Messico, sequestrate le armi alle forze di sicurezza: la polizia è in combutta con i cartelli della droga?
Nelle ultime settimane, i cartelli della droga in Messico hanno scatenato disordini su larga scala. Sospettando che le forze di polizia locali collaborino con le bande criminali, l'esercito messicano ha sequestrato le armi agli agenti e li ha sospesi dal servizio fino al completamento delle indagini.
A Culiacan, capitale dello stato di Sinaloa, le violenze continuano. È stato riferito che l'esercito messicano, intervenuto per gestire la situazione, ha sequestrato le armi della polizia locale per verificarne la licenza e i numeri di serie.
Il governatore di Sinaloa, Ruben Rocha, ha rilasciato una dichiarazione in seguito alle proteste che chiedevano la risoluzione degli episodi di violenza causati dal cartello della droga di Sinaloa a Culiacan.
Rocha ha annunciato che il corpo di polizia locale, composto da circa 1000 agenti a cui l'esercito ha sequestrato le armi, verrà ritirato dalle strade.
Il governatore ha espresso la speranza che questa situazione possa concludersi presto.
Rocha ha informato che, fino alla restituzione delle armi e al ritorno in servizio degli agenti, nell'area saranno dispiegati soldati, polizia statale e Guardia Nazionale, precisando che il sequestro delle armi per il controllo delle licenze e dei numeri di serie non è una procedura di routine, ma una misura 'eccezionale'.
Secondo l'agenzia di stampa AP, l'esercito aveva già attuato misure simili in passato. In diverse occasioni, l'esercito ha sequestrato le armi ad alcuni agenti di polizia locale sospettati di agire in combutta con i cartelli della droga o di detenere armi non registrate.

Le forze di polizia, rivelatesi inadeguate a reprimere i disordini in Messico, sono state sostituite dall'esercito
L'OBIETTIVO È CREARE 'FORZE DI SICUREZZA AFFIDABILI'
Nel 2018, l'esercito messicano aveva sequestrato le armi alla polizia municipale di Cuernavaca, nello stato di Morelos, dichiarando che tale misura era stata adottata per garantire 'forze di sicurezza affidabili'.
Il 29 settembre, circa 1500 persone guidate dal gruppo 'Culiacan Valiente' hanno manifestato a Culiacan con striscioni recanti la scritta 'Riprendiamoci le nostre strade!', chiedendo la fine delle violenze.
Nello stato di Sinaloa proseguono gli scontri tra i sostenitori dei figli di Joaquin Guzman, soprannominato 'El Chapo', e quelli di Ismael Zambada Garcia, noto come 'El Mayo'. Si ritiene che i conflitti siano legati a una lotta per il controllo territoriale tra le bande.
Il 25 luglio, il ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Merrick Garland, aveva annunciato l'arresto in Texas di Garcia, fondatore del cartello messicano di Sinaloa, e di Joaquin Guzman Lopez, figlio dell'altro fondatore dell'organizzazione, Guzman. Garcia, comparso davanti al giudice il 27 luglio, è stato incarcerato.
Joaquin Guzman, alias 'El Chapo', era stato condannato all'ergastolo nel 2019 al termine di un processo tenutosi nello stato di New York, negli Stati Uniti.

Il boss mafioso Joaquin Guzman, soprannominato El Chapo
Fonte della notizia: AA
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