La Siria è di nuovo nel caos
Gli attacchi contro i gruppi alawiti scesi in piazza a Latakia e Tartus per chiedere il federalismo hanno portato la Siria sull'orlo di una nuova crisi. Gli scontri, iniziati con interventi armati e l'uso di machete, hanno fatto salire la tensione lungo la costa.
In Siria, il caos seguito alla caduta del regime di Assad si è ulteriormente intensificato con le proteste avviate dai gruppi alawiti-nusayri per chiedere il federalismo. A seguito del recente aumento delle tensioni settarie nella regione, la mobilitazione dei gruppi alawiti a Latakia e Tartus, su invito del presidente dell'Alto Consiglio Islamico, lo sceicco Ghazal Ghazali, ha provocato una dura reazione da parte del governo.
ATTACCHI CON MACHETE E SCONTRI DI STRADA
Secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), negli attacchi contro i manifestanti alawiti sono stati utilizzati machete e armi da taglio. È stato segnalato che alcuni manifestanti sono rimasti gravemente feriti e che gli eventi si sono rapidamente trasformati in scontri di strada. Nelle immagini diffuse sui social media, si è visto che nelle strade di Latakia sono avvenuti scontri a fuoco e che gli incidenti si sono propagati rapidamente.
MISURE DI SICUREZZA NEI PUNTI DI RADUNO DEGLI ALAWITI
I gruppi alawiti, su invito di Ghazali, si sono riuniti all'incrocio di Al-Azhar a Latakia sotto strette misure di sicurezza. Secondo il SOHR, le forze governative hanno istituito posti di blocco nei punti in cui avanzavano gli alawiti, effettuando perquisizioni su larga scala. Durante le manifestazioni sono emersi slogan come "diritto all'autodeterminazione", "avvertimento contro lo sterminio sistematico" e "richiesta di protezione internazionale".
Gli eventi si sono ulteriormente inaspriti quando i gruppi sunniti sono scesi in piazza per sostenere l'amministrazione di Damasco. Nel distretto di Jableh, a Latakia, si è verificato un tentativo di attacco contro le aree in cui si erano radunati i gruppi alawiti. Le forze di sicurezza hanno cercato di sedare gli scontri, caratterizzati da lanci di pietre e bastonate tra i due gruppi. Il SOHR ha riferito che alcuni gruppi sunniti hanno attaccato con machete, mentre i manifestanti alawiti hanno risposto alle forze di sicurezza con il lancio di pietre. È stato dichiarato che, con l'aggravarsi degli scontri, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco di avvertimento.
L'INTERVENTO DELLE FORZE ARMATE DI DAMASCO
Dopo l'intervento dei gruppi sunniti, l'amministrazione di Damasco ha dispiegato le forze dell'esercito sul campo. Nelle immagini sono apparse unità armate legate all'esercito siriano che aprivano il fuoco intensamente verso edifici alti. A causa della rapida diffusione degli eventi, la tensione è aumentata ulteriormente lungo la linea costiera e nelle regioni che si estendono fino a Homs, portando all'invio di rinforzi.
Il governatorato di Latakia ha attribuito gli eventi a "gruppi terroristici legati ai resti del vecchio regime". Il comandante della sicurezza interna, Abdulaziz al-Ahmed, ha dichiarato che nella regione sono state identificate persone armate e mascherate, accusando questi gruppi di aver compiuto esecuzioni sul campo e di aver utilizzato ordigni esplosivi. Mentre la responsabilità degli eventi è stata attribuita dall'amministrazione di Damasco a tali gruppi, è stato comunicato che le misure di sicurezza sono state rafforzate.
Fonte della notizia: 12punto
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