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Noto il vincitore delle elezioni generali in Norvegia

Il Partito Laburista, guidato dal Primo Ministro Jonas Gahr Støre, ha concluso al primo posto le elezioni parlamentari tenutesi in Norvegia.

Noto il vincitore delle elezioni generali in Norvegia

In Norvegia, Paese con una popolazione di circa 5,6 milioni di abitanti, 4,3 milioni di elettori hanno votato per le elezioni generali. I cittadini si sono recati alle urne per determinare i nuovi deputati che entreranno a far parte dello Storting, l'assemblea nazionale composta da 169 membri.

Con oltre il 95% dei voti scrutinati, il Partito Laburista (Ap), guidato dal Primo Ministro Jonas Gahr Støre, ha registrato una percentuale di voti pari al 28,1%.

L'ALLEANZA DI CENTRO-SINISTRA SUPERA LA MAGGIORANZA DEI SEGGI

Secondo i risultati elettorali, l'alleanza di centro-sinistra guidata dal Partito Laburista, che comprende il Partito Rosso (R), il Partito della Sinistra Socialista (SV), i Verdi (MDG) e il Partito di Centro (Sp), ha ottenuto 88 seggi. Con questo risultato, l'alleanza è riuscita a superare la soglia di 85 seggi necessaria per ottenere la maggioranza nel parlamento da 169 membri.

Il numero totale di seggi del blocco di centro-destra, composto dal Partito del Progresso (FrP) e dal Partito Conservatore (H), si è fermato a 81.

PERCENTUALI DI VOTO DEI PARTITI

Secondo i primi risultati, il Partito Laburista è stato seguito dal Partito del Progresso con il 24,2%. Il Partito Conservatore si è classificato terzo con il 14,5% dei voti, mentre il Partito di Centro ha occupato il quarto posto con il 5,8%.

Per quanto riguarda gli altri partiti, il Partito della Sinistra Socialista ha ottenuto il 5,4%, il Partito Rosso il 5,3%, i Verdi il 4,5%, i Democratici Cristiani il 4,3% e il Partito Liberale il 3,6%.

LE SFIDE DAVANTI A STØRE

I risultati elettorali indicano che il governo di minoranza guidato dal Primo Ministro Jonas Gahr Støre potrà mantenere il potere, ma avrà bisogno del sostegno dei partiti minori in parlamento.

Tra le questioni critiche che emergono in questo contesto figurano l'aumento delle tasse per i ricchi, il futuro delle attività di esplorazione petrolifera e l'eventuale disinvestimento del fondo sovrano norvegese da 2 trilioni di dollari dalle aziende israeliane.

PRIORITÀ NELLA POLITICA INTERNA ED ESTERA

Durante il processo elettorale, in politica interna sono emersi temi come l'inflazione, i servizi sanitari, l'istruzione e le politiche fiscali; in politica estera, invece, hanno assunto rilievo le minacce tariffarie degli Stati Uniti, la guerra a Gaza e il conflitto tra Russia e Ucraina.

IL GOVERNO AVEVA GIÀ VISSUTO UNA CRISI

Il governo del Partito Laburista era entrato in carica nel 2021, ma aveva subito un forte scossone a gennaio con l'uscita del Partito di Centro dalla coalizione. In quel periodo, in cui metà del gabinetto si era dimesso, l'adozione da parte del governo delle politiche energetiche dell'UE aveva alimentato le discussioni nel Paese, riportando al centro dell'attenzione i delicati equilibri della Norvegia rispetto all'adesione all'UE.

OCCHI PUNTATI SUI COLLOQUI DI COALIZIONE

Dopo che il Partito Laburista è uscito dalle elezioni con una rinnovata fiducia, si prevede che i colloqui di coalizione inizieranno a breve.


Fonte della notizia: İHA

Norvegia