa è stato richiesto in una nota ufficiale inviata dal Dipartimento di Stato americano ai vari Paesi.
È stato riferito che le pressioni economiche e l'interruzione del traffico marittimo stanno influenzando gravemente le esportazioni iraniane. Allo stesso tempo, si afferma che la chiusura dello stretto stia riducendo l'offerta energetica globale e creando pressione sull'economia mondiale.
SI CERCA UNA VIA D'USCITA NEI NEGOZIATI SUL NUCLEARE
Non si registrano progressi nei colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran. Mentre il governo iraniano sostiene che il suo programma nucleare serva solo a scopi pacifici, gli Stati Uniti cercano di impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari.
Il Pakistan, dal canto suo, ha dichiarato di sostenere i colloqui indiretti tra le parti in questo processo e che un dialogo diretto potrebbe allentare la tensione.
Mojtaba Khamenei, nella sua dichiarazione, ha affermato che la capacità missilistica balistica e nucleare del suo Paese è "parte dell'identità nazionale", sottolineando che sono chiusi a qualsiasi negoziazione in questi ambiti.
Fonte della notizia: 12punto
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