Nuova mossa di Trump sul divieto di TikTok: 'Dopo il mio insediamento...'
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha presentato ricorso alla Corte Suprema per chiedere il rinvio della scadenza prevista dalla legge che impone il divieto della piattaforma social cinese TikTok nel Paese.
L'avvocato di Trump, John Sauer, ha annunciato il ricorso alla Corte Suprema attraverso una dichiarazione scritta.
Sauer ha sottolineato che l'entrata in vigore della legge, che prevede la vendita di TikTok a un'azienda americana o, in caso contrario, il suo divieto negli Stati Uniti, coincide esattamente con il giorno precedente all'insediamento di Trump, chiedendo pertanto alla Corte di prorogare tale termine.
John Sauer ha evidenziato che, in qualità di nuovo presidente, sarà Trump a doversi occupare della questione e che, affinché la Corte Suprema possa esaminare il caso in modo più approfondito e giungere a una conclusione, è necessario posticipare la data di applicazione del divieto.
Nella sua dichiarazione, Sauer ha affermato: "Il presidente Trump si oppone al divieto di TikTok negli Stati Uniti e cerca l'opportunità di risolvere il problema esistente attraverso canali politici dopo il suo insediamento."
La Corte Suprema degli Stati Uniti aveva annunciato che avrebbe ascoltato le arringhe orali delle parti il 10 gennaio, nell'ambito del caso relativo alla normativa che prevede il divieto di TikTok o la sua vendita a una società americana.
LA NORMATIVA CHE RENDE POSSIBILE IL DIVIETO DI TIKTOK NEGLI USA
L'amministrazione statunitense aveva intrapreso un'azione l'anno scorso accusando TikTok di rendere accessibili i dati degli utenti americani al governo cinese, imponendo la vendita a un'azienda statunitense o il divieto; in questo contesto, il disegno di legge approvato dal Congresso a marzo era stato firmato dal presidente Joe Biden.
L'amministrazione Biden aveva concesso a TikTok tempo fino al 19 gennaio 2025 per interrompere ogni legame con la società cinese ByteDance, avvertendo che, in caso contrario, l'azienda sarebbe stata bandita negli Stati Uniti e l'accesso agli utenti sarebbe stato bloccato.
TikTok, che conta 170 milioni di utenti negli Stati Uniti, aveva fatto ricorso alla Corte d'Appello per chiederne l'annullamento, sostenendo che tale legge violasse la libertà di espressione garantita dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e la politica di "internet aperto" del Paese.
Nel suo ricorso, TikTok aveva inoltre sostenuto che il termine concesso dall'amministrazione statunitense fosse troppo breve e che, in tale lasso di tempo, fosse tecnicamente e praticamente impossibile porre fine ai rapporti con ByteDance.
La Corte d'Appello si era espressa a favore della legge che apre la strada al divieto di TikTok.
D'altra parte, durante la campagna elettorale, Donald Trump si era opposto alla legge, che entrerà in vigore il 19 gennaio 2025, un giorno prima del suo insediamento.
Mentre era atteso che TikTok presentasse richiesta di revisione alla Corte Suprema nel ricorso presentato alla Corte d'Appello per chiedere la sospensione temporanea dell'applicazione della legge, è stato riferito che l'azienda ha richiesto un provvedimento cautelare provvisorio.
Fonte della notizia: AA
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